24/4/2006 ore: 11:52

"EtMaintenant..." La Cdl candida Andreotti

Contenuti associati

    sabato 22 aprile 2006

    Pagina 3- Primo Piano
      LA MOSSA PER SPIAZZARE PRODI IL CENTRODESTRA INSISTE ANCHE PER UN CIAMPI-BIS AL QUIRINALE

      La Cdl candida Andreotti
      e al Senato Marini rischia
        Da Letta e Casini offerta ufficiale all’anziano leader dc
          Ugo Magri
            ROMA
            Non ? uno scherzo: a 87 anni, Giulio Andreotti potrebbe ritornare davvero al centro della scena politica. La Casa delle libert? ? pronta a candidarlo venerd? prossimo per la presidenza del Senato che, nella gerarchia repubblicana, ? la seconda carica dietro quella del Presidente. Gianni Letta e Pier Ferdinando Casini hanno sondato per conto della coalizione gli umori del senatore a vita, trovandolo cautamente disponibile. Se Andreotti dovesse realmente accettare, la sua discesa in campo costituirebbe per l’Unione, e per Romano Prodi in particolare, una serissima insidia. Potenzialmente capace di sconvolgere i piani del Professore e, secondo i pi? pessimisti, di mettere addirittura in crisi il governo che vorrebbe formare.

            Fino a questo momento, il candidato dell’Unione per Palazzo Madama ? stato indicato in Franco Marini, personaggio di prima fila della Margherita. La maggioranza su cui pu? contare sulla carta ? di due voti (158 a 156), pi? quanti tra i sette senatori a vita decideranno di appoggiarlo. La speranza di Silvio Berlusconi ? che, nel segreto dell’urna, Andreotti-Belzeb? possa raccogliere pi? consensi di Marini, dimostrando che la maggioranza dell’Unione si sfalda al primo appuntamento importante (figurarsi dunque se potr? governare). Spiegano a via del Plebiscito che, se mai verranno atteggiamenti costruttivi da parte del Cavaliere, questi potranno solo seguire, e mai precedere, la sconfitta della linea-Prodi. Col quale Berlusconi, ha confermato ieri da Trieste, non intende neppure colloquiare al telefono. ?Semmai dovr? essere lui a chiamarmi per scusarsi di tutti gli insulti che mi ha mandato?, ? la chiusura netta del Cavaliere. Proprio nel giorno in cui l’amico della Casa Bianca, George Bush, s’? congratulato col vincitore.

            Il dubbio che va diffondendosi nel centrosinistra ? se, effettivamente, Andreotti non rappresenti una mina in virt? dei suoi infiniti agganci. In questi giorni l’ex presidente del Consiglio ? particolarmente attivo. Ha appena dato una mano a costituire un gruppo autonomistico che comprende, tra gli altri, i senatori di Clemente Mastella e la Svp. Tutto un mondo ex-Dc continua a gravitare intorno a lui. Senza contare i mille maldipancia del centrosinistra che, nella votazione a scrutinio segreto, potrebbero trovare facile sfogo. Farne l’elenco equivale a passare in rassegna gli scontri di queste ore: dall’insofferenza dell’Udeur, che chiede un ministero di serie A per il suo leader, al braccio di ferro tra Ds e Prc culminato nel ritiro di Massimo D’Alema dalla corsa per la presidenza della Camera.

            Non generi equivoci il fair-play mostrato dai Ds: l’umiliazione subita per mano di Fausto Bertinotti, al quale Prodi non ha saputo dire no, ? una ferita che pu? ?infettare? anche il voto per Palazzo Madama. Cosicch? nell’Unione qualcuno comincia a interrogarsi se non sia il caso di studiare qualche contromossa. Ad esempio, rinunciando a Marini e proponendo ufficialmente Andreotti prima che lo faccia la Cdl. Servirebbe a prevenire il rischio di una possibile sconfitta.

            Stesso discorso vale per il Quirinale. Anche in questo caso il centro-destra sta preparando la ricandidatura a sorpresa di Carlo Azeglio Ciampi. Berlusconi non vuole che sul Colle pi? alto possa salire una personalit? in sintonia coi progetti del Professore. E dunque riscopre in extremis le doti di rigore ed equilibrio del Presidente con cui spesso in questi anni si ? scontrato.
              Ancora ieri, Ciampi ha esaltato i ?principi di leale collaborazione, di coesione e di reciproco rispetto tra le istituzioni?. Soggiungendo un’annotazione quasi autobiografica: ?Il Quirinale?, sottolinea certo non a caso il Presidente, ?ha una precisa vocazione, che ? codificata espressamente dalla Costituzione: rappresentare e operare per il consolidamento dell’unit? nazionale?. A Rocco Buttiglione, il quale ? andato a trovarlo, Ciampi ha confermato di essere indisponibile per un altro mandato. Ma ? opinione di molti che cambierebbe idea se il Parlamento unanime lo invitasse a restare. E certo non potrebbe essere l’Unione a negargli la permanenza.