29/5/2006 ore: 11:58

"Conti" «A rischio chiusura i cantieri di strade e ferrovie»

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    luned? 29 maggio 2006



    OBIETTIVO RISANAMENTO
    IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO OGGI INCONTRA IL LEADER DELLA COMMISSIONE EUROPEA BARROSO
      ?A rischio chiusura i cantieri di strade e ferrovie?
        Prodi: la situazione ? seria. Padoa-Schioppa: disavanzo preoccupante. Ieri vertice a Palazzo Chigi


        L’allarme

        I dati sono a livelli peggiori
        del 1992 quando
        il governo Amato
        fu costretto alla pi? dura
        manovra economica
        della storia nazionale

        Fabio Martini
        ROMA

        Anche se non lo aveva detto in giro, Romano Prodi si era ripromesso di non drammatizzare. Di non replicare quel ?al buco, al buco!?, di cui si lament? cinque anni fa Silvio Berlusconi. Ma le ultime, informali ricognizioni sullo stato dei conti pubblici hanno indotto il Presidente del Consiglio a convocare un vertice improvviso e informale a palazzo Chigi, al termine del quale, ieri notte, un personaggio autorevole e dal solido aplomb come il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha distillato parole gravi: ?Gli strumenti di controllo del disavanzo prediposto per il 2006 creano una situazione di grave tensione, quale il rischio di chiusura di cantieri importanti, come Ferrovie e Anas?, perch? alla luce di una prima ricognizione sui conti pubblici ?la situazione ? pi? grave di quanto potesse apparire in un primo momento?. Per un Paese del G7 lasciare per aria cantieri infrastrutturali strategici come strade e ferrovie ? qualcosa di pi? di una impasse originale, tanto ? vero che pure il Presidente del Consiglio, lasciando palazzo Chigi, non ha usato perifrasi: ?La situazione dei conti pubblici ? seria e preoccupante ed effettivamente c’? il rischio di chiusura di quei cantieri?.

        Molto significative le esternazioni di Romano Prodi e di Tommaso Padoa-Schioppa alla vigilia dell’incontro, oggi a Bruxelles, tra il premier italiano e il presidente della Commissione europea Manuel Durao Barroso. Significativa la decisione di denunciare pubblicamente quel che informalmente si ripeteva da alcuni giorni. E, per quanto Prodi e Padoa-Schioppa ieri sera smentissero ?qualsiasi collegamento? con l’odierna trasferta a Bruxelles, non ? certo casuale il vertice convocato di domenica sera a palazzo Chigi poche ore prima di quel summit. Certo, il Professore sostiene che con Barroso ?si va ad aprire un dialogo?, ma il vis-?-vis di oggi servir? a Prodi per sondare gli umori dell’Europa circa la possibilit? di ottenere da Bruxelles un po’ di tempo in pi?, fino al 2008, per rientrare sotto il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil, che per l’anno in corso viaggia oramai sopra il 4%. E anche allo scopo di presentarsi davanti al suo successore alla Commissione Ue con la maggior quantit? di dati e di riferimenti, ieri sera il presidente del Consiglio ha invitato a cena alcuni ministri economici (Tommaso Padoa-Schioppa, Pierluigi Bersani); i due vicepremier Massimo D’Alema e Francesco Rutelli; un ministro dell’Interno come Giuliano Amato che, oltre ad essere stato ministro del Tesoro, ha fatto il Presidente del Consiglio in anni di conti in “profondo rosso”; il sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta.

        Nel corso della cena si ? impostato, per dirla con Prodi, ?un metodo di lavoro?: fare squadra e chiacchierare a ruota libera, senza i vincoli di decisioni da prendere. Si ? parlato di rilancio dell’economia, ma soprattutto si ? ascoltato il ministro dell’Economia che aveva sollecitato il vertice. ?E’ bene che il quadro sia conosciuto da voi?, ha esordito Padoa-Schioppa, anche perch? la situazione appare pi? seria di quanto non fosse apparso nei giorni scorsi, quando ?avevo detto che le due grandezze chiave, il rapporto deficit-pil e il saldo primario nel 2005, erano a livelli peggiori del 1992?, cio? dell’anno in cui il governo Amato fu costretto alla pi? cruenta (e salvifica) manovra economica della storia nazionale. Poi ha preso la parola Prodi e si ? dato uno sguardo alla sfilza di incontri internazionali che attendono il Presidente del Consiglio che, entro giugno, si vedr? con tutti i principali capi di governo europei. Naturalmente si ? brevemente accennato anche su come preparare l’incontro di oggi con Barroso, nel corso del quale il governo italiano far? balenare l’ipotesi di un’ulteriore proroga di un anno rispetto a quella gi? ottenuta per il 2007 dal governo di centrodestra, dopo lo sforamento registrato nel 2005, quando il deficit/Pil raggiunse il 4,1%.

        Incontrandosi con Barroso, Prodi prova a giocare d’anticipo in vista dell’Ecofin della prossima settimana, previsto per il 6 e il 7 giugno, quando dovrebbe spettare al ministro dell’Economia Padoa-Schioppa presentare una richiesta formale. Nell’incontro col presidente della Commissione europea, Prodi non presenter? alcuna richiesta formale, ma - come assicura una fonte di governo - si limiter? ?a presentare il quadro delle strategie di politica economica?. Nei prossimi giorni Prodi dovr? decidere se varare una “manovrina” a breve, come suggerito dalla Banca centrale europea, da Fmi e Ocse, un’ipotesi che - faceva sapere ieri notte una fonte governativa - ?al momento non esiste, anche se nulla si pu? escludere?. Oppure, concentrare tutti gli sforzi nella Finanziaria 2007, che dovrebbe contenere - al tempo stesso - misure di rilancio dell’economia e di risanamento del deficit. Una Finanziaria “pesante”, dall’entit? ancora indefinibile, che potrebbe avvicinarsi addirittura ai 30 miliardi di euro, se si pensa che circa 10 miliardi serviranno per coprire il taglio di cinque punti del cuneo fiscale.