18/10/2006 ore: 11:01

"Finanziaria" Tesoro: non ci sono soldi per cambiare il Tfr

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    mercoled? 18 Ottobre 2006
      Pagina 9 - Economia
        RISORSE SCARSE LA TRATTATIVA CON VIALE DELL’ASTRONOMIA PROSEGUE MA LE CIFRE NON TORNANO
        Il Tesoro: non ci sono i soldi per cambiare il Tfr
          Si raffredda
          il fronte
          con artigiani
          e commercianti

          ROMA
          ?Esenzione dalla misura sul Tfr per le aziende sotto i 40 dipendenti? Ma non sanno fare i conti, non hanno capito quanto costa??: pi? o meno questa ? stata la reazione, al ministero dell’Economia, quando prima voci, poi accenni pubblici provenienti da altri ministeri - ultimo, il ministro Pierluigi Bersani in un’intervista - hanno accreditato che fosse in arrivo questa modifica alla norma pi? contestata della manovra 2007. Ormai il negoziato con le associazioni delle imprese ? avviato, ma con attese difficili da soddisfare.
            Si sa che le imprese italiane sono, in stragrande maggioranza, pi? piccole che in altri Paesi industriali. Esentare quelle fino a 50 addetti, per esempio, escluderebbe circa due terzi del totale dei dipendenti. Anche aggravando il pi? possibile il prelievo sulle imprese pi? grandi (oltre all’attuale 50% delle somme non destinate alla previdenza integrativa) i conti non potrebbero tornare. Infatti si sta lavorando su soglie pi? modeste: 15-20 addetti. Oppure su una franchigia, che sembra essere diventata l’ipotesi pi? forte: esentare tutte le imprese per il numero di lavoratori che si stabilir?, e sopra quel numero di aumentare oltre il 50% la percentuale del prelievo.
              La prospettiva di una modifica della norma ieri ? bastata ad ammansire le associazioni del lavoro autonomo (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna) che avevano minacciato finanche di scendere in piazza; mentre la Confindustria insiste ancora per una esenzione pi? ampia, oltre i 40 dipendenti, se possibile fino a 100. ?Ci hanno fatto intendere che la soglia sar? superiore a 10 ma forse non arriver? a 40? ha riferito il presidente della Confartigianato, Giorgio Guerrini, dopo un pranzo di lavoro con il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e con i viceministri Roberto Pinza e Vincenzo Visco. ?La soglia sar? robusta? conferma il direttore generale della Confcommercio, Luigi Taranto.
                Ma i conti ancora non tornano, per questa misura che ? tutto sommato un artificio contabile, un indebitamento mascherato dello Stato a tassi pi? alti di quelli dei Bot come ha detto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Una soglia secca di esenzione per le piccole imprese scoraggerebbe le nuove assunzioni, perch? superandola anche solo di una unit? si incorrerebbe in un onere abbastanza pesante. La franchigia presenta meno inconvenienti, ma costa di pi? e con essa la soglia dovrebbe essere abbassata, probabilmente fino a 10 addetti. Di sicuro per le imprese molto grandi la percentuale di versamento dovr? essere alzata alquanto, per mantenere invariato il gettito totale di 5 miliardi di euro. I contatti tecnici sono proseguiti anche nel pomeriggio, soprattutto con la Confindustria, nel tentativo di far quadrare tutte le cifre.
                  Nonostante il tono polemico che la Confindustria mantiene, i tecnici governativi riferiscono che in realt? sono piuttosto vicine le rispettive valutazioni sull’onere che viene addossato alle imprese: un ventesimo circa del vantaggio dato dallo sgravio del ?cuneo fiscale? che si concentra sull’Irap. Ossia, ripete il ministro del Lavoro Cesare Damiano, ?con il cuneo fiscale il governo d? alle imprese 6 miliardi di euro, mentre non ? vero che gli riprendiamo 6 miliardi con il Tfr perch? quei soldi sono dei lavoratori; al massimo si pu? fare un conto riguardo le maggiori spese che le imprese dovrebbero affrontare per finanziarsi, spese che al massimo sono pari al 6%, cio? a 360 milioni di euro?. [s.l.]