23/10/2006 ore: 10:22

"Finanziaria" La difesa di Padoa-Schioppa

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    domenica 22 ottobre 2006

    Pagina 6 - Primo Piano/Finanziaria


    La difesa di Padoa-Schioppa:
    il ceto medio dovrebbe far festa

    Il ministro: la manovra va bene, le contestazioni sono alla fine
      Contro la manovra
      non ci sono stati n?
      scioperi generali n?
      bulloni gettati
      ai sindacalisti

      Federico Fubini
      DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
        MONTEPORZIO CATONE (Roma) — Arriva dopo le nove di sera, Tommaso Padoa-Schioppa. All'ultimo ha accettato l'invito di Linda Lanzillotta, sua collega di governo, a intervenire al convegno del ?pensatoio? Glocus a Frascati. E gi? mentre si alza da tavola dopo il brasato di manzo al Porto e si avvia al podio dell'oratore della cena, il ministro dell'Economia percepisce quasi fisicamente attorno a s? il disincanto sulla manovra.

        A imprenditori italiani, politici, economisti da Londra e da Bruxelles, dice quasi a brutto muso: ?Mi sento inseguito da una richiesta di maggiore comprensione della legge finanziaria, ma oggi non arriver?: non ci sono santi?. Poi per? anche lui cede alla tentazione di lanciarsi in una difesa appassionata, al limite della sfida. ?La Finanziaria sta andando benissimo — attacca davanti all'uditorio di un centinaio di ospiti —. Trovatemene un'altra che alla terza settimana abbia gi? spento tutti i focolai di contestazione?. Una manovra di forte impatto, insiste il ministro, ?contro la quale non ci sono stati n? scioperi generali n? bulloni gettati in testa ai sindacalisti?, come negli anni 90.

        Con il passare dei minuti lo sfogo di Padoa-Schioppa si fa sempre pi? circostanziato, forse perch? il ministro ha ancora in mente le critiche del suo predecessore. ?Bastava una manovra di circa 15 miliardi?, ha detto due giorni fa Giulio Tremonti. ?Invece che da 95 miliardi ? stata da 42, incluse le misure di quest'estate?, conta Padoa-Schioppa. Ma la situazione di prosciugamento di spesa, insiste, non dava alternative. Dice, ancora una volta brutalmente: ?Eravamo al punto che dall'anno prossimo i treni si sarebbero fermati, ed ? difficile fare una politica per la crescita con le ferrovie allo stallo?. Su certe spese essenziali il finanziamento era a un decimo del necessario: ?Ci mancava uno zero in fondo?, riassume Padoa- Schioppa.

        A irritarlo di pi? devono essere per? le critiche dei moderati che lui sente pi? vicini alle sue idee. ?Dalla morte di Carlo Marx, per la prima volta abbiamo convinto due partiti della sinistra radicale a accettare la responsabilit? di governo?, si difende il ministro dell'Economia. ?Fosse successo nel '21, nel '63, nel '78 o nel '98, quando cadde il primo governo di Romano Prodi, forse la storia d'Italia sarebbe andata diversamente?. Infine, la conclusione: per Padoa- Schioppa, ?il ceto medio dovrebbe festeggiare un evento del genere?. Anzi: ?Per non rendersene conto — dice — bisogna essere ciechi?.