18/10/2006 ore: 11:34

"Europa" L´inflazione in brusca frenata

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    mercoled? 18 ottobre 2006
      Pagina 40 - Economia
        Era al 2,3 per cento ad agosto. Almunia: "Non ? una sorpresa ma certo sar? difficile confermare questo ritmo nei prossimi mesi"
        L?inflazione europea in brusca frenata
        A settembre scende all?1,7% grazie al ribasso dei prezzi energetici

        ALBERTO D?ARGENIO
          BRUXELLES - Crolla l?inflazione nella zona euro trascinata al ribasso dal calo del prezzo del petrolio. A settembre nei dodici paesi della moneta unica il costo della vita ? sceso all?1,7%, in forte calo rispetto al 2,3% di agosto, mentre su base annua la flessione ? stata ancora pi? evidente, con una frenata dello 0,9%.

          Sulla stessa linea il trend dell?Unione europea a venticinque, dove il tasso registrato ? dell?1,9%, in netto ribasso rispetto al 2,3% del mese precedente e al 2,5% del 2005. Ma secondo le cifre pubblicate ieri da Eurostat, l?Ufficio statistico Ue, l?Italia viaggia in controtendenza, con un apprezzamento annuo del 2,4%, in leggero aumento rispetto al 2,3% di agosto e in contraddizione rispetto ai dati pubblicati luned? dall?Istat che segnalavano un calo mensile dello 0,1% (2,1%).

          Commentando le ?buone? cifre di Eusostat, Joaquin Almunia ha sottolineato che ?l?inflazione resta sotto controllo, anche se non sar? facile mantenere l?1,7% nei prossimi mesi?. Il commissario Ue agli Affari economici ha anche confermato che il positivo andamento dei prezzi ? dovuto alla frenata del costo del petrolio e dimostra che ?non si ? verificato? l?effetto domino derivante dall?altissimo prezzo del greggio registrato nell?ultimo anno.

          Tuttavia per Bruxelles il dato di ieri ?non sorprende?, soprattutto se si considera che lo scorso settembre il costo della vita era stato influenzato dalla fiammata del petrolio seguita all?emergenza per l?uragano Katrina. Ragion per cui la Commissione non ha modificato la propria previsione sul 2006 che indica un tasso annuo del 2,3%, tanto in Eurolandia quanto nell?Ue. E nonostante i dati positivi di Eurostat, anche gli analisti non hanno modificato le proprie aspettative sull?attesa di un nuovo rialzo a dicembre di un quarto di punto dei tassi di interesse da parte della Bce. I banchieri centrali, infatti, dovrebbero essere spinti alla decisione dalla necessit? di giocare d?anticipo sugli effetti che scaturiranno dall?aumento dell?Iva in Germania a gennaio.

          Nello specifico, scorrendo le tabelle di Eurostat, risulta che ? stato il prezzo dei carburanti ad avere avuto il maggiore impatto al ribasso (-0,30 punti percentuali) su base mensile all?interno della zona euro, portando con se il costo dei trasporti (-2%).
            Corrono invece i prezzi per l?abbigliamento con una crescita rispetto ad agosto del 5,8%. Su base annua, invece, a pesare sul costo della vita sono stati soprattutto i prezzi per l?alloggio (4,0%), per l?insegnamento (3,5%) e per i prodotti alimentari (3,3%). E? invece il sotto indice legato al costo del gas ad avere avuto il maggiore impatto al rialzo sull?inflazione (0,18 punti percentuali). Tra i diversi paesi europei il costo della vita pi? contenuto ? stato registrato in Finlandia (0,8%) e Germania (1,0%), mentre quello pi? alto in Lettonia e Ungheria (5,9%). E nonostante i dati incoraggianti sull?inflazione del vecchio continente, ieri i principali listini europei hanno chiuso in rosso scontando i timori di un inaspettato rialzo dei prezzi alla produzione negli Usa.