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"EtMaintenant..." La Margherita diffida del muro contro muro

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    venerd? 5 maggio 2006

    Pagina 2 - Primo Piano

    DUE ANIME NEL PARTITO ?TRATTATIVISTI? CONTRO ?REALISTI? FILO-DIESSINI
      La Margherita diffida
      del muro contro muro
        No alla diplomazia segreta dalemiani-azzurri
          Amedeo La Mattina
          ROMA
          La premessa ? sempre la stessa. Massimo D’Alema? Per carit?, ? un candidato autorevole per il Quirinale; ? un leader apprezzato, la sua statura politica non si discute. Poi, man mano che si entra nella pancia della Margherita si notano qua e l? vistosi segni di ulcera di fronte ad un atteggiamento di scontro frontale con l’opposizione. La linea di una parte dello stato maggiore della Margherita ? D’Alema for President, anche se alla fine dovesse essere il candidato della sola Unione. La pensa cos? il presidente del Senato Franco Marini e il capogruppo dell’Ulivo, Dario Franceschini (?io sono realista: se i Ds insistono non vedo alternative?).

          Il via libera dei Dl ci dovrebbe essere. Del resto, quando il resto della coalizione ? schierato con D’Alema, alternative non ne rimangono. Per non parlare poi delle conseguenze che una bocciatura dell’esponente diessino avrebbe sulla tenuta della coalizione e del governo. Ma sembra che due linee si confrontano nella Margherita, quella ?realista? e risarcitoria nei confronti della Quercia e quella ?trattativista? con la Cdl. Lo stesso Rutelli sta lavorando alacremente per scongiurare che il nuovo capo dello Stato sia eletto con i cingoli di un centrosinistra blindato. Non ? un caso che ieri sera, di fronte a un’indiscrezione dell’Ansa che dava per assodato l’ok della Margherita alla linea del muro contro muro, Largo del Nazareno precisava con una nota: ?? sorprendente la leggerezza con cui l’agenzia Ansa attribuisce al partito della Margherita, che sta osservando la doverosa discrezione e collegialit? nell’ambito dell’Unione e in piena intesa con Romano Prodi, una decisione in ordine alla candidatura per il Quirinale. La posizione del partito sar? rappresentata da Rutelli domani pomeriggio (oggi per chi legge ndr) nel corso dell’incontro di Prodi con i leader dei partiti del centrosinistra, al fine di raccogliere su una candidatura di grande autorevolezza gli ampi consensi indispensabili?.
            E’ quest’ultimo passaggio - ?raccogliere gli ampi consensi indispensabili? - la chiave di tutto. Insomma, i mal di pancia non mancano. In una riunione ristretta di autorevoli parlamentari della maggioranza, Paolo Gentiloni e Arturo Parisi hanno posto con forza il problema del ?metodo Ciampi?: un voto condiviso con almeno una significativa parte della Cdl in modo che il nuovo inquilino del Quirinale appaia il garante di tutti.
              Poi basta fare un giro per i capannelli dei parlamentari della Margherita per capire che D’Alema, a scrutinio segreto, potrebbe non fare il pieno di voti nel centrosinistra. La cosa che pi? li infastidisce ? la diplomazia segreta tra dalemiani e berlusconiani. Perfino una come Rosy Bindi, che sostiene il presidente dei Ds dalla prima ora, non sopporta l’?ipocrisia? della Cdl: ?Se fossero sinceri, voterebbero D’Alema. Berlusconi e gli altri lo vogliono al Quirinale, ma hanno bisogno di gridare al regime?. Gi?, spiega Maurizio Fistarol che ? molto vicino a Rutelli, ?vogliono lucrare sullo scontro frontale e questa strategia si vedr? chiaramente nella campagna elettorale per le amministrative e per il referendum sulla riforma costituzionale?. Ecco perch? secondo Fistarol una candidatura D’Alema che non allarga la base parlamentare sarebbe deleteria: ?Gi? se avessino 50 senatori in pi? di maggioranza sarebbe sbagliato dire chi ci sta ci sta. Ma siccome al Senato la situazione ? quella che ?, cominciare la legislatura con l’elezione del capo dello Stato a maggioranza sarebbe un atteggiamento masochistico?.
                Insomma, per la Margherita bisognerebbe evitare di rimanere imbottigliati dal no del centrodestra. Dice Ricardo Villari dell’esecutivo Dl: ?Quel “no” ? un pizzino che viene recapitato all’Unione, un messaggio per garantirsi la mobilitazione delle piazze e allo stesso tempo trattare con il nuovo presidente della Repubblica. Meglio sarebbe individuare un candidato condiviso?. ?La logica politica direbbe - aggiunge il parisiano Antonio La Forgia - che il capo dello Stato non sia il bersaglio permanente dell’opposizione?. L’ala prodiana della Margherita ? stretta tra l’incudine di salvaguardare la nascita del governo Prodi e il martello di un candidato al Quirinale senza ?ampio consenso?.
                  Alla fine, molto probabilmente la linea ?realista? prevarr? su quella ?trattativista?. ?Ci possono essere tante perplessit? su come condurre il confronto con l’altra met? del Parlamento - osserva Ermete Realacci - ma se la Cdl dovesse chiudersi a riccio e D’Alema non dovesse fare un passo indietro, a noi non resterebbe che votare baffino?.