27/6/2006 ore: 10:43

"Congresso Uil" Niente mistica dei sacrifici

Contenuti associati

    marted? 4 giugno 2006

    Pagina 14 - Economia & Lavoro


    La Uil a Prodi: niente mistica dei sacrifici
      Angeletti chiede che a pagare non siano sempre i lavoratori. Visco: si tratta di salvare il Paese

      di Felicia Masocco/ Roma

      DARE TEMPO al governo per poterlo giudicare sui fatti. Ma un consiglio per Palazzo Chigi la Uil ce l’ha gi?. ?Non riproponga la mistica dei sacrifici?. Se servono (come servono) soldi a gog?, paghino gli evasori che come ? noto non stanno tra i lavoratori dipendenti.

      Aprendo il 14esimo congresso Luigi Angeletti non solo fa sapere che pensa a una formale disdetta degli accordi del ‘93 che sono alla base della concertazione (?basta con la moderazione salariale?), ma posiziona il suo sindacato in vista del confronto con l’esecutivo e di una stagione che si annuncia complicata. Berlusconi ha lasciato debiti, nel nuovo governo la linea rigorista ? un imperativo a sentire il ministro Padoa-Schioppa, la Uil non ci sta. Non se si tratta di ?sforbiciare? la spesa pubblica a danno dei contratti pubblici (?non staremo a guardare?) e neanche se la politica del centrosinistra dovesse avviarsi su un percorso a tappe, cio? prima il risanamento poi lo sviluppo (?non siamo al ‘92?). ?Sappiamo che tenere i conti in ordine ? un dovere? afferma Angeletti, ?sappiamo che il debito pubblico ? il vero fardello ma bisogna abbandonare l’illusione che il problema si risolve tagliando la spesa pubblica: la politica per lo sviluppo ? l’unica via?.

      Ad ascoltare la sua relazione numerosi esponenti del governo e della maggioranza. Alla fine il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco replicher? con ruvida concretezza: ?Nessuno fa la mistica dei sacrifici, qui si tratta di salvare il paese che rischia molto seriamente. E penso che su questo i sindacati saranno d’accordo?. In disaccordo con un ?patto?, ?perch? non abbiamo nulla da scambiare?, sul fisco la Uil propone la detassazione degli aumenti salariali: per 1,8 miliardi di spesa all’anno. E per le pensioni, una nuova riforma non serve. ? sufficiente cancellare lo scalone della riforma Maroni.

      Il confronto a distanza con il governo sar? presto ravvicinato e nonostante il monito sul taglio alla spesa, la Uil di Angeletti guarda con fiducia all’esecutivo ?visto i valori di cui ? portatore ci attendiamo e pretendiamo molto? e anche se ?non saremo l’ancella del governo, daremo sostegno ad una buona politica?. ?Credo che da questa relazione possiamo avere utili indicazioni per il confronto che dovr? svilupparsi? ha commentato Piero Fassino. Prodi interverr? oggi, come il ministro Damiano e i leader di Cgil e Cisl.
        Sulla disdetta degli accordi del ‘93 Raffaele Bonanni si ? mostrato tiepido, ?uscire dalla politica dei redditi ? sbagliato, la sessione prevista da quell’accordo deve restare?, ha spiegato, insomma occorre ?conservare quello che ha funzionato e cancellare quello che non ha funzionato?. Pi? esplicito il numero due della Cisl Pier Paolo Baretta, ?gli accordi li disdettano i padroni?, dice. Ma Confindustria con Maurizio Beretta boccia l’ipotesi ?un meccanismo senza regole non esiste in natura, a maggior ragione in una societ? complessa come la nostra?. Anche per Beretta, come per Angeletti e Bonanni serve comunque la riforma del modello contrattuale. Per l’Ugl di renata polverini ?? da valutare?, per la Cgil ? Carla Cantone a sostenere ?l’inopportunit? della disdetta ?al buio?, si deve insistere per un’intesa tra Cgil, Cisl e Uil. Tace invece Epifani. Chiamato in causa da Angeletti che ha rivendicato per s? e per la Cisl il merito di aver salvato l’articolo 18, dimenticando la mobilitazione di una parte del paese che eresse un argine che nessun governo (n? i sindacati) poteva ignorare. Epifani, cui comunque Angeletti riconosce di aver ricucito i dissidi, replicher? oggi. Ma ? difficile che su questo andr? oltre una battuta.