24/4/2006 ore: 11:49

"EtMaintenant..." La rabbia di D’Alema

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    sabato 22 aprile 2006


    Pagina 2- Primo Piano
      IL GIORNO NERO DEI DS DI FRONTE AL DIKTAT DI RIFONDAZIONE

      La rabbia di D’Alema
      ?Non vado al governo?
      E la Quercia fibrilla

      Carlo Bertini

      ROMA
      ?Una catastrofe?, una ?cosa avvilente?, ?ora si mette tutto in discussione?, ?vediamo adesso se il capogruppo unico alla Camera dell’Ulivo sar? uno della Margherita e se Marini sar? votato al Senato?. Basta un giro di telefonate tra i Ds per raccogliere sfoghi e minacce verso gli alleati per il colpo inferto al primo partito della coalizione. Un partito che, a sentire una dalemiana di ferro come Livia Turco, ?non pu? continuare a fare gesti di responsabilit? a senso unico e gratis, altrimenti non regge la coalizione?.

      La notizia della rinuncia di Massimo D’Alema alla presidenza della Camera ? da poco apparsa sulle agenzie e gi? sui telefoni dei dirigenti diessini arrivano i primi sms dai compagni, ?dai segretari di federazione incazzati neri che vivono questa situazione come un vero affronto al partito?.

      Insomma per la Quercia si apre una fase quanto mai difficile, in cui il segretario magari non sar? messo subito sul banco degli imputati, anche se il correntone e i dalemiani lo accusano di ?aver gestito male la partita?. Ma certo tutto si complica e per dirla con un esponente della sinistra ?camminiamo sulle uova?.

      In pi?, sembra che D’Alema intenda restare fuori dal governo perch? della Farnesina non se ne parla, soprattutto ora che sembrerebbe un ripiego. Potrebbe rimanere al partito come presidente e qualcuno gi? si spinge a dire, ?con un segretario che sar? diverso da Fassino?.

      ?D’Alema ha avuto una condotta saggia per evitare figuracce a tutti?, taglia corto Fabio Mussi. ?Riflessi sugli equilibri interni? Vedremo, certo la gestione della vicenda non ? stata eccellente...?.

      I massimi dirigenti Ds provano a smorzare i toni, ma nessuno nasconde che ora Prodi dovr? rimediare in qualche modo: ?Bisogna avere responsabilit? istituzionale e ne abbiamo avuta in dosi massicce?, fa notare Luciano Violante. ?Non c’? nessuna analisi critica da fare e nessun braccio di ferro con gli alleati. Certo questa soluzione alla Camera prefigura un giusto peso dei Ds nell’esecutivo...?.

      ?E’ troppo presto per prevedere gli effetti di questa vicenda?, risponde Gianni Cuperlo. ?Vedremo. Questa scelta ? la conferma dello stile con cui si ? sempre mosso. Per il resto ragioneremo, ma senza drammi?.

      Ma un altro dalemiano, Gavino Angius, prefigura scenari cupi: ?Una roba avvilente, stiamo parlando della personalit? politica pi? autorevole del centrosinistra?. E quali potrebbero essere le conseguenze sul voto al Senato per Marini? Qualche diessino si spinge fino a dire: ?Lo scrutinio ? segreto e abbiamo un solo voto di maggioranza: volete che tra i nostri non ce ne sia uno che voti contro??

      E anche la Turco non fa mistero che ?questa vicenda ha il suo peso e meritava di essere discussa pi? attentamente?. A chi si riferisce? ?A tutti, anche a Bertinotti che non pu? fare ricatti minacciando l’appoggio esterno al governo?.

      Una giornata nera per i Ds, cominciata con una riunione della direzione per l’analisi del voto, in un clima, per dirla con un fassiniano come Fabrizio Morri, ?di triste allegria, o se preferite di allegra tristezza?. Con un partito che certo si aspettava molto di pi? dal voto dopo cinque anni di governo Berlusconi e dopo l’ein plein alle regionali. E a spazzare via il senso di stordimento sui volti dei compagni non bastavano le parole rassicuranti del segretario, ?abbiamo vinto, abbiamo conquistato 19 milioni di voti nel paese, il clima ? positivo?. N? i tentativi di dimostrare come non sia andata cos? male: ?Possiamo considerarci soddisfatti perch? una proiezione sulla Camera del voto Ds al Senato (dove la base di votanti ? pi? bassa) indica un risultato del 19% e non del 17,4%?. Forse perch?, come si sa, ? il tono quello che conta, ?e l’entusiasmo e la passione invece mancano proprio quando ci si accinge a governare la settima nazione del mondo?, per dirla con Fabio Mussi. E’ lui a denunciare ?un risultato risicato dei Ds che non giustifica trionfalismi?.
        Ma al di l? del bon ton diffuso che impone una blindatura del partito, ?abbiamo vinto e si deve dar vita ad un governo?, anche in mattinata si udiva un tintinnar di sciabole, sul nodo della Camera, tra il segretario e il presidente del partito, quando D’Alema lasciava cadere questa stilettata conversando con i cronisti: ?Questa vicenda evidentemente ? nata anche da equivoci. Il fatto che ci presentiamo con due candidati dimostra che qualcosa non ha funzionato...Io non ho mai discusso con nessuno di nulla. Sono stato chiamato?. E i dalemiani dietro le quinte affilavano le armi. ?Se alla prima difficolt?, invece di puntare sull’espansione del soggetto riformista, viene privilegiato un asse con Bertinotti ne prenderemo atto. Non si governa con i fantasmi del passato...?.