18/12/2006 ore: 11:35

"Governo" I riformisti preparano la rivincita

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    luned? 18 dicembre 2006
      Pagina 5 - Primo Piano


      Ma i riformisti preparano la rivincita

      ALESSANDRO BARBERA

      ROMA
      La scaletta ? pronta da tempo. Del resto molte delle misure finora sono rimaste congelate in Parlamento a causa della Finanziaria. Servizi pubblici locali, professioni, riordino del sistema radiotelevisivo. E poi c’? la sfida imminente della privatizzazione Alitalia. Che si tratti di vere liberalizzazioni o solo di timide aperture al mercato, la parola d’ordine ? procedere. Dopo la sbornia di tasse tutti dicono che ? venuto il tempo della crescita. Il monito dell’ex presidente Ciampi sulla necessit? di ?fare in fretta? ha risvegliato la maggioranza dal torpore pre-natalizio. Il centro-sinistra sente la necessit? di ritrovare lo slancio innovatore del decreto Visco-Bersani, quando il governo provava a sfidare fra gli applausi la dura resistenza dei tassisti. ?Perch? la nostra economia si mostri pi? dinamica occorre recuperare il senso della concorrenza?, diceva ieri sera al Tg1 Padoa-Schioppa. ?Ci? significa che deve vincere il migliore nell’industria, nei servizi, nelle amministrazioni pubbliche. Bisogna creare le migliori condizioni per l’utente?.

      Per l’ala riformista della maggioranza ? il momento della riscossa. Dopo aver mandato gi? bocconi amari con la Finanziaria ora possono fare sentire la propria voce. ?Le liberalizzazioni sono a favore dei cittadini e dei pi? deboli?, ricorda Tiziano Treu della Margherita. L’ex ministro ? convinto che anche l’ala sinistra della maggioranza far? la sua parte. ?Migliore concorrenza nei servizi significa tariffe pi? basse. E non ? questa politica di sinistra??. Il punto ? che pi? liberalizzazioni significa meno Stato, e a sinistra la questione ? controversa. Soprattutto se, nel frattempo, quella stessa parte del governo deve far digerire al proprio elettorato una riforma delle pensioni. Treu ? ottimista: ?Le due partite vanno giocate insieme, ma stanno su tavoli diversi. Quella delle pensioni ? con i sindacati, l’altra si vince in Parlamento?.

      In alcuni casi, come la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, il governo lavora da tempo a una soluzione condivisa con i Comuni. ?Non posso negare che esistano resistenze?, dice il ministro degli Affari regionali. ?Sia di natura corporativa che ideologica. Se si esclude il tema dell’acqua - dice la Lanzillotta - il bisogno di maggior concorrenza ? avvertito anche dall’ala radicale?. Chi ? pronto a scendere in piazza sono gli interessi particolari. Contro il decreto Mastella-Bersani di riordino delle professioni si stanno attrezzando tutti, dagli avvocati ai geologi. I commercialisti minacciano ricorsi alla Corte Costituzionale mentre gli imprenditori funebri - colpiti in questo caso dal ddl Lanzillotta - preferiscono la concorrenza delle societ? comunali a quella del mercato.

      Quella delle liberalizzazioni sembra essere una sfida pi? per chi la invoca che per chi dice di temerla. Come se, fatta mandare gi? agli italiani la medicina amara della Finanziaria, ci si ritrovi costretti a prepararne un’altra. Per Nicola Rossi - uno dei riformisti eretici dei Ds - il problema per? non ? accontentare o no la propria fetta di elettorato. ?Fare le liberalizzazioni non significa necessariamente scontentare. Ma se il governo fa solo la concertazione con sindacati e Confindustria fa credere di avere un’idea antica del Paese, quando c’erano solo le grandi fabbriche. Credo che Prodi lo abbia capito. Questa ? la Fase due del governo?.