31/5/2006 ore: 11:19

«I precari? Non aumentano, ma cresce l’insicurezza»

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    mercoled? 31 maggio 2006

    Pagina 33 - Economia
      Il dibattito sul lavoro flessibile
        ?I precari? Non aumentano
        Ma cresce l’insicurezza?

        Enrico Marro
          ROMA - C’? una terza via nel dibattito sulla precariet?. ? quella tracciata da Aris Accornero, 75 anni, professore emerito di sociologia industriale alla Sapienza di Roma, una vita spesa prima nelle fabbriche come operaio, poi nella Cgil, infine all’Universit? e al Cnel, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, a studiare il mercato del lavoro. Fino alle ricerche pi? recenti fatte anche per i Ds con l’attuale ministro del Lavoro, Cesare Damiano (fino a qualche settimana fa responsabile Lavoro del partito, al quale lo unisce, oltre al fatto di essere entrambi piemontesi, una comune esperienza di fabbrica, sia pure in anni e ruoli diversi, alla Riv Skf, Accornero come operaio, Damiano come impiegato. Tanto che non ? azzardato dire che tra gli ispiratori della linea del ministro ci sia proprio questo sociologo che ha appena mandato in libreria il volumetto ?San Precario lavora per noi?, un titolo accattivante dietro il quale si nasconde una ricca analisi delle trasformazioni nel mondo del lavoro.

          Se fino a dieci anni fa il tema dominante era quello della disoccupazione, oggi ? quello della flessibilit?, soprattutto quando diviene precariet?. Per la Cgil e la sinistra radicale i precari sono in continuo aumento e la colpa ? soprattutto della riforma del mercato del lavoro, la cosiddetta legge Biagi, che quindi va cancellata per ricondurre tutti rapporti di lavoro verso il contratto a tempo indeterminato. Contro questa impostazione si sono impegnati il giuslavorista Pietro Ichino e un gruppo di esperti che collaborano al sito lavoce.info di Tito Boeri, i quali affermano che la precariet? non ? aumentata e che la flessibilit? ? indispensabile, non solo in entrata nel mondo del lavoro (assunzioni), ma anche in uscita (licenziamenti).

          In mezzo c’? Accornero: ?La legge Biagi non va abrogata come vuole la Cgil, ma superata, come dice Damiano. Di per s? questa riforma ha prodotto pochi posti di lavoro, ma ha diffuso una forte idea di precariet? e insicurezza. Togliendo di mezzo alcuni istituti inutili come il job on call o lo staff leasing (come il ministro ha gi? annunciato di voler fare, ndr. ) si compirebbero degli atti simbolici utili a dare quel segnale che il governo ha compreso qual ? il problema?. Accornero ? perfettamente d’accordo con Ichino sul fatto che la Biagi non abbia contribuito all’aumento della precariet? e che il numero dei lavoratori atipici (a termine, a progetto, interinali e quant’altro) sia in linea con quello degli altri Paesi europei. Considerando tutto siamo al 14%, contro il 13,7% della media Ue. Ma un conto ? la precariet? effettiva un altro la ?precariet? percepita?, che ? molto pi? alta. ?Ichino vede solo la prima, ma la seconda ? altrettanto importante perch? crea allarme sociale e diventa un problema politico da affrontare?. Come? Abrogare la Biagi non servirebbe allo scopo, spiega Accornero. Ma ?non mi convince neppure l’idea di Ichino e degli amici della voce.info per cui l’86% dei lavoratori a tempo indeterminato dovrebbe cedere parte della proprie tutele. Piuttosto bisogna riformare gli ammortizzatori sociali, varare lo Statuto dei lavori, incentivare il lavoro stabile e rendere pi? costoso quello a termine?. In questo contesto, conclude Accornero, si potrebbero convincere anche i sindacati a ?spostare le tutele dal posto di lavoro al mercato?. Ma sarebbe ?una cosa diversa dall’ assalto all’articolo 18 tentato dal governo Berlusconi?.


            Il libro in sintesi
            San Precario, che d? il titolo all’ultimo libro di Aris Accornero (San Precario lavora per noi , Rizzoli), ? l’icona al centro delle manifestazioni del primo maggio organizzate dalle rappresentanze sindacali di base, dai cobas e dai movimenti che hanno fatto della guerra alla precariet? la loro ragione sociale. Ma il sottotitolo del volume ? eloquente: La flessibilit? ? una necessit? che pu? diventare un’opportunit?.