4/10/2005 ore: 11:27
«Ha violato l´interdizione con dichiarazioni sfrontate»
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Pagina 38 - Economia con dichiarazioni sfrontate» FERRUCCIO SANSA MILANO - Stefano Ricucci all´angolo e Sergio Billé che appare sempre più spesso nelle carte dei magistrati per le frequentazioni con i protagonisti delle scalate dell´estate: pranzi, ma anche affari da decine di milioni di euro. Sono parole pesanti quelle riferite a Ricucci nell´ordinanza che proroga di due mesi l´interdizione dalle cariche societarie per l´immobiliarista romano. Secondo il gip Clementina Forleo, Ricucci durante il suo interrogatorio davanti ai pm milanesi avrebbe riferito «circostanze infondate». Non solo: l´imputato avrebbe violato l´interdizione decisa dal giudice attraverso dichiarazioni rese agli organi di stampa «con larga dose di ostentazione e sfrontatezza». Le interviste "incriminate" sono state allegate agli atti dai magistrati. Il gip Forleo passa sotto la lente di ingrandimento le vicende della società svizzera Garlsson che fa capo a Ricucci. L´ipotesi è che, al di là dello scopo dichiarato (le operazioni immobiliari), la società fosse stata costituita proprio come contenitore per compiere scalate finanziarie: Antonveneta e subito dopo Rcs. Garlsson ha acquistato azioni Antonveneta grazie al finanziamento di 100 milioni della filiale svizzera di Bpi. Un finanziamento giudicato "anomalo" dagli stessi funzionari della Bpi sentiti dai pm. Ricucci aveva raccontato di aver ottenuto il finanziamento per tre operazioni: l´acquisto di un immobile dal gruppo Bonifaci, Villa Feltrinelli all´Argentario e un altro immobile a Caorle. Il gip annota, però, che Ricucci non è riuscito a spiegare per quale motivo nella "causale" del finanziamento chiesto nel febbraio del 2005 (due mesi prima del rastrellamento delle azioni di Padova) fosse presente solo l´operazione di Caorle, mai avviata e ritenuta verosimilmente di copertura. Ma l´ordinanza ripercorre anche gli spostamenti di denaro su un conto della Garlsson: la società (costituita alle Isole Vergini Britanniche) apre un conto su una banca svizzera e il 10 febbraio scorso riceve un versamento di 8 milioni di euro. Quindi, il 14 febbraio, altri 31 milioni di euro. Somme che appena pochi giorni dopo sarebbero tornate indietro. Insomma, sostengono gli inquirenti, si tratterebbe di pagamenti fittizi, che lascerebbero di fatto le casse vuote, anzi con un passivo di 9 milioni di euro quando la Garlsson (dopo aver ricevuto 100 milioni di finanziamento da Bpi) acquista azioni Antonveneta. Un buco che resta fino al 14 aprile quando le azioni passano a Meliorbanca e a Banca Intermobiliare. |