27/10/2006 ore: 9:58

"Deviati" Anagrafe e finanza: tutte le strade portano a Tremonti

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    venerd? 27 ottobre 2006

    Pagina 3 - Interni/Oggi


    Anagrafe e finanza:
    tutte le strade portano a Tremonti
      Magistrato, comandante della Gdf, direttore Entrate: loro possono autorizzare accertamenti fiscali


      di Roberto Rossi/ Roma

      SPIATA O un magistrato o il comandante della Guardia di Finanza o il direttore dell’Agenzia delle Entrate. Formalmente per procedere a un accertamento fiscale serve una di queste tre autorizzazioni. ? la regola. Un magistrato la dispone, di solito, per problemi di ordine pubblico. Le Fiamme Gialle o il funzionario statale per motivi fiscali. La prima figura ? indipendente, le altre due fanno capo dal ministro dell’Economia. Che nel periodo in cui sono stati spiati Prodi e forse Napolitano e Fassino era Giulio Tremonti.

      Nell’arco di due anni il solo presidente del Consiglio ? stato controllato 128 volte. Senza che nessuno lo avesse messo per iscritto. 128 “strisciate”, cos? in gergo vengono chiamate gli accessi, fatte al cervello centrale dell’Anagrafe tributaria da tutt’Italia.

      Accessi per lo pi? di ?qualit?. O per usare la definizione dei magistrati milanesi ?capillari e approfonditi?. Vuol dire che chi ha voluto fare una ricerca su Romano Prodi o Giorgio Napolitano lo ha fatto sapendo cosa e come cercare. Guardando non solo il 740, ma anche le donanzioni, i movimenti finanziari, le compravendite. Non ? un particolare da poco. Acuito, poi, dal fatto che tra gli spioni ci sono anche alcuni finanzieri. ?? gi? grave - ci dice una fonte del Tesoro - se la violazione viene fatta da un civile. Ma se la stessa cosa ? fatta da un militare allora ? un po’ pi? grave?. Anche perch? i militari, come i dipendenti delle Agenzie delle entrate, dipendono strettamente dal ministro del Tesoro. Che ne decide funzioni e spostamenti. Che con il ministero possono anche entrare in rotta di collisione (il vice ministro Vincenzo Visco se la ricorda bene la polemica sollevata quando tent? di avvicendare i vertici lombardi delle Fiamme Gialle). Lo stesso discorso vale anche l’Agenzia delle entrate. Che ieri, tra l’altro, ha perso il suo direttore Raffaele Ferrara (dimissioni gi? decise), nominato da Tremonti al posto di Massimo Romano che con tutta probabilit? torner? al suo vecchio incarico.

      Fare una ricerca, poi, non ? tecnicamente facile. Occorre un collegamento al “cervellone” dell’Anagrafe tributaria, occorre avere una password, ma soprattutto ?occorre saper cercare? come sottolineano sempre da Via XX Settembre. Inoltre il collegamento al sistema centrale non pu? essere attivato dall’esterno. Vi si accede solo con dei terminali predisposti. Anche questo non va dimenticato. Elimina infatti la possibilit? che ci possano essere state infiltrazioni esterne.

      Non ? un caso che proprio il ministero del Tesoro si sia affrettato ad escludere tale evenienza. ?In merito ad alcune notizie di stampa - si legge nella nota - si precisa che il sistema dell’Anagrafe tributaria presenta condizioni di assoluta sicurezza sull’accesso e sulla consultazione dei dati. Possono accedere e operare sui dati solo soggetti abilitati. Ogni accesso e operazione di qualsiasi tipo viene registrata dal sistema e la registrazione conservata per 10 anni con l’indicazione di chi ha effettuato l’accesso: funzionario del ministero, Dia, Guardia di Finanza. Se soggetti abilitati - conclude la nota - hanno usato in modo improprio o illegale i dati consultati, questo ? materia di indagine della magistratura, ma non mette in discussione i criteri di sicurezza nell’accesso all’Anagrafe tributaria?.

      Chi ? entrato nel sistema ha quindi lasciato una traccia. Consapevolmente, si potrebbe aggiungere. Magari pensando di non essere mai scoperto, magari supponendo di non essere mai scoperto o controllato. Resta da capire se tutte queste persone si siano mosse da sole, affette da ?guardonismo?, o se dietro a una parte di queste ci sia una regia comune. Berlusconi si ? affrettato a sposare la prima tesi. ?? gente che lo fa per curiosit? ha detto il capo dell’opposizione. Eppure solo pochi mesi fa abbiamo avuto l’esempio del contrario: la coppia Cipriani - Tavaroli, grazie a Telecom, ha spiato per anni mezzo Paese. Senza dimenticare lo scandalo Laziogate che ha travolto l’ex governatore e ministro della Salute Francesco Storace.

      Il passato, quindi, ci ha dimostrato che qeste cose non avvengono per caso. Pensare a una regia unica allora non ? blasfemo. Tanto pi? se a essere messo sotto la lente della tributaria sono il Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio in carica.