18/10/2006 ore: 11:17

"Finanziaria" «Costi della politica da ridimensionare»

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    mercoled? 18 Ottobre 2006
      Pagina 7 - Economia
        ?Costi della politica
        da ridimensionare?
          Amato: non tagliamo le province, ma
          alcune sono grandi come un quartiere

          di Luigina Venturelli

          In tema di legge finanziaria non c’? ministro senza grane da risolvere e polemiche da disinnescare. Cos? la presenza di mezzo governo all’assemblea dell’Unione province italiane, in corso a Milano, si ? trasformata ieri in una corale difesa della manovra di bilancio.

          Al ministro dell’Interno Giuliano Amato ? toccata la riduzione dei costi della politica, ovvero la razionalizzazione degli enti locali: ?Le province sono necessarie e non vanno abolite - ha precisato - ma se inseguiamo ogni pressione localistica dando vita a province che hanno meno abitanti di un quartiere, ne distruggiamo l’utilit?. Nel Testo Unico di riforma degli enti locali dobbiamo porci il problema della dimensione ottimale, in troppi casi siamo lontani da dimensioni ragionevoli?.

          L’avvertimento ? chiaro: ??Non dobbiamo dare l’impressione di essere moltiplicatori di istituzioni ed enti. Questo ci darebbe consenso nei circoli locali, ma farebbe s? che i cittadini si scaglino contro di noi?. Sar? meglio, quindi, evitare proliferazioni e lievitazioni di costi, perch? ?piccolo non ? bello?. E sulle aree metropolitane ha aggiunto: ?Se vorranno funzionare dovranno sostituire nel proprio territorio la provincia e buona parte del comune capoluogo, con aggregazioni dentro le province esistenti?. Si ? gi? prenotata quella del capoluogo lombardo: ?Credo che Milano abbia tutte le carte per diventare la prima citt? metropolitana - ha detto il presidente, Filippo Penati - il che le garantir? la possibilit? di far viaggiare su specifici binari finanziamenti per realizzare propri progetti?.

          Il cruccio del ministro del Lavoro, invece, non poteva che essere il trattamento di fine rapporto: ?I costi che le imprese italiane dovranno sopportare a causa del trasferimento del Tfr - ha sottolineato Cesare Damiano - sono di entit? decisamente inferiore ai benefici derivanti dal taglio del cuneo fiscale: 360 milioni di euro contro 6,5 miliardi di euro a regime?. Ma ogni esponente dell’esecutivo ha avuto il suo bel da fare. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni, per dire che ?non sono stati operati tagli alla scuola, ma interventi di razionalizzazione?. Quello dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, per assicurare che ?in finanziaria ? stato recepito il nostro appello a fare cose ambientaliste, le norme sui suv o gli euro 4 vanno per? riscritte?. Mentre il vicepremier Francesco Rutelli ha evitato la manovra, ma non ha potuto sottrarsi alla vicenda Alitalia: ?Sono indignato per la polemica, io non ho mai chiesto di fare un favore a Fiumicino contro Malpensa?.