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"Governo" Le misure del Dpef

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    venerd? 7 luglio 2006

    Pagina 2 - Primo Piano

    Le misure
      Tasse sul lavoro ridotte
      per essere competitivi
        Dalla riduzione del cuneo fiscale e contributivo (definito nel testo del Dpef come ?la differenza tra il costo del lavoro sostenuto tra il datore di lavoro e la retribuzione netta ricevuta dal lavoratore?) il governo si attende ben tre risultati: un miglioramento della competitivit? delle nostre imprese, una crescita del potere d’acquisto dei lavoratori, e anche un aumento dell’occupazione. Ieri mattina era gi? stato chiarito che non verranno escluse le imprese commerciali.
          La riduzione promessa, cinque punti, sar? attuata per intero nel 2007. Circa due terzi dovrebbe andare alle imprese e un terzo ai lavoratori. Quanto a strumenti il Documento di programmazione resta nel vago ma ? probabile che a favore delle imprese si intervenga sull’Irap, escludendo dalla sua base imponibile i contribuiti sui salari, e sugli oneri contributivi impropri (in tutto si otterrebbe uno sgravio di 2,8 punti), pi? con altri strumenti da definire, mentre a favore dei lavoratori si agir? sull’Irpef.
            Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha confermato che al calo degli oneri sul lavoro stabile si accompagner? un aumento ?progressivo? dei contributi per il lavoro precario: una ?operazione a tenaglia? che da un lato ?abbassa per le aziende il costo del lavoro indeterminato? e dall’altro, ?scoraggia il ricorso al lavoro parasubordinato?. I contributi previdenziali veri e propri non verranno toccati, per non turbare il meccanismo con il quale si determinano gli importi delle pensioni dopo la riforma Dini.

            Donne in pensione pi? tardi
            e maggior rigore sull’anzianit?
              Il Dpef non da n? numeri n? indicazioni sulla previdenza, ma le ipotesi circolano da tempo. Trattenere al lavoro pi? a lungo le donne ? una delle principali, per ora smentita. L’attuale et? della pensione di vecchiaia per le lavoratrici, 60 anni, potrebbe essere elevata gradualmente fino a 62-63. Ma gli interventi pi? corposi dovrebbero riguardare i requisiti per la pensione di anzianit?, e si incrociano con la modifica della ?riforma Maroni? a cui il centro-sinistra ? impegnato.
                La legge Maroni aumenta in modo brusco (?scalone?) i requisiti di anzianit? a partire dal primo gennaio 2008; il ministro del Lavoro Cesare Damiano ripete che lo ?scalone? sar? abolito a parit? di gettito, quindi con una modifica pi? graduale delle norme. Tra le ipotesi, la pi? semplice ? quella della ?quota?: si potr? mettersi a riposo per anzianit? quando il numero degli anni di contributi sommato agli anni di et? raggiunger? un certo numero, forse 95 in una prima fase, 96 pi? in l?.
                  Per ora ? stata rinviata, ma ? certa la modifica dei ?coefficienti di trasformazione? stabiliti dalla riforma Dini. In pratica il calcolo dell’importo della pensione deve tener conto che la durata media della vita ? cresciuta di 2 anni, cosicch? a fronte degli stessi contributi ci sar? un pi? lungo periodo di pagamento. Il risparmio sulle spese potrebbe essere ottenuto anche attraverso incentivi a restare al lavoro: al ?bonus? in vigore, efficace per gli alti redditi, se ne dovrebbe affiancare uno mirato ai redditi pi? bassi.
                    In calo la pressione fiscale
                    ma appena di 0,3 punti

                    La pressione fiscale in calo ? forse il numero pi? inatteso tra i tanti del Dpef 2007-2011. Dopo il lievissimo rialzo previsto per quest’anno, al 40,7% del prodotto lordo dal 40,6% del 2005, si dovrebbe scendere nel 2007 al 40,4%. E’ una sopresa perch? giorni fa, nel precedente incontro con le forze sociali, il viceministro Vincenzo Visco aveva accennato alla possibilit? di tornare al 41 per cento, sia pure solo per l’effetto della lotta all’evasione, non con aumenti di aliquote.
                      Dunque i provvedimenti fiscali in preparazione per l’anno prossimo avranno soprattutto il compito di dare copertura finanziaria al calo del ?cuneo fiscale? (meno tasse sul lavoro) che coster? 7-8 miliardi di euro. Gli interventi allo studio sono: 1) l’armonizzazione delle aliquote sulle rendite finanziarie, che abbasser? il prelievo sui conti in banca e lo alzer? su titoli e guadagni di Borsa; 2) il ripristino dell’imposta di successione con un limite di esenzione di forse 750.000 euro per erede (ricordando che le case vengono calcolate al valore catastale, non a quello di mercato); 3) una modifica dell’imposta sui redditi personali, che sostituir? alle attuali quattro aliquote (dal 23 al 43 per cento) un ventaglio pi? allargato, meno pesante sui redditi bassi, pi? pesante su quelli alti.
                        ?Sono il primo a ritenere che pagare le tasse ? sgradevole - ha detto Visco ieri - e che sarebbe opportuno ridurle; ma per riuscirci bisogna aumentare il gettito attraverso la lotta all’evasione?.