17/5/2006 ore: 10:45
"Governo" Assedio al Professore
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Pagina 3 -Primo Piano LE TRATTATIVE A SANTI APOSTOLI UNA GIORNATA FRENETICA PIENA DI VERTICI L’ultimo braccio di ferro su Letta sottosegretario retroscena FABIO MARTINI ROMA Lo dice Romano Prodi, alle ore 16,54, lasciando i Santi Apostoli e diretto verso il Quirinale: ?Se avr? l’incarico, la lista dei ministri ? pronta?. Ma cinquantaquattro minuti pi? tardi, alla fine del colloquio col Capo dello Stato, il Professore si corregge: ?La lista domani? Penso proprio di s?...?. Un’altalena di annunci che rivelano la forbice tra desiderio e realt? in un uomo che nelle ultime ore si ? ritrovato ?assediato? dai partiti, oppure - secondo la versione dei ?falchi? prodiani - si ? lasciato assediare dagli alleati. E proprio due notti fa si ? consumato un episodio esemplare nel rapporto tra Prodi e uno dei partiti-leader della coalizione. Nello studio del Professore a piazza Santi Apostoli, alla presenza dei leader dell’Ulivo, era in corso uno dei tanti summit propedeutici alla formazione della squadra di governo e ad un certo punto il discorso ? caduto sullo staff di Palazzo Chigi. E in particolare sulla figura chiave che ? il sottosegretario alla Presidenza. Romano Prodi, gi? da qualche giorno, aveva deciso di affidare ad Enrico Letta l’incarico di sottosegretario delegato a svolgere la funzione di segretario del Consiglio dei ministri. Una scelta che, evidentemente, non persuadeva del tutto i leader dei Ds, Piero Fassino e Massimo D’Alema. I due, sia pure con garbo, hanno suggerito un nome di riserva: ?Perch? non Ricky Levi??. Una proposta insidiosa perch? Levi ? amico fraterno di Prodi, persino pi? del giovane Letta. Agli occhi dei leader Ds, in questi mesi Levi si ? proposto come interlocutore affidabile e dunque Fassino e D’Alema avrebbero visto meglio l’ex direttore dell’Indipendente. Ma Prodi, pur condividendo la stima per Levi, ha tenuto sulla scelta gi? fatta, ha sostenuto che quella di Enrico Letta ? ?risorsa che va valorizzata? e in ogni caso ha rivendicato come propria l’indicazione del ?suo? sottosegretario alla Presidenza. Che sar? dunque Enrico Letta, destinato a prendere il posto di suo zio Gianni in un ruolo delicatissimo. Prodi - ma questo non fa parte di chiacchiere neppure informali con i partiti - ha deciso che Angelo Rovati sar? capo della sua segreteria, mentre cambier? anche il segretario generale di Palazzo Chigi: al posto di Mauro Masi andr? Carlo Malinconico, gi? capo dell’ufficio legislativo alla Presidenza del Consiglio durante il primo governo Prodi. Ma al di l? delle battute, Prodi vive come una liberazione l’ormai imminente conclusione della lunga stagione delle trattative (presidenze Camere, Capo dello Stato, governo) e questa prospettiva a fine giornata gli faceva dire le parole pi? autentiche: ?Adesso s? che si comincia con il governo, l’amministrazione quotidiana, risolvere i problemi: ecco questa ? la parte pi? bella della politica. La cosa che pi? mi piace?. |