24/3/2005 ore: 10:06
"Intervista" G.Cobolli Gigl: «Gli italiani cambiano abitudini»
Contenuti associati
Pagina 42 - Economia «Gli italiani cambiano abitudini cibo e vestiti non tirano più» I consumi delle famiglie crescono lentamente e non sono da stimolo per la produzione Ora vanno i consumi di livello superiore: telefonini, viaggi, benessere e auto per i figli MILANO - «Gli italiani? Hanno cambiato il modo di spendere. Cibo e vestiti non interessano più, ora vanno i consumi di livello superiore: telefonini, viaggi, benessere e auto per i figli». Giovanni Cobolli Gigli, amministratore delegato di Rinascente, nonché presidente di Federdistribuzione - che raccoglie il 60% delle attività della grande distribuzione organizzata - sostiene di non essere sorpreso più di tanto dagli ultimi dati sul calo delle vendite al dettaglio in Italia. «Non fanno che confermare quanto andiamo sostenendo da tempo. I consumi delle famiglie crescono molto lentamente e non sono da stimolo per la produzione nazionale». Ma come numero uno di una delle più importanti catene della grande distribuzione e rappresentante dell´intera categoria non è preoccupato? Si spende di meno perché gli italiani sono più poveri. È così? Vi sarete, però, accorti che il potere di acquisto è diminuito. «È vero, ma la minore disponibilità è stata compensata dal ricorso al credito al consumo. Un fenomeno che in Italia, fino a pochi anni fa non era conosciuto. mentre ora ci stiamo adeguando ai livelli degli altri paesi europei». Non sarà che gli italiani, negli anni passati, hanno consumato in maniera esagerata: armadi pieni di vestiti, frigoriferi stracolmi al di là di ogni necessità effettiva. Anche più attento al rapporto tra qualità e prezzi, non crede? |