3/7/2006 ore: 10:40
"Conti" La mossa del governo spacca la destra
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Pagina 3 - Oggi IL CASO Nell’opposizione c’? chi si interroga se non sia logico condividere una riforma decisiva per il futuro del Paese Come una bomba gettata nel campo avversario. Il cos? detto ?pacchetto Bersani? ha avuto un effetto deflagrante nel centro destra, provocando spaccature tra le diverse anime del centro-destra o addirittura all’interno degli stessi partiti che compongono la coalizione. E se persino ?Il foglio?, il quotidiano edito da Veronica Lario, scrive che la riforma proposta da Pierluigi Bersani ?era quella che avrebbe dovuto fare il centrodestra il giorno numero uno del suo insediamento?, vuol dire che in buona parte dell’opposizione ? forte il senso di imbarazzo. Addirittura il giornale diretto da Giuliano Ferrara definisce Bersani ?un piccolo Margaret Thatcher?. Un paragone che forse sembrer? poco lusinghiero al diretto interessato, ma che di certo per ?Il Foglio? voleva essere un bel complimento. Sulla stessa linea del quotidiano di Giuliano Ferrara, ? il senatore dell’Udc Marco Follini: ??Apprezzo queste prime misure di liberalizzazione. ? chiaro che hanno valore se sono l'inizio di un cammino e non l'illusione di un traguardo gi? tagliato. Credo che l'opposizione debba sfidare la maggioranza sulla trincea di liberalizzazioni pi? incisive e non invece dalla postazione di difesa degli interessi corporativi. Tra noi e loro la sfida dovr? essere sul terreno della concorrenza?. Di tutt’altro avviso ? l’ex presidente della regione Lazio ed ex ministro della Sanit?, Francesco Storace, che parla di ?odiose misure proposte dal governo?. Storace, che da sempre milita nell’ala pi? assistenzialista di An, quella che per esempio si oppose in ogni modo alla chiusura di Alitalia, si ? anche detto ?sorpreso da alcune posizioni, spero minoritarie, che nella Casa delle libert? esprimono consenso verso le riforme proposte da Bersani. Il sito del governo non pubblica ancora il testo e gi? si applaude, ignorando il fortissimo dissenso di categorie che abbiamo rispettato in ben cinque anni di governo, persino ricomponendo fratture iniziali, e che ora vengono bollate come corporazioni. Ricordi, chi oggi si complimenta, che era nel programma dell'Unione il massacro di farmacie e taxi, non in quello del centrodestra?. Ma la posizione di Storace non trova molti sostenitori in Alleanza Nazionale. Gianni Alemanno, per esempio, pur criticando alcuni interventi, come quello sul commercio, sui tassisti e sulle farmacie, definiti ? arroganti? e ?volti a far pagare soltanto ad alcune categorie sociali i costi della liberalizzazione?, ne ammette comunque il ?coraggio?. ?Sul versante della modernizzazione della societ? italiana? spiega sempre Alemanno ?bisogna ammettere che questa riforma contiene delle innovazioni che dovevano essere fatte gi? durante il governo di centrodestra. In particolare gli interventi sulle banche e sulle assicurazioni, che indubbiamente aiutano i diritti dei consumatori, fino ad oggi calpestati da realt? economicamente forti. Questa riforma rappresenta una sfida per l’opposizione sulla strada del cambiamento?. Pareri diversi anche in Forza Italia. Se il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, definisce la il provvedimento ?solo all’apparenza scintillante?, l’ex ministro per le Pari opportunit?, Stefania Prestigiacomo, reputa ?positive? le riforme volute da Pierluigi Bersani. Insomma, tante idee diverse nella Cdl, ma un’unica sensazione: dovevamo pensarci noi. |