14/12/2006 ore: 10:30
"Governo" Per l'anno nuovo rimpastino in vista
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Primo Piano pag. 3 un cambio di ministeri potrebbe essere escluso Padoa-Schioppa Le poltrone Con Fassino nella squadra del Professore, per Bersani si libererebbe il posto di segretario DS rimpastino in vista nell'Unione ROMA A Montecitorio non si parla d’altro. ?Nei primi due mesi del prossimo anno - spiega Mauro Fabris, capogruppo dei “mastelliani”, un ex-dc abituato a certe liturgie - ci vorr? un rimpastino. Padoa-Schioppa pu? essere un ottimo capro espiatorio per dare un segno di discontinuit? che ci ricongiunga ai nostri elettori. Poi nel governo potrebbe entrare Piero Fassino, che ormai tutti i giorni ci spiega che c’? un corto circuito tra noi e il Paese cos? sar? libera la poltrona di segretario dei Ds per Bersani?. Anche nel governo, dentro Palazzo Chigi e nei vari ministeri, le congetture sull’argomento non mancano. ?Queste autocritiche sulla Finanziaria - osserva Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia della Margherita - sono un errore. Pure Fassino sta esagerando con le sue riserve quotidiane. Capisco che la sinistra per cultura non ? capace di esercitare un antagonismo con la piazza (il titolo in prima pagina sull’”Unit?” di oggi, “Operai ultimo appello a Prodi”, lo dimostra), ma questa finanziaria va approvata o no? Insomma, ci stiamo preparando al solito rimpasto. Le colpe ricadranno su Padoa-Schioppa, che qualche sbaglio lo ha fatto, ma sicuramente meno di Visco che ? troppo rigido, per farlo ragionare devi prenderlo per il cravattino. La verit? ? che dovremmo farla finita con i vice-ministri e con i professori?. E di ?rimpasto?, infine, si parla anche nella Quercia. ?La fase due che Fassino ha trasformato in uno slogan - spiega il dalemiano “eretico” Giuseppe Caldarola - pu? significare solo una cosa: un programma pi? spiccatamente riformista, accompagnato da una nuova compagine di governo. E’ il minimo che si possa fare, io oserei anche di pi?. Era fatale che nelle condizioni in cui si trova il governo rispuntasse alla fine anche la vecchia panacea del rimpasto. Ma pi? che una terapia alla malattia il cambio di qualche ministro potrebbe diventarne il sintomo pi? evidente anche se ormai non c’? esponente della maggioranza che non ne riconosca la gravit?. Ieri ? stata una giornata nera per il governo. Romano Prodi si ? beccato la solita razione di fischi. E il premier fiutando il pericolo sta reagendo: ieri dalla sua segreteria sono partite telefonate alle agenzie di stampa colpevoli di aver enfatizzato i fatti. Ed ancora, i sondaggi di opinione - anche quelli amici - danno il gradimento sul governo e sul presidente del Consiglio in picchiata. Infine, al Senato come alla Camera la Finanziaria sar? approvata con il voto di fiducia e cominciano ad esserci dissociazioni importanti anche tra i senatori a vita. Sta, quindi, diventando sempre pi? evidente l’equazione che descrive questa fase politica: Prodi, che ? forte nel Palazzo grazie alla compattezza della sua maggioranza ma debole nel rapporto con il Paese, continua ad annaspare. Una descrizione della realt? a cui il premier si ribella. Ieri il professore ha fatto il punto con i suoi collaboratori. ?Con gli artigiani ? andata meglio di quanto mi aspettassi - ha spiegato -. Poi fuori qualche tassista organizzato ha fischiato. Ormai i nostri avversari vogliono dare l’idea che il sottoscritto ? fischiato in tutto il Paese. Magari vogliono creare una sorta di effetto curva per farmi fischiare anche dalle suore. Ma queste manifestazioni, a parte quello che ? avvenuto a Mirafiori, non sono il sintomo di niente. E non parliamo dei sondaggi. Era ovvio che avremmo avuto dei problemi con una Finanziaria di questo tipo, ma se andate a controllare i sondaggi di oggi sono identici a quelli che abbiamo avuto dopo aver approvato la finanziaria del ‘96. Speriamo che qualcuno tra i nostri non si faccia impressionare, ma, come si dice, la madre degli sciocchi ? sempre incinta ?. Fin qui Prodi. Gli altri ci credono meno. Il motivo ? semplice: per un governo di sinistra ? gi? di per s? difficile ignorare le contestazioni di piazza come poteva fare la Thatcher e per alcuni versi anche Berlusconi. La contestazione di queste settimane - giusta o sbagliata che sia - nella considerazione dell’opinione pubblica, invece, ? la pi? semplice: la gente fischia Prodi perch? ha alzato le tasse. Un’immagine devastante. Rimettere insieme i cocci nel rapporto con l’opinione pubblica sar? alquanto difficile. Tant’? che lo stesso Professore ha cominciato a fare un minimo di autocritica mentre gli altri leader della coalizione un giorno s? e un giorno ne prendono in parte le distanze: Fassino usa toni sempre pi? netti; Veltroni, invece, come tutti gli altri candidati alla successione (a cominciare da Rutelli), in privato ? sempre pi? preoccupato di trovare attorno a s? solo rovine quando sar? chiamato a scendere in campo. L’unico che ? bloccato nella difesa dell’operato del governo ? D’Alema, che deve ancora togliersi di dosso l’immagine del ?traditore? del primo governo Prodi. In pi? si ha la sensazione che nelle divisioni interne la maggioranza abbia ben poche strade per reagire. Il ?rimpasto?? Serve a poco e i bene informati raccontano di un Napolitano poco incline. L’idea della ?fase due? da lanciare sotto i riflettori dei media rischia, invece, di aprire un contenzioso pericoloso con la sinistra massimalista: ?Se andiamo davanti a Mirafiori con la riforma delle pensioni - ironizza Pietro Folena di Rifondazione Comunista - invece di fischiarci ci bruciano?. |