29/9/2006 ore: 12:23
"Finanziaria" La cena dei ministri dissidenti
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Pagina 3- Economia IL RETROSCENA "Un miliardo o non votiamo" Nel cuore dell?Unione, dunque, la pressione sale fino alle stelle. I Ds sono preoccupati, la Margherita ? infuriata. L?ala radicale della maggioranza pronta all?assalto. E cos?, mentre il premier e l?ex banchiere centrale provavano a spiegare nottetempo le misure ai capigruppo della coalizione, a pochi passi da Piazza Colonna, in una sala riservata di un noto ristorante della capitale, i 6 ministri "dissidenti" organizzavano una vera e propria "controfinanziaria". Studiavano il blitz da compiere oggi, in consiglio dei ministri. Un "patto degli spaghetti" assolutamente trasversale nella maggioranza. Con rappresentanti della Quercia e della Margherita, dei Verdi e del Pdci, di Rifondazione e del correntone diessino. L?appuntamento l?ha fissato il ministro della Pubblica istruzione, il diellino Beppe Fioroni. Puntuali si sono presentati i ministri Ds, Fabio Mussi (Ricerca) e Barbara Pollastrini (Pari opportunit?), il verde Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente), il Comunista italiano Alessandro Bianchi (Trasporti) e il "rifondarolo" Paolo Ferrero (Solidariet? sociale). Obiettivo: stornare almeno un miliardo di euro (duemila miliardi delle vecchie lire), ad esempio dal pacchetto di risorse destinato alle aziende per abbattere il cuneo fiscale, e dirottarlo su settori ?pi? sociali?. In primo luogo la ricerca e la scuola. L?assalto dei "sei dissidenti" partir? dunque stamani, ma la prima Finanziaria targata Padoa-Schioppa rischia comunque di dover ancora fare tutti i conti. E nessuno a questo punto esclude che il Consiglio dei ministri possa trasformarsi in una seduta fiume che inondi anche il week end. Del resto, gi? marted? scorso, nel corso del vertice cui avevano partecipato i ministri economici con D?Alema e Rutelli, i due vicepremier erano andati gi? pesante sentenziando all?unisono: ?Questa manovra ? da riscrivere, cos? non passa?. E ieri l?allarme in casa Margherita ? ancora cresciuto. ?Non si pu? fare una manovra solo con le tabelline - ? stato il ragionamento ripetuto dal leader diellino - stiamo ammazzando il ceto medio, quelli che ci votano?. Il riferimento alla rimodulazione delle aliquote fiscali era esplicito. Eppure, ieri davanti ai capigruppo, ? stato ancora Visco a difendere la scelta di far salire la tassazione al 43% per i redditi sopra i 70 mila euro: ?Chi si oppone fa una polemica pretestuosa perch? tocca solo l?1,6% dei contribuenti?. Evidentemente non aveva ancora parlato con il Guardasigilli, Clemente Mastella, che per tutto il giorno ha avvertito: ?Se c?? quell?aliquota, io non la voto. Non si pu? colpire sempre il ceto medio?. Il braccio di ferro, insomma, sembra essere solo all?inizio. E non ? un caso che proprio il Professore ieri si sia sfogato con i suoi contro la Margherita: ?Troppe richieste, troppe impuntature. ? chiaro che in questo modo incoraggiano il mercato. Legittimano gli altri ad alzare la domanda. Diventa una gara. Cos? non si pu?. |