9/10/2006 ore: 11:27
"Finanziaria" Visco chiude la porta ai sindaci in rivolta
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IL BRACCIO DI FERRO SULLA MANOVRA DOMANI INCONTRO DI PRODI E LANZILLOTTA CON PRIMI CITTADINI E PRESIDENTI DELLE PROVINCE: OFFRIRANNO UNO ?SCONTO? DI 400 MILIONI ROMA Imprese ed enti locali, il prelievo del Tfr e i nuovi tagli ai Comuni. Sono questi i due nodi che nei prossimi giorni finiranno sul tavolo del governo, le prime voci della Finanziaria che andranno corrette. Trattative difficili, ? ovvio. Perch? i margini sono molto stretti e la legge vuole che ogni modifica sia a saldo invariato. ?Le correzioni alla Finanziaria sono sempre possibili - ha confermato ieri il presidente del Consiglio Romano Prodi -. Sono d'accordo, purch? non si metta a rischio l'obiettivo: equit?, sviluppo ed equilibrio dei conti?. Proprio per questo il problema pi? difficile da affrontare ? quello dei tagli, per 4,3 miliardi, imposti a Comuni, Province e Regioni. Che si dovranno anche far carico di 3 miliardi di risparmi sulla spesa sanitaria. Le richieste avanzate dai sindaci sono nette: almeno 800 milioni di euro di ?sconto? oltre all’abolizione del tetto del 2,6% sui nuovi investimenti e alla cancellazione della norma che toglie il diritto di aspettativa agli assessori. Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, sabato a Capri, ha confermato ?difetti di concertazione? anche con gli enti locali, ma ha tenuto il punto: ?L’entit? dei tagli ? esattamente quella che abbiamo concordato assieme?. E il viceministro Vincenzo Visco, intervistato ieri da Lucia Annunziata su Raitre, ha confermato che ?le correzioni, ancor meglio i ritocchi, se ci saranno, saranno marginali?. Quanto ai sindaci, per Visco ?hanno torto, perch? ognuno deve fare la sua parte?. Un messaggio secco, rivolto in particolare al primo cittadino di Bologna Sergio Cofferati, che nei giorni scorsi ha criticato molto duramente la nuova Finanziaria. ?Faccia il sindaco, si assuma le sue responsabilit? - ha detto il viceministro ds -. E non si permetta di dire che la situazione ? meno grave di quella che ?. Visco in tv ? poi tornato ad illustrare le ragioni che hanno portato al varo di una Finanziaria da 33,4 miliardi (?mica siamo matti, la situazione ? davvero difficile, drammatica?), spiegando che il governo ha anche messo in conto in un primo tempo un calo di popolarit?. Quindi ha difeso la riforma delle aliquote Irpef che ha definito ?equilibrata e giusta?, che consente una redistribuzione con un ?aggravio modesto? per i redditi pi? alti e uno ?sgravio robusto?, soprattutto per le famiglie sotto i 38 mila euro di reddito. Mentre la polemica delle imprese col governo, dopo la disponibilit? a ridiscutere di Tfr, sembra un poco placarsi, il vero fronte caldo dei prossimi giorni ? dunque rappresentato dagli enti locali. A tenere alto i livello dello scontro, secondo una interpretazione che circola all’interno del governo, ci sarebbero anche motivazioni di tipo ?politico?. Con i vari Veltroni, Chiamparino, Cofferati e Domenici in grande movimento non solo e tanto per i tagli ai loro bilanci, ma per conquistarsi una posizione di vantaggio nella corsa al dopo-Prodi e nel futuro Partito Democratico. Dopo il fuoco di fila dei giorni scorsi, Prodi e il ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta incontreranno domani i rappresentanti di Comuni e Province. Gioved? toccher? poi alle Regioni. ?Se c’? qualche squilibrio ne discutiamo e lo risolviamo? ha spiegato Visco, secondo il quale ai sindaci sono state date molte opzioni: ?Aumentare le tasse se lo vogliono, ridurre le spese se sono capaci, possono usare i poteri di accertamento che prima non avevano. Sappiamo benissimo che i Comuni erogano servizi essenziali e non abbiamo nessuna intenzione di tagliarli?. L’offerta iniziale del governo dovrebbe prevedere uno sconto di 400 milioni. E le ipotesi di copertura che circolano al momento sarebbero due: un nuovo intervento sul fronte della previdenza, rispolverando la chiusura di una o due delle 4 finestre d’uscita del 2007 che non ? entrata in Finanziaria; oppure si potrebbe intervenire sul fronte delle entrate riservando ai Comuni una quota maggiore degli introiti aggiuntivi prodotti dalla revisione degli estimi catastali. |