7/7/2006 ore: 10:46

"Governo" La proposta dei tassisti

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    venerd? 7 luglio 2006

    Pagina 3 - Primo Piano


    OGGI IL VERTICE DOPO LA DURA PROTESTA, SI INIZIA A TRATTARE
      La proposta dei tassisti
      ?Pi? auto e orario libero?

      retroscena
      PAOLO BARONI
        ROMA
        Per il ministro Bersani il decreto varato venerd? scorso rappresenta ?la soluzione migliore?. Non vuole essere una misura ?contro? i taxisti ma un intervento a favore dei cittadini. E non si parli di liberalizzazione: ?noi - continua a ripetere il responsabile dello Sviluppo economico - vogliamo solo che ci siano pi? taxi laddove ce n’? bisogno. Abbiamo cercato la formula pi? logica ed amichevole possibile. Se mantenendo lo stesso obiettivo si preferiscono altre formule si discute, ma certo non siamo disponibili a non fare niente?.
          Dopo le proteste, i blocchi e le violenze la vertenza-taxi riparte da qui. Riparte da un’ipotesi di mediazione che potrebbe prendere corpo oggi nel palazzone fascista di via Veneto dove ha sede il ministero dello Sviluppo economico e dove, alle 15.30, si ritroveranno lo stesso Bersani col suo staff, i rappresentanti dei taxisti guidati da Maurizio Longo della Fita-Cna, e la delegazione dei sindaci col presidente dell’Anci Leonardo Domenici ed il primo cittadino di Roma, Walter Veltroni. Bersani arriva all’incontro armato delle migliori intenzioni: ?Se la ragionevolezza vale qualcosa credo che si debba essere ottimisti? spiega. Dalla sua avr? anche il testo del Dpef, fresco di approvazione al Consiglio dei ministri di questa mattina, che enfatizza molto il tema della concorrenza ed inserisce a pieno titolo il decreto sulle liberalizzazioni nella politica economica del nuovo esecutivo: servizi meno protetti e pi? efficienti, nell’interesse del consumatore, come fattore di equit? e di sviluppo. ?I servizi - si legge a pagina 90 della bozza del Documento di programmazione economica - rappresentano il 71% del Pil e d il 69% dell’occupazione dell’area euro. Un intensificarsi della concorrenza in questo settore ? quindi essenziale?.
            Un ruolo decisivo, al tavolo ministeriale, potrebbero giocarlo i comuni. Esclusi dalle consultazioni sul decretone come tanti altri soggetti, i sindaci sono stati recuperati quasi in extremis per questa trattativa. Anche da loro Bersani si aspetta un contributo di idee. ?L’obiettivo deve essere quello di ampliare il servizio per garantire ai cittadini la possibilit? di muoversi nelle citt? e quello di tutelare e rispettare il ruolo e la dignit? dei tassisti?, suggerisce Veltroni. Al ministero si mostrano fermi e determinati sulle loro richieste (?non si pu? non fare?) e non prevedono svolte a sorpresa. Per? l’avvio del dialogo sul merito del provvedimento potrebbe servire a ricomporre un po’ tutta la vicenda. ?Discussione e concertazione con le categorie potranno portare a risultati positivi? insiste il sindaco di Roma, che negli ultimi giorni si ? speso in via riservata per tenere aperto un canale tra i tassisti e l’esecutivo.
              Idee alternative alla fine del cumulo dei permessi di guida? I taxisti chiedono di ?liberalizzare le imprese, non le licenze?. ?Il problema che abbiamo di fronte - spiegano alla Fita-Cna - ? quello di far fronte ad una richiesta di migliore mobilit? nel suo complesso: non ci sono solo i taxi su cui intervenire. Quanto a noi, anzich? aumentare il numero delle licenze potremmo ottenere lo stesso risultato aumentando l’utilizzo delle auto?. Il ragionamento che fanno i tassisti ? un po’ questo: oggi una vettura pu? essere impiegata per un unico turno giornaliero di 7 ore e mezzo, perch? non usarla 24 ore liberalizzando orari e turni prevedendo un coinvolgimento pi? massiccio dei famigliari dei titolari delle licenze?
                Secondo Arcangelo Merella, assessore alla Mobilit? di Genova e coordinatore delle politiche dei trasporti dell’Anci questa potrebbe essere ?una soluzione praticabile?, soprattutto per accompagnare ?una fase iniziale della riforma?. Insomma, fatta salva l’autonomia dei singoli comuni che decideranno il da farsi a seconda delle loro necessit? specifiche, si potrebbe iniziare liberalizzando turni e orari, e man mano che il mercato cresce (magari con l’aiuto di un calo delle tariffe e l’introduzione di numeri unici cittadini per massimizzare l’utilizzo delle vetture) pensare anche ad aumentare il numero delle licenze. In questo modo si potrebbe salvare sia la ?capra?, ovvero la tutela del valore delle licenze dei taxisti, sia i ?cavoli?, ovvero la proposta del governo e i bisogni degli utenti. ?Fino ad ora i taxisti si sono sempre opposti a queste soluzioni - spiega Merella - cos? come hanno ostacolato, salvo poi pentirsene, il bus a chiamata ed il car sharing. Ora per? il vento sta cambiando?.