16/5/2006 ore: 10:50

"IlPresidente" Il gelo del premier

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    marted? 16 maggio 2006

    Pagina 7 -Primo Piano

    Il gelo del premier
    ?E’ stato un discorso rivolto al passato?
      Solo quattro applausi, se n’? andato subito
      ?Perch? non riconoscere i nostri meriti??

      retroscena
      AUGUSTO MINZOLINI
        ROMA
        Ieri mattina, sul volo aereo che lo portava da Milano a Roma, Berlusconi, si ? lasciato andare ad un ?excursus? sul referendum sulla nuova Costituzione che qualche ora dopo avrebbe avuto il sapore di un presentimento. ?Io sul referendum - ha confidato il premier ai parlamentari a cui ha dato un passaggio aereo - mi impegner? in prima persona. Seriamente. Come non mai. E non solo perch? lo devo a Bossi che mi ha appoggiato in tutti questi anni, ma perch? ? l’unico modo per impedire che questo Paese faccia un tuffo nel passato. Se gli elettori appoggeranno la nostra riforma costituzionale, ci saranno conseguenze imprevedibili e sar? chiaro a tutti che “i restauratori” non rappresentano la maggioranza?.
          Gi?, qualche ora pi? tardi l’aggettivo ?restauratore? a molti esponenti del centro-destra sembrava calzare a pennello il discorso di insediamento di Napolitano. Certo tutti i leader della Cdl hanno evitato in pubblico di polemizzare con il nuovo inquilino del Quirinale, ma nessuno, nei fatti, si ? entusiasmato per l’uscita del nuovo Presidente. E il Cavaliere che se qualcosa non gli piace non riesce a nasconderlo, sia pure senza proferire parola ha inviato messaggi inequivocabili del suo disappunto: ha applaudito raramente (solo 4 volte) e ha lasciato l’aula immediatamente dopo che il neo-presidente aveva smesso di parlare, senza partecipare all’applauso finale. Poi, ad un amico di vecchia data, ha confidato in termini pi? espliciti il disappunto: ?E’ stato un discorso rivolto al passato. Napolitano ha riproposto tutta una serie di categorie antiquate. Nei fatti il suo discorso ? figlio della sua storia politica, di chi ha militato per pi? di met? della sua vita nel Pci. In pi? ho un rammarico: da una persona attenta alle forme e ai rituali di Palazzo come lui, mi sarei aspettato un saluto al presidente del Consiglio uscente. In fondo io, nel’94, da premier andai a stringergli la mano dove sedeva, cio? tra i banchi dell’opposizione, per il suo atteggiamento non di parte. Io per rispetto istituzionale non ho rilasciato dichiarazioni, ma... Quello che mi domando ? perch? nessuno riconosce i meriti del governo pi? longevo della Repubblica, del governo che ha fatto pi? riforme? Non c’? stata nessuna delle alte cariche dello Stato che ha parlato di quello che ha fatto il mio governo. Napolitano e anche Bertinotti hanno parlato ad una parte dell’Italia, non a tutti?.
            A Berlusconi non ? sfuggito che la ?dimenticanza? del saluto al premier uscente appare ben strana specie se commessa da una personalit? politica attenta come Napolitano. Basti pensare all’invenzione della carica di segretario generale ad honorem del Quirinale inventata per non lasciare Gifuni a bocca asciutta. Ma a parte questo, il discorso del Capo dello Stato, malgrado gli sforzi che pure ci sono stati, difficilmente poteva essere coniugabile con le convinzioni di Berlusconi. ?Quello di Napolitano - spiega Cicchitto - ? stato un discorso tutto dislocato a sinistra. Certo ha usato un linguaggio equilibrato, ma i contenuti che ha espresso sono quelli di une esponente della sinistra. Insomma, il ruolo “super partes”, almeno per ora, non ne ha cambiato lo spirito?. ?La differenza tra D’Alema e Napolitano - fa presente Valducci, uno degli strateghi della campagna elettorale del Cavaliere - ? che il primo ? un comunista capitalista, il secondo ? un comunista e basta?. ?Siamo tornati indietro di dieci anni - ? invece il giudizio critico di La Malfa -: abbiamo due presidenti delle Camere che vengono dal sindacato, un ex presidente dell’Iri come premier e ora un Capo dello Stato che ? stato comunista. Cosa c’entri tutto questo con l’Italia di oggi non lo so?.
              E la ?delusione? ? trasparsa anche nei giudizi di altri esponenti del centro-destra esterni a Forza Italia. ?Napolitano ? il contrario esatto di De Gasperi - sottolinea l’ex dc Francesco D’Onofrio -: lui dal centro guardava a sinistra, mentre il nuovo Presidente fa l’esatto contrario. Solo che De Gasperi ? stato premier e al Quirinale non ha mai abitato?. ?Un’occasione mancata?, spiega Daniela Santanch?. E a ben vedere i pi? soddisfatti nel centro-destra sono stati quelli che non si facevano illusioni, che non si aspettavano granch? dal neo-Presidente. ?Ha detto quello che tutti ci aspettavamo - ? l’analisi di Gasparri -. Anzi ci ha fatto anche qualche apertura pur restando coerente a se stesso. Non capisco chi si meraviglia: quando hanno fatto papa Ratzinger nessuno si poteva aspettare che avrebbe aperto la finestra annunciando a tutti: “Qui si tromba”. E allora??.
                Cos? alla fine si pu? dire che la prima ?occasione? per tentare un riavvicinamento tra le due Italie ? sfumata. Se ne sono accorti anche i nuovi inquilini del Colle: ?Noi - racconta Gianni Cervetti, uno dei consiglieri politici del neo-presidente - qualche apertura l’abbiamo anche fatta: dall’ammissione che la maggioranza di governo ? risicata, ai segnali sulla politica estera, fino alla constatazione che le riforme costituzionali, comunque vada il referendum, vanno fatte. Loro per? non hanno raccolto. Probabilmente non ? ancora il momento: lo scontro nel Paese ? stato molto duro?. Solo che il loro interlocutore, Berlusconi, all’altra Italia vuole dare un messaggio ancora pi? inequivocabile proprio puntando sulla vittoria nel referendum. ?E difficile certo - spiegava al suo seguito sull’aereo -, ma nulla ? impossibile. Le ultime elezioni ci avranno insegnato qualcosa...?.