14/4/2006 ore: 12:02
"EtMaintenant..." Il premier insiste sul decreto
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Pagina 3 - Interni "Oppure Letta al Quirinale" E gi?, perch? le speranze sui calcoli degli uffici centrali sono poche anche per il Cavaliere. Lo sa anche lui e nei tanti colloqui avuto ieri con i coordinatori e i ministri del suo partito non lo ha nascosto. Anche per questo ha rinviato la sua partecipazione a Matrix, la trasmissione di Mentana, prevista per oggi. Il suo cruccio, semmai, sono gli equilibri istituzionali prossimi venturi. Assetti da cui dipenderanno molte delle scelte anche nel campo aziendale, ossia delle sue imprese. Vuole ?garanzie?, esattamente come accadde nel ?96. E dopo dieci anni usa il voto contestato per tentare di imporre lo stesso schema. E allora: ?I dubbi su questi risultati ci sono, si possono dissipare in modo molto semplice. Con un controllo vero, su tutte le schede. Quelle contestate e quelle annullate?. Nell?ennesima cena a Via del Plebiscito con il suo staff, il presidente del consiglio ? partito da questa premessa. Per arrivare ad una conseguenza: il decreto legge. Secondo i tecnici di Palazzo Chigi, infatti, sarebbe possibile un decreto per modificare la legge elettorale e "ricontare" le schede su vasta scala. ?Il premio di maggioranza - spiegano a Forza Italia - impone una clausola di garanzia, non ? possibile che il governo e il capo dello stato vengano determinati dagli errori?. Non a caso fino a ieri sera, l?ultima speranza del premier e anche del leader di An, Gianfranco Fini, era di poter ridurre il distacco alla Camera sotto i 10 mila voti per poi tornare alla carica sul decreto. Chiedere al Colle di riesaminare il problema. Berlusconi, per?, conosce gi? la risposta del centrosinistra e del Quirinale. Tant?? che la subordinata sta diventando rapidamente l?opzione principale. ?Se Ciampi e la sinistra non accettano questa soluzione, non resta che trovare un equilibrio ai vertici dello Stato. Ci diano gli organismi di controllo. E, insomma, niente decreto niente Ciampi bis. Noi rappresentiamo la met? degli italiani, questo vorr? pur dire qualcosa nella scelta del presidente della Repubblica??. Tant?? che ieri, davanti ai fedelissimi, qualche nome a m? d?esempio l?ha fatto: Gianni Letta e Beppe Pisanu. Anche se il secondo ha perso terreno sia per le incomprensioni con lo stesso Berlusconi, sia per i contatti avuti sullo stesso punto con alcuni esponenti dell?Unione. Certo, per Berlusconi questo sembra soprattutto l?avvio di una trattativa pi? che il punto di caduta. Tant?? che nel negoziato potrebbero entrare la presidenza del Senato (aprendo per il Quirinale a soluzione alternative, come Amato o D?Alema), qualche commissione di controllo e magari il cda della Rai. ?Cos? ci sar? la vera pacificazione?. L?obiettivo, insomma, ? non uscire dal circuito decisionale. Sapendo che il futuro imprenditoriale in buona parte dipende da quanto sapr? condizionare gli assetti politici della nuova legislatura. La sua Mediaset ? attesa da scadenze importanti, cos? come i tanti soldi incassati circa un anno fa dalla cessione di una parte della stessa azienda dovranno essere presto reinvestiti. Per strappare un cenno di disponibilit?, il Cavaliere mette sul tavolo il regolamento del Senato. Che tutela l?opposizione con molta pi? forza rispetto alla Camera. ?Se non accetteranno - ? quindi la sua conclusione - non solo rimarr? una macchia su questa legislatura e io lo ricorder? ad ogni pi? sospinto, ma a Palazzo Madama ci metteremo l?elmetto e non faremo passare neanche una legge. Con quei numeri, senza di noi non passa niente. Voglio vedere il dpef. Voglio vedere la finanziaria. Voglio vedere i pacs?. |