19/9/2006 ore: 9:47
"Conti" Manovra, stretta su pensioni e pubblico impiego
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Pagina 14 - Economia & Lavoro Manovra, stretta su pensioni e pubblico impiego TECNICI ancora al lavoro sulle misure della Finanziaria. Le ipotesi di risparmi sulle 4 aree indicate dal Dpef sono tutte sul tavolo della Ragioneria: arriveranno poi sul tavolo politico e infine su quello con le parti sociali. Nessuna area ? esclusa dagli interventi, anche se i sindacati continuano a chiedere che la previdenza esca completamente dalla manovra. Ma alcune ipotesi (limitate) sulle pensioni restano. A confermarlo lo stesso ministro Cesare Damiano, che stasera incontrer? i capigruppo delle commissioni Lavoro. ?Stiamo ragionando sulla chiusura delle finestre d’uscita?, dichiara. Si parla del blocco di una o due uscite nel 2007. E non solo: restano all’ordine del giorno anche le ipotesi di aumento dei contributi degli autonomi, e quella sul prelievo del 3% sulle cosiddette pensioni d’oro. Al momento si sta definendo la platea di riferimento. Si potrebbe passare dalla vecchia definizione dei trattamenti oltre i 13mila euro mensili, ad un nuovo meccanismo che prevede il prelievo sulla parte eccedente i 5mila euro mensili (ad esempio, chi percepisce 5.500 euro verser? il 3% su 500 euro). Stretta in vista anche per gli oneri di personale sulla Pubblica Amministrazione. Tra le ipotesi in circolazione, quella del ?tetto? del 40% rispetto ai livelli del 2003 dei contratti a termine o di collaborazione. L’ultima finanziaria fissava il limite al 60%. Ma stavolta il governo intende inserire la norma all’interno di un accordo quadro con i sindacati. Primo: si attinger? in parte al precariato nelle assunzioni gi? previste nel 2007 (4.300 unit?). Secondo: si definir? insieme il numero effettivo di precari della pubblica amministrazione, da inserire poi nei piani di sblocco del turn-over a partire dal 2008. Infine, il ?tetto? del 40%, che ha lo scopo di limitare la produzione di nuove sacche di precariato. Nell’ultima ?bozza? di finanziaria anche la stretta a consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre ed auto di servizio. Insomma, Tommaso Padoa-Schioppa non rinuncia al rigore sulla spesa, anche in vista di un rialzo dei tassi d’interesse che indiscrezioni dalla Bce danno in corsa verso il 4% (3,50 a fine anno). Per questo i risparmi non si fermano neanche di fronte al boom delle entrate nei primi 7 mesi di quest’anno: +12,6%, con un quasi raddoppio del gettito su oli e petroli (+95%). Sulla scia dei nuovi ?incassi? Rifondazione comunista chiede una manovra pi? equa, visto che dai circa 15 miliardi da destinare allo sviluppo sar? difficile ritagliarne molti per le politiche di welfare. Gran parte dovrebbe andare al tagliod el cuneo (minimo 6-7 miliardi, massimo 9), il resto alle infrastrutture. Mancano all’appello quindi i fondi per le famiglie disagiate e per i figli, che comunque andranno reperiti. In ogni caso il nuovo ?buco? per i rimborsi Iva non peser? sulle risorse da destinare alla crescita. Del capitolo sviluppo si parler? oggi a Palazzo Chigi al tavolo con le parti sociali. ? molto difficile che si affronter? gi? il tema del cuneo fiscale, misura ancora da mettere a punto. Pier Luigi Bersani illustrer? il suo disegno di legge sull’industria che presenter? venerd? al consiglio dei ministri per il varo. |