10/10/2006 ore: 11:35

"Finanziaria" Il «sentiero stretto» di Epifani

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    marted? 10 ottobre 2006

    Pagina 2 - EDITORIALE

    INTERESSI DIVERGENTI
      Il ?sentiero stretto? di Epifani

      Il segretario generale della Uil Luigi Angeletti da un lato, il segretario nazionale della Fiom-Cgil Giorgio Cremaschi dall’altro. Per metterla in ?sindacalese?. La Margherita (e l’Udeur) - per non dire del molto inviso, in casa Cgil, ?tavolo dei volenterosi? - da un lato, la sinistra radicale - (quella dei movimenti e di base, ch? con quella ?di governo? l’asse ? di ferro) - dall’altro. Per metterla in ?politichese?. Il sentiero lungo il quale si ? incamminato, forte per? di una solida maggioranza interna, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ? anche stretto, molto stretto. E impervio. Ma pi? sul fronte politico, a dirla tutta, che su quello sindacale. Il perimetro interno, infatti, ? ben presidiato: il documento finale con cui il Direttivo della Cgil che si ? riunito ieri ha dato un segnale di sostanziale ?via libera? alla legge Finanziaria ha ricevuto solo quattro voti contrari (Cremaschi, Rizzuti, Carelli e Amura), tutti appartenenti alla “Rete 28 aprile”, e due astensioni (Breda e Calcagno, della Fiom-Cgil). Certo, non succedeva da tempo che un documento finale della Cgil non fosse approvato all’unanimit?, tutt’al pi? con un po’ di astensioni a segnalare i mal di pancia della parte sinistra del “corpaccione” cigiellino. Ma ? anche vero che i voti contrari di Cremaschi e della sua pattuglia erano nell’aria da tempo. N? il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, ? andato al di l? una serie (serrata) di critiche alla manovra n? la componente della sinistra “ufficiale” di Corso Italia, quella che fa capo a “Lavoro&Societ?”, si ? discostata dalla linea di Epifani, al di l? di diverse ?correzioni?, tutte da fare. Pi? difficile, invece, il rapporto con la Uil. Che ha chiesto la ?riconvocazione delle segreterie unitarie? per una ?nuova valutazione? su una manovra che, ad Angeletti, piace sempre meno. Forse la Uil soffre anche un po’ la (recente) entente cordiale tra Epifani e Bonanni, per quanto tattica possa essere, visti i diversi temperamenti e le diverse strategie dei due. E in casa Uil devono tener conto pure di un pezzo di organizzazione sensibile ad argomentazioni ?tremontiane?, a livello confederale e di categoria (Uilm). I problemi veri, per?, quelli che potrebbero rendere davvero difficile il cammino di Epifani, stanno tutti nella sfera politica e in particolare in Parlamento. Uno smottamento della manovra economica, infatti, sarebbe una iattura. Per la Cgil, certo. Ma di conseguenza, potenzialmente, anche per il governo.