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"Intervista" Angeletti: «Adesso più...
"Intervista" Angeletti: «Adesso più investimenti»
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Giovedí 06 Febbraio 2003
SPECIALE LA RIFORMA DEL LAVORO
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il sindacato/ Luigi Angeletti
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«Adesso più investimenti Così si creano nuovi posti»
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ROMA - La vera novità, destinata a modificare il mercato del lavoro, è l'apertura ai privati del collocamento e cioè la possibilità per le agenzie di interinale di incrociare domanda e offerta di lavoro. «Solo il 4% delle persone trova un posto con le strutture pubbliche. E i giovani si abituano a cercare la raccomandazione, che è quanto di più diseducativo possa esistere». Luigi Angeletti commenta così l'approvazione della delega sul lavoro, «una delle prime riforme che abbiamo cominciato a discutere con il Governo Berlusconi». È «l'attuazione del libro Bianco di Marco Biagi, uno sviluppo delle riforme avviate dall'ex ministro Tiziano Treu». Ma per il leader della Uil non saranno le nuove flessibilità a creare più lavoro: ciò che serve è una maggiore crescita. Che si ottiene con più investimenti, sia privati che pubblici. La riforma Biagi ha avuto il via libera dal Parlamento. Quale sarà l'effetto sull'occupazione? La miglior riforma è rendere più razionale l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Quanto alle flessibilità, è da tempo che non ci sono più ostacoli all'assunzione delle persone. Infatti dal 1998 il numero degli occupati ha ripreso a salire, sia quando l'Italia ha avuto una crescita del Pil sostenuta, al 2,5%, sia con crescite più basse. È cambiato il rapporto tra crescita del Pil e occupazione. E questo grazie anche ai nuovi strumenti già introdotti nella legislazione. Le nuove flessibilità non aggiungono molto a quelle che già ci sono. E quindi cosa occorre? Bisogna far crescere il Paese. Con investimenti pubblici e privati. Le aziende possono avere incertezze per la congiutura difficile e il clima che si vive in questo periodo. Ma gli investimenti pubblici vanno realizzati. La spesa pubblica italiana è la più bassa nella media europea. Resta il fatto che Ue e Bce insistono con i richiami sul controllo dei conti e soprattutto sulla riforma delle pensioni... Ogni riferimento ai richiami europei per sollecitare una riforma delle previdenza in Italia è strumentale. In Francia e in Germania esistono sistemi molto meno sostenibili del nostro, è a loro che la Ue si rivolge. Noi abbiamo un problema non di spesa, ma di entrate: c'è troppa evasione ed elusione fiscale. Abbiamo la più alta percentuale di sommerso. Anche sulla Finanziaria 2003 il problema vero è stato il calo delle entrate, per questo il Governo è dovuto intervenire con i condoni. Il sindacato sarà coinvolto nella messa a punto dei decreti per attuare la delega? Era nei patti, sia per l'848 che per il prossimo provvedimento, l'848 bis. Ci sono alcune cose da mettere a punto, sullo staff leasing e sull'interinale. NICOLETTA PICCHIO
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