4/10/2006 ore: 11:19

"Finanziaria" Evasori, il j’accuse di Padoa-Schioppa

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    mercoled? 4 ottobre 2006

    Pagina 2 - Interni

    IL MINISTRO DELL’ECONOMIA ILLUSTRA LA FINANZIARIA IN PARLAMENTO E SUBITO ESPLODONO I RUMORS DEL CENTRODESTRA
      Evasori, il j’accuse di Padoa-Schioppa
        ?Hanno messo le mani nelle tasche del Paese, il paziente Italia sta uscendo dalla terapia intensiva?

        Antonella Rampino
          ROMA
          Polemico non poco con il predecessore: non solo ha lasciato ?un’eredit? maligna?, soprattutto ?Tremonti ha detto che una Finanziaria da 20 miliardi ? un esercizio politico quasi metafisico: noi, tenendo anche conto della manovra-bis di giugno, ne abbiamo raccolti pi? del doppio?. Insofferente alle ?lamentele di chi ha un reddito da alcune centinaia di milioni di vecchie lire?, quand’invece ?si chiede a tutti uno sforzo per il risanamento e il rilancio, e il bisogno di equit? sociale si fa pi? acuto?. Rassicurante verso il Paese: ?Il paziente-Italia sta uscendo dalla terapia intensiva?, anche se ?il risanamento dei conti non ? finito, siamo usciti dalla zona rossa?, risultato che si deve ?a una concertazione che ha rispettato i ruoli?. E inaspettatamente pirotecnico, provocatorio quando va all’attacco degli evasori fiscali, ?che han messo le mani nelle tasche dello Stato e degli altri cittadini, violando cos? il settimo comandamento?.

          Il momento forte del debutto politico in Parlamento di Tommaso Padoa-Schioppa scalda il sorriso plaudente del centrosinistra mentre scoppiano i fragori nel centrodestra. ?Buffone, buffone!?, si udiva dai banchi desertificati di Forza Italia e Lega, solo An e Udc han stretto i ranghi, con un Casini mattatore dell’opposizione e un Fini al solito algido. Il ministro ? stato in verit? aiutato in quanto ad effetti speciali anche da chi in quel momento presiedeva i lavori, il diellino Castagnetti al posto di un Bertinotti impegnato a ricevere il premier slovacco Fico. ?Signori, siccome in quest’Aula non c’? nessuno favorevole all’evasione fiscale, facciamo silenzio...?. Figurarsi: applausi all’impiedi a manca, insulti a schiovere a destra. E lo stesso di nuovo, una dozzina di volte di fila, quando Padoa-Schioppa parla delle ?miserevoli condizioni della nostra pubblica amministrazione, certificate dal rapporto del World Economic Forum?, e ancor pi? alla citazione del Trattamento di fine rapporto che la Finanziaria notoriamente destina in parte all’Inps, e ?chi in questi giorni ha parlato di rapina evidentemente dimentica che il Tfr appartiene al lavoratore ed ? solo prestato all’impresa a tasso di favore?. Alleanza nazionale non ci sta a sentir parlare di ?situazione allarmante dei conti pubblici?, tenta di interrompere pi? volte, e come gi? Prodi anche ?Tps? riprende paziente, dritto lungo il suo discorso, ?serve un nuovo Patto di stabilit? interno che coniuga la libert? di scelta con la responsabilit?. Non piace al centrodestra quando il ministro scende nelle inevitabili technicalities, ?aho’, ma questo l’aveva gi? detto Giavazzi?, fanno dai banchi della Lega. Non piace sentir parlare di volatilit? dei redditi familiari, di redistribuzione equanime degli stessi, di bassa crescita e taglio del cuneo fiscale. Di imprese che, a sentire Tps, sono dalla Finanziaria ?le pi? beneficiate?. Non piace nemmeno sentirlo concludere con un monito: siamo solo all’inizio, solo a ?una solida base perch? la ripresa congiunturale si trasformi in crescita, e perch? ci? avvenga in una societ? pi? equa?. Non piace a Tremonti e Berlusconi, che a Montecitorio non si son neppure fatti vedere.
            Quando Padoa-Schioppa inizia a parlare in aula son gi? trascorsi quaranta imprevisti minuti di duello con l’opposizione. Che vorrebbe aprire subito il dibattito, come non ? previsto nella giornata di apertura di una sessione, quella di bilancio, lunga fino alla fine dell’anno. ?Non si pu?, quella del ministro ? solo un’informativa, non si pu? scavalcare la discussione in Commissione?, spiega infine Castagnetti. Tps inforca le sue ventisei cartelle. Ma alla fine, a sorpresa prima di sciogliere l’emiciclo, Castagnetti fa retromarcia. Si consulta con Bertinotti, non segue i suggerimenti che gli verrebbero dall’Ulivo e, ?per placare gli animi?, consente che qualche deputato prenda la parola, ufficialmente solo ?per esprimersi sull’ordine dei lavori?. Tps ? preso in contropiede, s’era alzato, si risiede, Prodi ha abbandonato il suo fianco, resta solo sui banchi del governo con accanto Barbara Pollastrini. ?Ma la Camera ? un posto dove ci si dan delle regole giorno per giorno??, urla nel microfono il boss dalemiano di Toscana Michele Ventura.
              Il peggio deve ancora venire: ?Padoa-Schioppa, lei ? un banchiere centrale che io ammiro, ma oggi mi stupisce: lei parla di conti pubblici in dissesto, sa benissimo che il boom delle entrate ? dovuto alla politica economica del governo Berlusconi?, dice gelido il forzista Antonio Martino, che sarebbe pure un’economista della scuola di Milton Friedman. Quando infine si alza Casini, con un sommesso ?scusate il disturbo?, si capisce perch? Castagnetti ha dato il via libera al quasi-dibattito: ?L’opposizione si fa in Parlamento, e noi vogliamo farla: parliamo assieme, maggioranza e opposizione, di come migliorare la Finanziaria?. Tps l’ascolta manovrando in foglio di carta in forma di origami. Poi esce dall’aula. Com’? andata, ministro? ?Ho fatto solo il mio dovere?.