17/7/2006 ore: 11:33
"Governo" Liberalizzazioni avanti tutta. Se riguardano gli altri (R.Mannheimer)
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Pagina 19 - Primo Piano di Renato Mannheimer Se riguardano gli altri Il provvedimento ? stato accolto molto positivamente dalla popolazione. Anche per ci? che riguarda la liberalizzazione delle licenze, che trova l' assenso di quasi il 60%, in misura simile tra i cittadini di ogni orientamento politico. Ma che cresce quasi al 70% se si considerano i soli utenti assidui del taxi. Ma questa opinione non pare derivare specificatamente da una valutazione critica degli italiani sul servizio dei taxi in particolare. Specie perch? la gran parte non ne sa nulla: solo il 6% sale su una vettura bianca almeno una volta al mese e una percentuale ancora minore (2%, con una ovvia accentuazione tra chi abita nelle grandi citt? e, chiss? perch?, tra gli elettori di centro rispetto a quelli di destra o di sinistra) lo usa almeno una volta alla settimana. Quest' ultimo sottogruppo costituisce la clientela veramente importante per i tassisti. E, proprio al suo interno, i giudizi appaiono particolarmente positivi, su tutti gli aspetti del servizio, tranne naturalmente che sui costi. In realt?, il vasto consenso verso la modifica della normativa che regola le licenze dipende da un orientamento generale degli italiani (gi? emerso da molte ricerche, da ultimo quella di Diamanti al convegno di Vicenza di Confindustria) favorevole alla concorrenza e da una diffusa diffidenza verso vincoli e regolamenti. L' apprezzamento verso la competizione e l' avversione nei confronti delle protezioni restano per? tali sino a quando si parla degli altri e non si tocca il proprio caso personale. Che viene sempre descritto come ?speciale?. Il diverso atteggiamento tra le normative (e i vincoli) opportuni per se stessi e quelli ritenuti giusti per il resto della comunit? ? confermato anche dalle valutazioni sul caso dei taxi. Che mutano significativamente man mano che nel quesito posto ci si allontana dall' opinione ?in generale? e si prende in considerazione il ?caso specifico?. La quota di favorevoli al decreto Bersani riguardo ai taxi diminuisce infatti (e diventa minoranza) se si citano gli interessi specifici dei conducenti. E si decrementa ancora se si chiede di immedesimarsi nella posizione di questi ultimi. Solo poco meno di un quinto afferma che se il decreto lo riguardasse personalmente - e se dunque si trovasse nei panni di un tassista - ?accetterebbe comunque il provvedimento?. Persino tra quanti si erano dichiarati favorevoli in generale, oltre il 70% afferma, al tempo stesso, che ?se per? fossi un tassista non accetterei? il decreto. I restanti si dividono equamente tra chi si ribellerebbe in toto al provvedimento e tra chi ne accetterebbe invece le decisioni ?solo nel momento in cui analoghi sacrifici vengano richiesti anche agli altri lavoratori?. Insomma, la liberalizzazione va bene (e i tassisti sono corporativi) sino a quando riguarda gli altri e non tocca i nostri personali interessi e i privilegi gi? acquisiti in un modo o nell' altro. E' facile dedurre dall' esistenza di questi atteggiamenti una valutazione generale sullo sviluppo economico e sociale del Paese. Per il quale occorrono, naturalmente, ulteriori incentivi alla concorrenza e, di conseguenza, alla innovazione e alla creativit?. Ma che necessita anche di un profondo mutamento del senso con cui intendiamo la cittadinanza e l' appartenenza alla societ?. |