19/10/2006 ore: 12:40

"Finanziaria" Bonanni a Montezemolo: «Un fronte comune sul Tfr»

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    gioved? 19 ottobre 2006

    Pagina 9 - Primo Piano

    L'INTERVISTA
      Bonanni a Montezemolo: ?Un fronte comune sul Tfr?
        Roberto Bagnoli
          ROMA — A Montezemolo chiede di non guardare solo al portafoglio delle imprese, ma di fermare il progetto Tfr-Inps ?anche per cambiare il capitalismo familiare?. A Epifani un atto di lungimiranza per modificare la ?governance delle aziende aumentando il ruolo dei lavoratori?. E al governo di stare attento perch? ?scherza col fuoco, ci sono gi? nove senatori della Margherita e credo lo stesso Giuliano Amato che condividono la nostra posizione?. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, non le manda a dire. Ammette che su questa storia del Tfr il suo sindacato si gioca tutto e propone un ?avviso comune? con le parti sociali che riparta dall'accordo col vecchio governo, che non prevede alcun trasferimento del Tfr all'Inps.

          Come spiega questo blitz del governo nonostante le dichiarazioni di concertazione...
            ?Un po' per bisogno di soldi un po' perch? qualcuno gli ha fatto capire che si poteva fare?

            Si riferisce a Epifani?
              ?No, questo non lo dir? mai perch? non ho le prove. E poi pu? essere anche qualche ministro o segretario di partito disinvolto. Sul memorandum per riformare le pensioni deve essere chiaro che noi siamo d'accordo con Angeletti nel considerarlo carta straccia se proceder? l'operazione di destinare in modo forzoso parte del Tfr all'Inps. In questa storia ci sono troppe cose che non vanno?.

              Per esempio?
                ?La mancanza di parola data e l'insopportabile invadenza del governo su una materia cos? delicata. E poi le imprese che chiedono compensazioni, soglie di esclusione e quant'altro. Ma nessuno che si pone il problema di fondo: quei soldi sono dei lavoratori e nessuno li pu? toccare?.

                Montezemolo vi ha accusato di aver taciuto troppo...
                  Si riferiva a qualcun altro. La Cisl di sicuro no, ha reagito dal primo giorno. In ballo non c'? solo la liquidazione all'Inps ma la filosofia che ispira il mio sindacato. Senza contare l'ostilit? verso i fondi di previdenza da parte dei poteri forti. Ricordiamo che il Tfr vale 12-14 miliardi all'anno che possono aiutare il capitalismo a cambiare, a diventare pi? maturo?.

                  Chi sono i poteri forti?
                    ?Quelli che hanno indotto Berlusconi, un anno e mezzo fa, a rimandare la legge. E ora, a situazione capovolta, si ha lo stesso effetto perch? la sinistra ideologica non vuole che ci sia la partecipazione al rischio di impresa da parte dei lavoratori. Con conseguente modifica della governance che ? proprio quello che la Cisl storicamente vuole?.

                    In che modo cambia la governance?

                    ?Perch? attraverso i fondi che investono nell'impresa i lavoratori possono partecipare alle scelte aziendali aumentandone la qualit?. Immagino cos? un rapporto diverso tra lavoratore ed impresa che non si basa solo sui soldi. Questo ? un Paese che non riesce a cambiare, a schiodare un ragno dal buco con tutti questi riformisti che danno lezioni a getto continuo ma su questo argomento non hanno niente da dire. Tutti scomparsi, anzich? dare una mano a un sindacato riformista e liberale come la Cisl. Scusi, ma mi dovevo sfogare?.

                    Lei cosa propone?
                      ?Chiedo a Montezemolo, Epifani e Angeletti di ripartire dall'intesa raggiunta sulla previdenza integrativa dopo anni di discussioni, distillato perfetto ed equilibrato tra diversi interessi?.

                      Quindi chiede l'avviso comune.

                      ?Esatto. Un nuovo accordo per modificare la Finanziaria e restituire il Tfr alla libera scelta dei lavoratori. Quello che vedo in questi giorni con soglie di esclusione per le piccole aziende che passano da 100 a 50 addetti in una giornata ? un suk insopportabile. Nessun governo, nessun Padoa-Schioppa pu? modificare un'intesa tra le parti?.

                      Ma ora ci sono in ballo 5 miliardi...
                        ?Non siamo velleitari, siamo disponibili a trovare soluzioni per non alterare la manovra. L'importante ? che venga introdotto il meccanismo del silenzio-assenso per incoraggiare i fondi e non per boicottarli. E al ministro Damiano chiedo una tassazione di favore che non si fermi all'11% ma che arrivi al 5% per farli davvero decollare?.

                        E se cos? non sar? che farete?
                          ?Il governo sta scherzando col fuoco. Non pu? fare un esproprio proletario. La Cisl non permetter? mai una cosa del genere, con relativo affossamento per sempre dei fondi previdenziali. User? ogni mezzo lecito per fermare questo scempio. Non gli dar? tregua?.

                          Ne ha gi? parlato con Epifani dell'avviso comune?
                            ?S?, un'ora fa?.

                            E che dice?
                              ?Continueremo la discussione sabato. Ma credo che, da sindacalista qual ?, non pu? che convenire con noi?.