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luned? 11 aprile 2006
Pagina 2 - Il Reportage
Riforme - L’azienda ha chiuso. La ragazza ora frequenta il programma di riqualificazione statale: studia informatica e tra poco entrer? in una societ? di Copenhagen
Dai maiali ai computer: flessibili si diventa
DAL NOSTRO INVIATO A COPENHAGEN DANILO TAINO
La vita ?all’allevamento di maiali non era male - giura Pernille Jensen, 31 anni -. All’odore, alla fine, ti abitui e lo stipendio era buono?. L’impianto, per?, ha chiuso due anni fa. Non che il settore sia in crisi, in Danimarca: la Germania ? un mercato portentoso e il primo produttore mondiale di maiali alimenta un flusso continuo attraverso il confine. Sono piuttosto gli ambientalisti e l’industria del turismo che negli ultimi tempi hanno costretto stalle e impianti danesi a ristrutturare e concentrarsi: vent’anni fa, le aziende erano 60 mila e allevavano 13 milioni di maiali all’anno; oggi ne crescono il doppio ma si sono ridotte a 13 mila. Cos?, Pernille ha perso il posto. ? per? finita in un programma di riqualificazione statale: studia informatica e tra qualche mese entrer? in un’azienda di Copenhagen.
Il mercato del lavoro danese, d’altra parte, non ? diventato famoso in Europa per niente: le imprese che devono licenziare sono libere di farlo e chi finisce senza lavoro ? accolto nei programmi pubblici di training (obbligatori se si vuole l’assegno di disoccupazione) e accompagnato verso un nuovo posto fisso. ?All’inizio il mio stipendio sar? pi? basso ma spero che col tempo migliori? pensa Pernille. Ecco il nuovo Modello nordico: flessibilit? per l’economia, garanzie dallo Stato. Il Regno di Danimarca ? forse il Paese pi? avanzato sulla strada delle riforme che stanno rifacendo il Welfare State e cambiando il modo di vivere dei cittadini. La stagione del tutto garantito, per?, ? finita anche negli altri quattro Paesi nordici, Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda. Lo Stato-nanny, la tata che prende per mano in ogni momento della vita, sta trasformandosi sotto la pressione dell’immigrazione, dell’invecchiamento della popolazione, della concorrenza internazionale, dei Paesi a bassa tassazione che attraggono investimenti, imprese, posti di lavoro. Il folkhemmet - il termine che gli svedesi usano per indicare il senso di comunit? - cambia.
Se domandate a uno scandinavo se preferisca meno tasse oppure pi? servizi, nell’86% dei casi vi risponder? che sceglie i servizi pubblici. I quali, d’altra parte, funzionano e hanno un rapporto di fiducia con i cittadini. Il problema ? che, indipendentemente dal consenso, qualcosa sta succedendo. Innanzitutto, i Paesi baltici - Estonia, Lettonia, Lituania - offrono a chi vuole investire un ambiente sempre pi? simile a quello scandinavo ma con tasse sulle societ? minime o addirittura nulle. La capacit? dei cinque nordici di attrarre imprese grazie alla popolazione molto qualificata e alla qualit? delle infrastrutture si sta insomma erodendo. In secondo luogo, pi? di un’impresa sta considerando di seguire le orme di Ikea (controllata da una fondazione olandese) e Tetra Pak (con il quartier generale a Losanna) per sfuggire all’alta tassazione. Terzo, gli svedesi (ma in misura minore vale anche per gli altri) investono sempre pi? denaro all’estero per pagare meno tasse: quasi 600 miliardi di corone (60 miliardi di euro) sarebbero ormai fuori dai confini. In pi?, ci si chiede se gli scandinavi continueranno a essere disponibili a pagare tasse via via che arrivano nuovi immigrati. La popolazione danese, per esempio, ? omogenea e si fida di uno Stato che usa il suo denaro in modo corretto, sostiene Torben Tranaes, professore all’Universit? di Copenhagen. ?Ma una societ? pi? multietnica costituisce una minaccia a questa attitudine?: saranno disposti i popoli del Nord a pagare per servizi di cui usufruiscono sempre pi? gli immigrati?
Tasse a parte, ci sono altri lati oscuri del Modello Nordico. Gli economisti, per dire, calcolano che in Svezia il tasso di disoccupazione - ufficialmente attorno al 6% - sia in realt? vicino al 20% se si considerano malattie, prepensionamenti e sussidi di Stato. In Danimarca e Norvegia un terzo dei lavoratori ? impiegato nel settore pubblico.
Quello che per? nell’Europa continentale si sa poco ? che i Paesi nordici sono coscienti delle minacce e hanno iniziato a fare riforme che in qualche modo modificano il Welfare State cos? come era stato disegnato dai padri socialdemocratici. A Stoccolma, per esempio, la gestione della maggior parte degli ospedali ? affidata a organizzazioni private (sempre finanziata dallo Stato) per aumentarne l’efficienza attraverso la competizione. Lo stesso succede a Oslo. La Finlandia ha abbattuto di sei punti percentuali la media della tassazione sulle persone fisiche. E anche nell’educazione - vanto del modello scandinavo - la Svezia sta incentivando la nascita di scuole private, finanziate dallo Stato ma meno orientate all’egualitarsimo e pi? al riconoscimento dei meriti. Insomma, tempi nuovi un po’ ovunque nel Nordeuropa. ?Se devo essere franca - dice Pernille - non posso dire che i maiali mi manchino veramente?.
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