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venerd? 14 luglio 2006
Pagina 19 - Economia e Finanza
IL PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO ?LIBERALIZZAZIONI S? MA ANCHE NEI SERVIZI E IN BANCA?
Sangalli: non esistono solo i sindacati la concertazione va fatta con tutti
intervista RAFFAELLO MASCI
ROMA Dottor Sangalli, la Confcommercio che lei presiede, ha insistito per anni sulle liberalizzazioni. Poi, quando il governo ha cominciato a farle, ha subito alzato una barriera di distinguo.
?Ma no. Noi siamo sempre stati d’accordo sulle liberalizzazioni e speriamo che il governo continui su questa strada. Diciamo per? anche che, da sola, la concorrenza non basta. Ci vogliono politiche attive per i servizi, come innovazione e formazione e un rapporto diverso tra banca e impresa?.
Francamente non si era capito. Avete cominciato a dire che non vi hanno ascoltato, che il governo aveva agito di testa sua.
?Sul principio che le liberalizzazioni servono, siamo d’accordo. Sul metodo abbiamo qualcosa da eccepire. Se la concertazione deve essere il criterio, va fatta sempre e con tutte e non solo con alcune?.
Vi hanno fatto il torto di sentire prima i sindacati? Eppure mi pare che la consultazione tra voi e palazzo Chigi sia costante, per vostra stessa ammissione.
?Si, ci sentiamo. Ma a proposito del pacchetto fiscale e del Dpef, non posso non notare che il confronto sul tasso di inflazione programmata ? stato fatto soltanto con Cgil, Cisl e Uil. Francamente, la concertazione a intermittenza non mi piace?.
Il governo per? ? stato chiaro: i principi e gli obiettivi sono scelte che spettano alla politica e su quello non si tratta.
?Non sono d’accordo. Certo a nessuno pu? essere riconosciuto un potere di veto, perch? spetta al Governo e al Parlamento la responsabilit? delle decisioni finali ma, d'altra parte, occorre che ciascuna forza sociale possa contribuire alla formazione delle scelte in ragione di ci? che essa rappresenta. Chi - come Confcommercio - contribuisce per il 65% al Pil ha il diritto/dovere di intervenire quando si parla di liberalizzazioni e di fisco?.
Venga al dettaglio. Che cosa non le piace delle liberalizzazioni di Bersani e del pacchetto fiscale di Visco?
?Sull’insieme sospendo il giudizio. Vedremo luned? quali emendamenti verranno proposti. A noi non piace la norma che sminuisce il ruolo della formazione professionale nel commercio. Poi vorremmo modifiche al regime Iva nel settore immobiliare, sugli studi di settore e sulla trasmissione telematica dei corrispettivi?.
Vi spaventa la seconda tranche di liberalizzazioni.
?Per niente. Intanto perch? noi siamo liberalizzati dal ‘98. Poi perch? io credo che mettere mano a energia, utenze, tariffe, assicurazioni e banche potrebbe dare una boccata d’ossigeno sia alle imprese sia ai bilanci delle famiglie, promuovendo quella ripresa dei consumi che aspettiamo da anni?.
Il suo giudizio sul Dpef ?
?Ambizioso negli obiettivi: perch? prevede, nel 2007, una manovra di circa 35 miliardi di euro. Una ventina di miliardi per il miglioramento dell'andamento dei conti dello Stato e circa 15 a sostegno della crescita e dello sviluppo, di cui 10 per l'abbattimento di cinque punti del cuneo fiscale e contributivo. Peccato, per?, che molto poco si dica sul come questa azione verr? realizzata. Lo vedremo in Finanziaria?.
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