16/10/2006 ore: 10:43

"Fisco" Stoppan: «L’evasione esiste, ma pesa anche la crisi»

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    domenica 15 ottobre 2006

    Pagina 2 - Economia/Fisco

    L'Intervista
      LINO STOPPAN - IIl presidente della Fipe-Confcommercio difende baristi e ristoratori: giusto il rispetto del dovere fiscale, cos? per? si fa la caccia alle streghe
        ?L’evasione esiste, ma pesa anche la crisi?

        di Luigina Venturelli / Milano

        Una vita di sacrifici dietro ai fornelli o alla macchina del caff? per riuscire a malapena a campare. La fotografia dei ristoratori che emerge dalle dichiarazioni dei redditi del 2005 ha dell’incredibile: in un anno riescono a guadagnare tra 12mila e 14mila euro, ben al di sotto dei lussuosi stipendi di metalmeccanici e insegnanti. Stando, ovviamente, alla loro parola.

        Lino Enrico Stoppani, presidente dei pubblici esercenti di Confcommercio, da questi dati emerge il quadro di un’intera categoria di evasori fiscali.
          ?I conti cantano, l’evasione esiste. Ma esiste anche la crisi del settore, caratterizzato ormai da eccessiva concorrenza: mentre la domanda cala, l’offerta cresce continuamente ed alcune aziende si trovano in situazioni di difficolt?.

          Quanto ha perso il comparto nell’ultimo anno? E perch? aprono nuovi esercizi se non c’? richiesta di mercato?
            ?Al momento non abbiamo un dato preciso, ma la crisi dei consumi dovuta alle minori possibilit? economiche delle famiglie ? sotto gli occhi di tutti. Il settore ? liberalizzato ed il mondo ? pieno di gente che ci prova: c’? un approccio approssimativo alla ristorazione, molti iniziano un’attivit? senza avere le necessarie competenze professionali ed amministrative. Lo dimostra il turn-over tanto alto da sembrare un porto di mare?.

            Tutto questo per? non spiega l’elevata evasione fiscale. O forse ? un tratto distintivo dei parvenu del settore?
              ?Certamente no. Come federazione dobbiamo fare un salto di qualit?, ? giusto pretendere da ristoratori e titolari di bar il rispetto del senso civico e del dovere fiscale. Ma un atteggiamento virtuoso degli esercenti sarebbe certo favorito da una virtuosa spesa pubblica, che non si perde in sperperi ma riesce a restituire ai suoi cittadini in termini di servizi ci? che ai cittadini viene chiesto in termini di tasse?.

              Eppure molti contribuenti, in particolare i lavoratori dipendenti, pagano regolarmente il fisco per ricevere i pur criticabili servizi che lo Stato fornisce.
                ?? comunque sospetto il tempismo di certe notizie: proprio quando il ceto medio viene tartassato dalla legge finanziaria e decide di lamentarsi, emergono questi dati che ne evidenziano i difetti?.

                Difetti oggettivi, per?.
                  ?Cos? si fa la caccia alle streghe. I cattivi comportamenti riguardano la filiera, non solo il nostro comparto che ? il pi? esposto perch? sta sulla pubblica via. E l’accanimento non pu? essere generalizzato, ci sono fior d’imprese che pagano e dichiarano regolarmente ogni entrata?.

                  Si tratta di valori medi, il che significa che qualche esercente ha dichiarato pure di meno.
                    ?Noi ci prendiamo le nostre responsabilit?, ma ci sono anche delle situazioni critiche: i costi fissi dell’affitto e del personale rimangono, mentre le entrate diminuiscono. Cos? alcune aziende stanno sotto il livello di sopravvivenza?.

                    Ed evadono per non morire?
                      ?Non ho detto questo, ma ? un fatto che molti titolari guadagnano meno dei loro dipendenti. A loro consiglio di chiudere, di andare a lavorare per Autogrill che almeno hanno stipendio e pensione sicura. Ma l’orgoglio imprenditoriale e l’ottimismo spesso prevalgono?.

                      Che cosa fa la Confcommercio per contribuire alla lotta all’evasione?
                        ?Stiamo dando il nostro contributo all’elaborazione di nuovi studi di settore, che forniscano una fotografia pi? coerente e veritiera del comparto, in modo che i controlli si concentrino su chi sta al di sotto dei minimi. La diligenza fiscale dei pubblici esercenti interessa anche noi, perch? elimina la concorrenza sleale?.