3/5/2004 ore: 11:46
"Intervista" G.Cremaschi (Fiom): «Ci vuole asserviti alle aziende»
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| LUNEDÌ 3 MAGGIO 2004 |
| Pagina 12 - Economia | |
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L´INTERVISTA Giorgio Cremaschi (Fiom): "Crisi di rappresentanza? Si risolve solo con la democrazia pura" «Ci vuole asserviti alle aziende faremo referendum su ogni intesa»
la reazione La legge italiana sugli scioperi è severa. Ma contro la rabbia non c´è soluzione LUISA GRION ROMA - Il problema esiste e va risolto. Maroni lo pone da «destra» e lo fa in modo sicuramente «strumentale», ma negare che nel sindacato italiano ci sia un difetto di rappresentanza sarebbe pura miopia. Così ammette Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil. La Fiom d´accordo con Maroni? «Per nulla. Governo e grandi aziende, Fiat in testa, vorrebbero un sindacato servo e lavoratori divisi, disillusi e rabbiosi. Stanno lavorando per questo. Ma pur se da destra e con intenti assolutamente strumentali il ministro dice una verità: serve una nuova legge sulla rappresentanza sindacale. Dagli autoferrotramvieri all´ Alitalia si è visto che l´unità al vertice non basta» Il problema, dice Maroni, si è presentato anche a Melfi «Si sbaglia, a Melfi il problema non lo ha creato la rappresentanza sindacale, ma la Fiat che ha imbrogliato tutti dicendo di voler trattare e poi rifiutandosi di farlo. Poi, certo, le elezioni andrebbero rifatte» Le elezioni appunto. Lei cosa propone? «Democrazia pura, proporzionale puro. Va eliminata quella ridicola e inaccettabile clausola che riserva alle sigle firmatarie di un contratto un terzo garantito. E soprattutto va introdotto il referendum obbligatorio a voto segreto. Non ho problemi a dirlo: Cgil, Cisl e Uil non sono rappresentative per spirito divino, chi sbaglia deve andarsene a casa» A fare come dice lei non c´è il rischio di una frammentazione delle sigle e di una sostanziale immobilità? «Al contrario, sono convinto che per forza di cose le alleanze diventerebbero molto più solide. Penso alle vertenze dei metalmeccanici: con il referendum buona parte dei problemi sarebbero risolti. Fiom l´ha sempre voluto, sono la Cisl e la Uil a rifiutarlo» Torniamo a Maroni. Con la sua apertura ai Cobas il ministro, dunque, ha messo il coltello nella piaga? «Il ministro, ripeto, ha detto a modo suo una verità. Il problema esiste e a farlo marcire ha contribuito anche il centrosinistra che aveva una proposta di legge in proposito, ma l´ha affondata. Detto questo è chiaro che il governo è il primo responsabile della situazione attuale. Non è mai stato disponibile ad una vera e propria negoziazione. E´ assolutamente incapace di fare quello che un vero esecutivo dovrebbe saper portare a termine: attività di mediazione nei conflitti sociali. Lo si è visto anche a Melfi: Sacconi sottosegretario del Welfare si è comportato come un ultras della Confindustria. Inguardabile» Al di là della questione sulla rappresentanza il governo pare intenzionato a metter mano alla legge sugli scioperi nei servizi pubblici «Assurdo, la legge italiana è la più rigida in Europa» Però non viene rispettata «Lo credo bene. Non c´è legge che tenga davanti alla situazione esasperata che molti lavoratori stanno vivendo. Si va in piazza punto e basta. Ma qui la colpa è dell´ottusità dei manager, incapaci di valutare i problemi nel loro complesso: sarebbero disposti a far fallire un´azienda o a vendere meno macchine pur di non trattare con i sindacati. Non vogliono accordi, questa è la verità. Guardiamo a Melfi: cosa chiedono i lavoratori? Pari diritti. Cosa risponde l´azienda? No, senza nemmeno cercare un´intesa sul come, sul perché, su un eventuale scaglionamento. Cos´altro è questa se non ottusità?» Adesso pare che si riaprono le carte anche sull´articolo 18 «Il governo crede davvero che i problemi dell´economia si risolvono con il licenziamento? Ma è il paese a non crederlo. Se riapre la questione Maroni dimostra tutta la sua fragilità. Può farlo certo, ma così facendo il governo si prepara ad essere travolto» |