21/3/2007 ore: 9:46
"Governo" È partita la caccia al «tesoretto»
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Pagina 14 - Economia & Lavoro È partita la caccia al «tesoretto» inviata a Londra Non entra, il ministro, nella querelle - tutta italiana - che contrappone sugli sgravi fiscali famiglie a imprese, casa ad ambiente. I capigruppo dell’Unione parlano con una voce sola: le maggiori entrate fiscali dovranno beneficiare le famiglie. Non le imprese come aveva detto Tommaso Padoa-Schioppa a Cernobbio. «In Finanziaria abbiamo fatto scelte molto forti e giuste a favore delle imprese - dichiara Dario Franceschini - ora bisogna farle per le famiglie e le persone. la casa, dall'Ici alle misure relative agli affittie contemporaneamente, nell'ambito dei tavoli che si stanno per aprire, delle pensioni basse e degli ammortizzatori sociali». L’Unione punta alla realizzazione del comma 4 della Finanziaria, che indica le priorità da seguire: il risanamento, poi l’alleggerimento fiscale a partire dai più poveri. Dunque, misure per incapienti e precari. Senza escludere gli interventi per l’ambiente. Resta ancora da sciogliere il nodo dei tempi. Ma la Margherita insiste: subito (prima di giugno) l’abbattimento dell’Ici sulla prima casa. Soddisfatti i sindacati dell’orientamento espresso dai parlamentari dell’Unione in favore delle misure sociali. «Un’indicazione saggia- commenta il segretario Cgil Guglielmo Epifani - È condivisibile che le risorse che si rendono disponibile siano rivolte a sostenere i redditi delle famiglie». C’è da scommettere che il dibattito sull’ormai celebre «tesoretto» (Padoa-Schioppa ha indicato in 8-10 miliardi il maggior gettito, ma ha laciato la disponibilità immediata solo per una quota tra i 500 milioni e i 2,5 miliardi) continuerà per mesi. Nel frattempo a Bersani spetta promuovere il Paese all’estero. Agli investitori - molto interessati al mercato delle municipalizzate e molto incuriositi dalle liberalizzazioni (anche se qualcuno teme che possano essere «stoppate» dalla politica) - il ministro assicura che la ripresa italiana c’è ed è forte. «Il Paese è ospitale ed è pronto ad accogliere chi vuole scommettere - commenta il ministro sull’aereo di ritorno - Il sistema ha dimostrato di aver affrontato la sfida dell’euro, che per noi era molto più dura che per altri. E anche quella della Cina». Dubbi sul mercato inglese su possibili spinte protezionistiche nei confronti della Cina? «Era qualcun altro che le aveva, non noi», replica il ministro. |