23/10/2006 ore: 10:33

"Governo" Rutelli e Fassino stringono Romano

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    domenica 22 ottobre 2006

    Pagina 3 - Primo Piano


    LA SVOLTA TROPPO SCONTENTO, UN ASSE MARGHERITA-DS PER OTTENERE CORREZIONI

    ?Bisogna cambiare?
    Rutelli e Fassino stringono Romano

    retroscena
    FABIO MARTINI
      ROMA
      L’ultima volta che si parl? di ?fase due?, Romano Prodi and? a casa. Ad evocare la formula dalemiana che otto anni fa port? al logoramento e all’infarto del primo governo Prodi, ha provveduto due giorni fa Stefano Menichini, direttore di “Europa”. Ma il titolo del quotidiano della Margherita (?Urgenza della fase due?) stavolta ha anticipato un’operazione che pare diversa da quella del 1998: ieri mattina, con studiata sincronia, il presidente della Margherita Francesco Rutelli e il segretario dei Ds Piero Fassino hanno chiesto significative modifiche alla Finanziaria. I partiti-guida della coalizione, pur non ammettendolo esplicitamente, sentono il peso di una manovra che nel Paese non ? stata percepita come un toccasana. E dunque, prima della discussione in Parlamento, “stringono” Prodi e gli chiedono nuove correzioni, proprio poche ore dopo la rivendicazione del Presidente del Consiglio: ?Se una Finanziaria ? forte e dura, deve scontentare tutti?.

      Ds e Dl sono invece convinti che in giro ci siano molti scontenti e, dalla direzione della Quercia, Piero Fassino ha sostenuto che se ?la Finanziaria contiene un’ispirazione e una volont? di innovazione?, tuttavia ?? necessario un cambio di passo?. Non ? solo ?un problema di comunicazione? ma occorre ?riposizionare la missione? della legge di bilancio. Altrettanto esplicito il vicepremier Massimo D’Alema: ?La Finanziaria ? stata una scelta importante per? insufficiente se immediatamente non mettiamo in calendario un rilancio dell’azione riformista che coinvolga tutte le forze sociali in scelte coraggiose?. Dal seminario di riflessione indetto a Frascati da Glocus (il “think-tank” della Margherita), Francesco Rutelli ha sostenuto, con linguaggio volutamente diretto: ?La manovra ? tosta?, perch? la situazione dei conti pubblici ?lo impone?, l’impianto della Finanziaria ?? solido e giusto?, ma miglioreremo le parti che hanno ancora alcuni difetti?. I due partiti dell’Ulivo tentano di “rianimare” la Finanziaria con un’ambizione anche politica. Dice Rutelli: ?Da oggi il partito democratico vuole tornare ad essere l’asse riformista che spinge, con Prodi, il profilo innovatore del nostro governo?. Tanto ? vero che il convegno frascatano - seconda edizione dopo la prima edizione del 2005 - sar? concluso oggi dai due leader affiancati: il padrone di casa Rutelli e l’ospite Fassino.

      Ds e Dl per? prospettano rivendicazioni su versanti diversi. Francesco Rutelli scoprir? oggi le sue carte ed ? probabile che chieda ?un pacchetto? di modifiche alla manovra ma anche un’accelerazione di alcune liberalizzazioni gi? incardinate con la Finanziaria (energia, servizi pubblici locali), mentre Piero Fassino ha scandito le sue richieste con un occhio rivolto pi? all’impatto sociale. ?Serve una verifica degli effetti della rimodulazione fiscale - ha sostenuto il leader ds - tenendo maggiormente conto dei nuclei monoparentali e degli effetti prodotti su tutti i redditi dalle addizionali locali?; ?un regime di imposta di successione che sia coerente con l’impegno assunto in campagna elettorale di concentrare il prelievo sui grandi patrimoni?. E anche per andare incontro al ministro dell’Universit? Mussi che aveva minacciato le dimissioni per i tagli al suo dicastero, Fassino ha chiesto risorse aggiuntive per la ricerca. Per D’Alema invece ?? il momento di individuare quali sono i lavori usuranti, da tutelare?, mentre ?per gli altri ci sia un ragionevole aumento dell’et? pensionabile, mantenendo la flessibilit?. E anche se ?vanno riformati i meccanismi della Finanziaria, che continua ad essere una specie di suk arabo?, per D’Alema stavolta l’Unione non ? riuscita ?a ricreare il clima del 97-98 che rese evidente la posta in gioco vietare l’avvitamento della crisi italiana?.

      Per ora, dunque, non c’? ancora un pacchetto coerente di richieste da parte dell’Ulivo e il presidente della Commissione Bilancio del Senato Enrico Morando, ds liberal, ha buon gioco ad immaginare modifiche di impianto riformista: ?Il Dpef era stato molto convincente perch? in 4 comparti di spesa accompagnava i tagli con riforme strutturali. Per sanit? ed enti locali si ? stati coerenti, per previdenza e pubblico impiego ancora no. Per le ulteriori liberalizzazioni (servizi pubblici locali ed energia) basta essere coerenti con i dl collegati alla Finanziaria?. E a Palazzo Chigi? Prodi ? stato informato delle mosse dei partiti, anche se il ministro per l’Attuazione del programma Giulio Santagata ci tiene a dire: ?E’ possibile che ci siano stati problemi di comunicazione, ma la prima esigenza ? che i partiti difendano una Finanziaria che ? l’attuazione del programma dell’Unione. Il recupero nel Paese non pu? essere affidato solo a Prodi e spero di vedere i nostri 400 parlamentari pi? brillanti e pi? tonici?. E in serata il premier, facendo un bilancio della difficile giornata, cos? ragionava: ?Il senso della missione non l’abbiamo perduto, per questo governo parleranno i fatti?.