15/2/2007 ore: 9:39
"Intervista" Bersani: «Via entro l'anno o riforme vane»
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Pagina 3 - In primo piano «Via entro l'anno o riforme vane» Il rischio ingorgo. Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo economico, 55 anni, teme l'effetto spiazzamento dovuto alla difficoltà di tradurre in leggi vere le diverse "lenzuolate". L'ultima non è ancora approdata alle Camere dove già sono in discussione almeno cinque Ddl con altrettante riforme pesanti dall'energia, alla class action, dalle tv alle professioni. Per non parlare dei decreti, molti dei quali su temi altamente sensibili come il rifinanziamento delle missioni militari, che già affollano i lavori di commissione. «Abbiamo liberalizzato a 360 gradi. C'è rimasto poco - dice Bersani - ma se in Parlamento non facciamo uno sforzo grande di coesione, come già abbiamo dimostrato di saper fare, temo che non arrivi il segnale al Paese. Dobbiamo fare almeno alcune leggi significative entro l'anno». Il ddl energia rischia di finire impantanato alla camera cone fu la riforma Marzano? Intanto il Parlamento si occuperà dei Dico... Su questi temi penso che il Parlamento rimarrà impegnato parecchio. Se poi si considerano gli impegni per le discussioni sui documenti d'indirizzo della politica economica e per la sessione di bilancio, il tempo a disposizione delle Camere non è molto. Per questo penso che potrebbe servire anche la commissione bicamerale inserita nella riforma delle authority. Sarebbe un elemento di fluidificazione dei rapporti Esecutivo-Parlamento. L'ultima non è ancora arrivata alle Camere che già si annuncia una nuova "lenzuolata". Sa che in Parlamento voglioni il taglio ai costi delle ricariche dei cellulari? Torniamo alle liberalizzazioni. Si ha la sensazione di una riformismo un po' minimalista. A proposito di banchieri, Bassanini, ds, è numero due della Cassa depositi e prestiti, e la Quercia non sembra indifferente alle prossime mosse del risiko bancario soprattutto per le sorti di Capitalia e Mediobanca. Che ne dice? Sul fondo F2i è nato un dibattito se sia o meno la nuova Iri. Non c'è il pericolo di un nuovo soggetto più vicino alle partecipazioni statali che al mercato? Il fatto è che F2i punta a partecipazioni per pesare non per indirizzare. lei si sente di considerare irrealistico, ad esempio, che Gamberale, l'ex ad di Autostrade, possa tormare, nella nuova veste di gestore, come dominus in Autostrade? Per stare alle reti. lei èfavorevole alla fusione tra Snam Rg e Terna? Scaroni dice che per il gas l'ottimo sarebbe una rete europea. Anch'io lo penso. Sono d'accordo, ma vedo un approccio in progress. Non mi impiccherei a questo obiettivo considerandolo una pregiudiziale. Parliamoci chiaro: l'Europa ha avuto maturazioni diverse nel processio di liberalizzazione. C'è prima da fare un lavoro di armonizzazione. Un lavoro lungo e paziente. non credo si possa pensare di andare domani in Europa a dire: «Da oggi è obbligatoria la separazione delle reti». Resta il fatto che non posso non pensare all'interesse nazionale e a un campione nazionale come l'Eni oggi dico: io ho grandissimo affetto per l'interesse nazionale e anche per i campioni nazionali, ma in questa fase di mercato non è detto che le due cose coincidano. Può darsi ad esempio che, in alcune fasi, come già accaduto, all'azienda convenga descrivere la bolla del gas e bloccare gli investimenti in infrastrutture mentre questo non è l'interesse nazionale. Non è dirigismo bersaniano? Un processo, soprattutto in tema di energia, che deve guardare all'Europa. Come? Per noi innanzitutto significa, come le ho detto, armonizzare le legislazioni. poi bisogna fare l'infrastruttura europea che significa più interconnessioni e coordinamento delle regolazioni nonché un diverso mix delle fonti che, per essere ottimale, va gestito a livelo continentale. Vanno messi in comune alcuni sistemi di sicurezza come la gestine delle scorte, i depositi. Eppoi vanno organizzati e resi consapevoli i 480 milioni di consumatori europei; serve un gioco di sponda tra Governi, organizzazioni e grandi campioni per fare, come si è fatto per l'aeronautica, un po' di gioco di squadra che dia più elementi di certezza e di sicurezza negli approvvigionamenti. Dobbiamo mecolare il sangue, c'è poco da fare. E quindi anche le norme sulla contendibilità delle imprese non devono essere troppo diverse da Stato a Stato, perché altrimenti scattano sempre atteggiamenti difensivi. E, del resto, noi stessi siamo costretti a mantenerci prudenti. Secondo lei Enel e Eni dove potrebbero avere chance come predatori? Qual è il ruolo per le municipalizzate? È tornata in auge la liberalizzazione ferroviaria. che spazio c'è per i privati? Ma Moretti dice che i privati entrano nel business redditizio e alle Fs lo Stato lascia solo i rami in perdita togliendo al soggetto pubblico l'unico modo per compensare i conti. E i rami secchi? E l'occupazione? |