28/9/2006 ore: 12:34
"Finanziaria" La concertazione non si improvvisa (P.P.Baretta)
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FINANZIARIA. PRONTI AD APRIRE LA STAGIONE DI RIFORME Segretario generale aggiunto della Cisl Lo stesso vale per le pensioni. La strada che si sta delineando, da noi fortemente voluta, di distinguere nettamente le misure in finanziaria dalla discussione sulla sostenibilit? complessiva del sistema previdenziale che va fatta a s?, ? la migliore. Va in questa direzione l'ipotesi di un memorandum che fissa la reciproca disponibilit? a discutere, nei primi mesi del 2007, sulla base di una scaletta di questioni, senza prefigurare le soluzioni tecniche. La pi? rilevante di queste questioni ? la novit? demografica. L'attesa di vita cresce, fortunatamente, molto ed il nostro paese ne detiene il record. Con essa cresce la flessibilit? del mercato del lavoro che espone i giovani ad opportunit? e disagi inediti. ? il ciclo di vita che cambia e con esso la societ? e il welfare. Ridiscutere di pensioni, dunque, ? interesse del sindacato. Come dare una prospettiva previdenziale ai giovani e ai pensionati, ovvero come assicurare la sostenibilit? sociale del sistema pensionistico, non ?, ovviamente, disgiunto dal ridiscutere di come si assicura la sostenibilit? finanziaria. Nella manovra si possono avviare alcuni interventi tesi a ridurre le differenze nei contributi, lasciando al subito dopo le questioni di struttura. Diverso il caso del cuneo fiscale. La urgenza del suo avvio ? evidente: la “ripresina” fa attestare il nostro Pil tra l'1,5 e il 2%. ? un dato importante che va consolidato subito ed il cuneo, se ben orientato e selezionato, pu? servire allo scopo. L'intervento sull'Irap pone l'annoso problema del finanziameneto della sanit?, ma ? anche la strada pi? facilmente percorribile per dare il cuneo alle imprese. Si ? fatta strada, giustamente, la idea di una ripartizione consistente. La proposta di suddividere tra il 60% alle imprese e il 40% al lavoro ? accettabile se la parte per il lavoro ? certa e misurabile attraverso appositi interventi fiscali. Il dibattito sulle aliquote, qualsiasi sia l'esito (un ripristino della progressivit?, per?, ? indispensabile!) distribuisce il beneficio per tutti, ma il cuneo, non dimentichiamolo, ? proprio delle imprese e del lavoro dipendente. Dunque, ripristinare le detrazioni per il lavoro dipendente e portare ad almeno 7500 la tassa esente anche per i pensionati sono due misure decisive per dare un segno inequivocabile della direzione di marcia che bisogna intraprendere. Tutto questo pu? essere realizzato, pur nelle ristrettezze del bilancio, se si modifica il secondo modulo della riforma fiscale adottata dal precedente governo. Come si ricorder?, la sua iniquit? era evidente. Non si tratta di abolirlo (n? di abbassare sotto il 23% la prima aliquota: costerebbe tanto e distribuirebbe poco), quanto di introdurre una nuova aliquota sotto quella attuale del 33%. Infatti, il 90% e pi? dei contribuenti si trova collocato sotto i 30 mila euro e il 55% sotto i 40 mila. In tal modo si premierebbero i redditi bassi e medio bassi. Anche sulla famiglia serve un segnale e il pi? concreto e rappresentato da una imposta negativa. Intervento sugli assegni famigliari. Dalle notizie non emerge, invece, nulla a favore degli incapienti per i quali andrebbe introdotta un'imposta che bisogna intraprendere. Sarebbe un peccato, perch? sono i pi? svantaggiati. |