8/6/2007 ore: 12:44
"Diario sindacale" Bilanci: se Cgil piange, Cisl non ride
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a cura di Enrico Marro emarro@rcs.it Si tratta del secondo disavanzo consecutivo (nel 2005 era stato di 290.730 euro) dopo un triennio di bilanci chiusi in sostanziale pareggio solo grazie al ricorso ai fondi di riserva, che sono già scesi da quasi 9 milioni di euro del 2002 a circa 6,8 milioni nel 2006. Anche la Cisl, insomma, come la Cgil ha dovuto in questi anni mettere mano alle somme accantonate in decenni di vacche grasse per far fronte alle difficoltà dovute a un aumento dei costi (3 milioni di euro in più dal 2002), non bilanciato da un corrispondente aumento delle entrate (solo un milione di euro in più dal 2002). Oltre il 90% dei ricavi totali continua a venire dalle tessere, ma mentre in questi ultimo 5 anni gli iscritti sono saliti del 4,6% (da 4.153.145 del 2002 a 4.346.952 del 2006) le entrate dalle quote tessere di competenza della confederazione sono salite solo del 3,3%, che in termini reali è come dire che sono nettamente diminuite: conseguenza del fatto che gli iscritti sono aumentati soprattutto tra i pensionati (che pagano meno) e di un turn over tra gli attivi che sostituisce lavoratori a retribuzione relativamente alta con altri a stipendio più basso. A pesare sulle spese, spiega il segretario confederale responsabile dell'amministrazione, Gigi Bonfanti, sono state ancora le spese risalenti all'ultimo congresso, quelle per i contributi alle strutture e categorie e quelle per l'attività degli enti e delle associazioni collegate alla confederazione. Solo l'Iscos, l'istituto per la cooperazione e lo sviluppo, è costato alla Cisl, spiega Bonfanti, «750 mila euro, per progetti di solidarietà magari animati dalle migliori intenzioni, ma che non erano neppure coordinati col dipartimento internazionale e così finivano per svolgersi in Paesi dai quali forse non arriverà mai un immigrato a lavorare in Italia». Insomma il mal d'Africa dell'ex segretario generale, Savino Pezzotta, è costato caro alla Cisl, almeno secondo le valutazioni del suo successore, Raffaele Bonanni, che ha deciso di darci un taglio. E così per il 2007, l'Iscos, guidato da Gianni Italia (già leader dei metalmeccanici ed esponente della sinistra interna) dovrà «accontentarsi» di un contributo confederale di 400 mila euro. |