17/5/2005 ore: 10:50
«Detassare gli aumenti salariali»
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Pagina 12 - Economia «Detassare gli aumenti salariali» Berlusconi rilancia. Società di rating all´erta sull´Italia Giovedì vertice governo-parti sociali Il premier: i cittadini non possono pagare 111 euro ai loro dipendenti Oggi operazione verità di Siniscalco sui conti pubblici in Parlamento. Pil verso una revisione sotto l´1 per cento Standard & Poor´s (che assegna all´Italia una AA- con outlook stabile), interpellata ieri, ha sottolineato che la «prospettiva di un incremento del debito potrebbe mettere sotto pressione i ratings», la Fitch ha confermato il voto della «doppia A»: «Non ridurremo il rating sulla base dei dati di un solo trimestre, tuttavia la deludente crescita economica è un problema perché rende più difficile la riduzione di debito e deficit». Si sottolinea inoltre che per centrare l´obiettivo governativo di una crescita all´1,2 per cento ci vorrebbero altri tre trimestri positivi sopra l´1 per cento, un fenomeno che non si verifica dal 1976. Il riflesso sul deficit-Pil nel 2005 è tutto da definire: la Trimestrale di cassa di appena qualche giorno fa stimava una «forchetta» tra il 2,9 e il 3,5 al netto dei contratti pubblici con i quali si supererebbe il 3,7 per cento. «Il disavanzo reale è tra il 4 e il 4,5 per cento», ha detto ieri l´ex ministro del Tesoro Visco (Ds). Intorno alla manovra di rilancio dell´economia si articola il dibattito nella maggioranza. Ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato alla carica sull´Irap: «C´è accordo completo con Confindustria», ha detto e ha ribadito la proposta di ridurre la tassa regionale sulle imprese per 12 miliardi in «un sol colpo». Dal Tesoro il viceministro Vegas è sembrato più prudente: «Sarebbe un´idea molto affascinante: se si potesse percorrere sarebbe la strada migliore, ma dobbiamo vedere le compatibilità finanziarie» ma ha aggiunto che il taglio arriverà «prima dell´estate». Dove trovare le risorse? Cresce il consenso per l´aumento della tassazione delle rendite finanziarie, ma il Tesoro dice no e c´è chi in Parlamento pensa alla riapertura del condono fiscale ai redditi del 2003: l´operazione è valutata in 6 miliardi di euro di gettito. Chiariti i conti in Parlamento, l´attenzione si rivolgerà a Palazzo Chigi dove giovedì è previsto il vertice con le parti sociali con i sindacati pronti allo sciopero sul pubblico impiego e Confindustria scettica; protestano invece le organizzazioni del lavoro autonomo per la mancata convocazione. In vista della scadenza ieri Berlusconi ha gettato sul terreno la proposta della «defiscalizzazione degli aumenti salariali» ma è anche tornato a definire «ingiusta» la proposta di un aumento medio per gli statali. «I cittadini - è tornato a dire - non possono dare ai loro dipendenti, gli impiegati pubblici, 111 euro se ne incassano 86 di media». |