24/4/2006 ore: 12:23

"EtMaintenant..." Gentiloni: no vendette, più mercato

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    luned? 24 aprile 2006

    Pagina 3- Primo Piano

    IL TECNICO DELL’UNIONE ?NESSUNA PUNIZIONE, BISOGNA FAVORIRE L’AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA?
      Gentiloni: no vendette, pi? mercato
        intervista
        Maria Grazia Bruzzone

        ROMA
        Onorevole Gentiloni, ritiene che quella del segretario del Prc sia stata un’uscita opportuna?
          ?Bertinotti ? il leader di Rifondazione comunista e ha il diritto di esprimere le sue opinioni. Quando sar? presidente della Camera si comporter? come tale?.

          Per? finisce per dare corpo agli incubi di Fedele Confalonieri sulle future vendette del centrosinistra. O no?
            ?Il centrosinistra non immagina nessuna vendetta. E non mi sembra neppure che questo sia il senso delle parole di Bertinotti, che non mi sembrano poi cos? eversive. L’Unione ha un programma semplice, chiaro e liberale. Se qualcuno dimagrir?, sar? il duopolio?.

            Significa che finiranno per dimagrire entrambi i soggetti, non solo Mediaset come lascia intendere Bertinotti?
              ?Assolutamente s?. Il sistema televisivo, aprendosi con un maggior grado di concorrenza, potr? riassestarsi, come tutti i mercati televisivi europei, in una situazione che veda almeno 3 o forse 4 protagonisti. Ma a ci? non si arriver? nel modo un po’ dirigista adottato in Spagna?.

              Dove Zapatero ha praticamente dato una terza e una quarta concessione televisiva a dei gruppi privati. Voi invece?
                ?Noi pensiamo che si debbano stabilire delle regole generali all’interno delle quali sar? il mercato a individuare i protagonisti, superando gradualmente il duopolio. Certamente non possiamo lasciare inalterata una situazione in cui la tv analogica ? dominata per oltre il 90% da due soli protagonisti?.

                Quindi questo pluralismo di soggetti riguarder? anche la tv analogica?
                  ?S?, perch? l’illusione (o la mistificazione) per la quale il rinnovamento tecnologico avrebbe portato o porter? automaticamente pi? concorrenza e pi? qualit? si ? rivelata appunto illusoria. Oggi ? chiarissimo che le posizioni dominanti nella tv analogica si ripropongono in quella digitale?.

                  C’? chi propone di intervenire solo sulla pubblicit?, chi sulle frequenze e quindi anche sulle reti. Ci sono pi? linee nell’ Unione a questo proposito?
                    ?Non solo nell’Unione. Nel mondo la limitazione delle posizioni dominanti si pu? raggiungere in vari modi. Il pi? semplice e immediato ? reintrodurre un limite antitrust nella raccolta pubblicitaria, che la legge Gasparri ha cancellato diluendolo nel Sic. Certo, un limite pi? sofisticato e in prospettiva pi? efficiente riguarda il possesso delle frequenze, che Rai e Mediaset hanno in numero molto ridondante. Ma, mentre il limite sulla pubblicit? si reintroduce facilmente, un intervento sulle frequenze (bisogna tener conto che ? la stessa Ue a chiederci un riordino) comporta tempi pi? lunghi?.

                    La riforma della riforma Gasparri ? o no una priorit??
                      ?Certo che lo ?. Distiguerei dal punto di vista temporale il tema del conflitto di interessi che pu?, e a mio avviso andrebbe approvato, nel primo anno della legislatura. Anche per tagliare alla radice il sospetto che si voglia colpire qualcuno o avvantaggiare qualcun altro. Mentre il riassetto del sistema tv ? un processo pi? complesso che, oltre a un’intesa nella maggioranza - gi? raggiunta nei pilastri fondamentali - comporter? un confronto parlamentare e con le forze produttive. In ogni caso serviranno molto meno dei tre anni impiegati da Berlusconi, perch? i tempi sono maturi ed ? diffusa la consapevolezza che la legge Gasparri ? ormai superata?.

                      Uscire dal duopolio non rischia di indebolire le due grandi aziende televisive che abbiamo?
                        ?Si potrebbe sostenere che ? perfino nell’interesse dei duopolisti che si crei un ambiente pi? competitivo perch? la Rai, invece di essere costretta a inseguire Mediaset, potrebbe riqualificare la sua offerta sul modello delle tv pubbliche europee. La stessa Mediaset al suo interno dice di volersi trasformare da tv commerciale in “media company”, e un mercato pi? aperto va in questa direzione?.