24/6/2002 ore: 10:58
"Intervista" Angeletti: «Così abbiamo evitato danni ben più gravi»
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SABATO, 22 GIUGNO 2002 |
| Pagina 9 - Economia |
| IL SINDACATO |
| Luigi Angeletti, segretario della Uil: non temo fughe di iscritti |
| "Così abbiamo evitato danni ben più gravi" |
| Le conseguenze Nessun effetto sui posti ma nemmeno conseguenze negative su chi lavora |
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ROMA - È sereno, il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, e non teme una fuga degli iscritti dopo l´intesa con il governo sull´articolo 18. Angeletti, che cosa manca alla firma dell´accordo separato con il governo e la Confindustria? «In primo luogo, la cosa più importante per noi è spiegare i contenuti della proposta del governo alle nostre strutture e ai delegati, poiché abbiamo sempre detto, e lo confermiamo, che non avremmo mai accettato modifiche all´articolo 18». Sarà difficile dire che non è così... «Le aziende dove oggi non si applica continueranno a non applicarlo. Noi non abbiamo mai detto che il nostro obiettivo era di estendere l´articolo 18, ma che si dovevano difendere i diritti esistenti ed estendere le tutele nelle imprese sotto i 15 dipendenti». Lei difende l´accordo, ma Cofferati l´ha definito «scellerato». «Scellerato è chi lo dice. Nelle ultime ore in cui fa ancora il sindacalista, Cofferati sta cercando di devastare il più possibile. Tentare di criminalizzare le opinioni altrui è un segno di grande nervosismo. Credo che la Cgil farà la fine della Fiom dopo l´accordo separato sul contratto metalmeccanici: non hanno fatto un contratto migliore e sono riusciti a fare sprecare soldi ai lavoratori». Non teme, invece, di vedersi arrivare davanti migliaia di iscritti Uil che stracciano le loro tessere davanti a lei? «No. Se doveva essere così sarebbe già successo. Spiegheremo ai lavoratori che non hanno nulla da temere». Cofferati, però, dice che la frattura con Cisl e Uil è grave, più di quella dell´84 sulla scala mobile. È preoccupato? «No. Nell´84 la rottura tra Cgil, Cisl e Uil fu sul merito della scala mobile, ma la rottura grave fu quella che si produsse tra gli schieramenti politici. Ora non è così». Secondo lei le nuove misure determineranno nuova occupazione? «No, l´ho sempre detto. Non servono a nulla» E allora perché dite di sì? «Il nostro problema era evitare che il governo facesse danni con la deroga a favore delle imprese che trasformano i contratti a termine in tempo indeterminato. Sarebbe stata devastante. Abbiamo accettato quest´ipotesi di ovvio compromesso perché pensiamo che non produrrà alcun danno ai lavoratori». Avremo sindacati di governo e sindacati d´opposizione? «Quella del bipolarismo sindacale è una fesseria. Il modello confederale non prevede deleghe ai partiti per la difesa e il sostegno delle istanze del sindacato». (r.d.g.) |