29/9/2006 ore: 11:14

"Finanziaria" Nella notte ancora guerra sulle cifre

Contenuti associati

    venerd? 29 settembre 2006

    Pagina 4 - Economia/Oggi
      Oggi la Finanziaria da 30 miliardi
        Nella notte ancora guerra sulle cifre. Nuovi sgravi per le famiglie, rebus sull’aliquota pi? alta

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        ?NON SAR? SEXY? - Il presidente del consiglio Romano Prodi ha chiuso con queste parole la riunione con i capigruppo della maggioranza a Palazzo Chigi, giunta in fondo ad una giornata assai piena per il premier. ?Cercheremo di salvare i capisaldi della manovra, ma manca una mission, come fu l’ingresso nell’euro nel ‘96 o la salvezza dal baratro nel ‘92. Vorr? dire che servir? non per evitare guai ma per dare eccellenza al Paese?, ha detto al ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, cercando di rassicurarlo perch? - riferiscono - i convenuti, il ministro era parso amareggiato dalla discussione: ?Nemmeno sapete com’? e gi? la criticate?? ha apostrofato i politici, per concludere che ?questa Finanziaria giunge in Consiglio dei ministri gi? ammaccata?. L’appuntamento quindi ? per oggi, quando se ne sapr? di pi? sui numeri, anche se verdi e sinistra radicale sono usciti dal vertici di Palazzo Chigi pi? sereni, segno che sui numeri qualcosa cambier?: non sul totale (30 miliardi erano e restano), ma sulla partizione nuove entrate/tagli alle spese (?13 miliardi contro 17?, assicura il verde Bonelli).

        Nel pomeriggio Padoa-Schioppa aveva incontraro le parti sociali. Al tavolo il ministro non aveva scoperto le carte. ?Le cifre le far? domani (oggi, ndr) al Consiglio dei ministri?. A Guglielmo Epifani che protestava per l’assenza di numeri, il titolare del Tesoro ha replicato con una battuta: ?Vorr? dire che la prossima finanziaria la scriver? in versi?. Il ministro Il titolare del Tesoro ha confermato che la manovra complessiva sar? di 30 miliardi, e che 15 andranno allo sviluppo. ?Anche se le richieste pervenute sono state da 60 miliardi?, ha dichiarato invitando tutti a ridurre le proprie aspettative. Ha assicurato l’impegno per il Mezzogiorno, con un cuneo fiscale pi? forte per imprese e lavoratori, credito d’imposta e nuove strade finanziate con le risorse destinate al ponte sullo stretto. Ha ammonito che la manovra sar? ?severa? per gli enti locali, che non ci sar? un aumento delle tasse ma una poderosa lotta all’evasione. Stop. Stando ai boatos, l’incontro non ? andato affatto bene. Escono quasi tutti scontenti. ?E queste sono le parti sociali - avrebbe detto Clemente Mastella - Domani (oggi, ndr) si faranno sentire i ministri?. Confindustria chiede pi? coraggio sui tagli, le banche si offrono di sostenere le imprese ma vogliono il cuneo, i sindacati protestano per i contratti e per le pensioni. Oggi lo show-down politico, con molti nodi ancora da sciogliere, nonostante gli oltre 30 tavoli avviati, a poche ore dal varo. Primo, quello sull’intervento sull’Irpef. Secondo, quello sulle risorse per il pubblico impiego considerate insufficienti fino a tarda sera. Terzo, quello sul Tfr all’Inps che non piace a Confindustria e neanche a qualche sindacato ma che ha avuto l’ok della Cgil. Un labirinto di ?intoppi? che a notte fonda ? stato affrontato da un vertice dei segretari dei partiti della maggioranza, e che oggi si scaraventer? tutto sul consiglio dei ministri. A grandi linee i 30 miliardi previsti dovrebbero provenire per circa un terzo da nuove entrate: 4 dal recupero di elusione ed evasione fiscale, 3 da un pacchetto di interventi tra cui la revisione degli studi di settore, 2,5 dall’armonizzazione al 20% dell’aliquota sulle rendite finanziarie. L’altra parte deriva dai risparmi di spesa nella sanit? (3 miliardi), da operazioni sulla previdenza (2 miliardi), dalla scure sugli enti locali (5 miliardi) e da quella sui ministeri (4 miliardi). Fortissime le proteste dei Comuni e anche di colleghi di governo, che non ci stanno a rinunciare a cos? tante risorse. Altro punto debole ? che la parte risparmi potrebbe tradursi in realt? in maggiori tasse: Regioni ed enti locali potrebbero rifarsi dei tagli con le addizionali. Anche la manovra sulla previdenza ? in realt? frutto di maggiori oneri contributivi su autonomi, dipendenti (che potrebbero aumentare dello 0,3%) e sulle pensioni d’oro.

        Ancora in piena battaglia il fronte fiscale. Per l’intera giornata si ? rincorsa l’ipotesi della cancellazione del secondo modulo della riforma Tremonti, reintroducendo l’aliquota del 43% dai 70mila euro. Le maggiori risorse andrebbero rispalmate tutte sui contribuenti pi? poveri, attraverso assegni familiari, ampliamento della no tax area (vedi scheda) e nuove detrazioni per i figli, che arriverebbero fino a 110mila euro per il secondo figlio e 120mila per il terzo.