26/5/2006 ore: 9:48

"ConfInd" Prodi: «Lavoriamo insieme per il Paese»

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    venerd? 26 maggio 2006

    Pagina 3 - Economia


    ?Lavoriamo insieme per il Paese?
      Prodi: ?mi sento a casa? ma il dialogo ? difficile
      Bersani assicura: ?non siamo qui a distruggere?

      di Ninni Andriolo/ Roma

      MANO TESA ALLE IMPRESE, ma senza piaggerie, senza andare oltre il programma del centrosinistra. Prodi e Bersani propongono all’Assemblea di Confindustria lo stile della ?concertazione?, della ?seriet? al governo?, delle ?regole che vanno rispettate? Perch? il loro ?progressivo svuotamento ha indebolito la nostra societ?. Questo, per? - spiega Bersani - non significa che il governo pensi ?alla follia? di ?imbrigliare o peggio di opprimere le vitalit? economiche? del Paese.

      L’accoglienza ? quella di una platea confindustriale attenta, che applaude con cortesia ma senza eccessi, come ad attendere alla prova dei fatti la folta delegazione di ministri e sottosegretari che occupa la prima fila dell’Auditorium. Benvenuto ?tiepido?, scrivono le agenzie di stampa. In realt?, sull’assemblea di ieri ha pesato ancora l’effetto Vicenza. Lo shock di quel Berlusconi claudicante che divideva pubblicamente gli imprenditori in buoni e cattivi e che contrapponeva le seconde file ai vertici che sedevano un po’pi? avanti. La cautela di buona parte della platea dell’Auditorium - sfociata negli applausi centellinati a Prodi e Bersani - ? figlia di una campagna elettorale aspra che qualcuno non considera ancora finita. E una sfilza di poltroncine vuote, che facevano da contrappunto all’intervento del Presidente del Consiglio, stava l? a dimostrarlo. Sia Prodi che il suo ministro delle Attivit? produttive, non erano andati all’Auditorium per fare propaganda. Pur assicurando che il governo ?sar? sempre al fianco delle imprese?, sono stati attenti a rimarcare - insieme all’esigenza della concertazione - la responsabilit? di decidere che spetta alla politica. Bersani ? stato applaudito con calore quando ha toccato la polemica sulle leggi Cdl da mantenere o cancellare, Biagi compresa. ?Non ci muoveremo con la logica della distruzione creativa o dell'anno zero, ma con quella del buon senso - ha spiegato il ministro - Quello che c'? si cancella quando la soluzione nuova ? pronta ed ? convincente e questo vale in generale per tutte le riforme che abbiamo trovato?. In una impostazione simile si ? inserita anche l’assicurazione sul governo che ?non proceder? con la logica da spoil system?,

      Prodi ha difeso orgogliosamente le sue scelte sulla composizione dell’esecutivo. ?Un governo di coalizione deve essere frutto di una sintesi politica - ha spiegato - Noi siamo una vera alleanza e abbiamo evitato un compromesso cui le diverse componenti restassero estranee tra loro?. La scelta di 17 ministeri con portafoglio? ?Figlia della volont? di un coinvolgimento di tutti e della necessit? di un'organizzazione che affronti in modo efficace i problemi del Paese?. Abituati al presidente del Consiglio -imprenditore che arringava contro sinistra e sindacati, gli industriali si sono trovati davanti un Professore che non concedeva nulla alla demagogia, non ricercava ossessivamente l’applauso, puntava a unire quello che era stato diviso. ?Alle imprese ci impegniamo a dare molto, ma allo stesso tempo chiederemo molto?, ha spiegato il premier, con uno slogan-manifesto che sintetizzava le linee portanti del suo primo intervento pubblico da capo del governo. Davanti agli industriali Prodi ha rinnovato l’impegno a ridurre di 5 punti il cuneo fiscale, Una scelta che va vista anche ?in un ottica di scambio per la riduzione del lavoro precario? e che deve spingere gli imprenditori a investire.

      Prodi, poi, ha rassicurato sulle liberalizzazioni e ha esortato a non immaginare miracoli, visto che ?ad ogni verifica sui conti pubblici le tendenze sono peggiori del previsto?. Seduto in prima fila, Tremonti ostentava distacco, parlottando un po’con Amato e un po’con Gianni Letta. ?Dovremo usare seriamente le risorse scarse che abbiamo a disposizione?, insisteva Prodi. Nessun arretramento, per?, dalla ?scossa? da imprimere all’economia coniugando crescita e risanamento, senza ricorrere - cio? - alla ?politica dei due tempi?. Una ricetta che prevede ?concertazione?, perch? ?gli industriali e tutte le parti sociali? siano ?interlocutori forti, responsabili e autonomi? del governo. E interventi per aumentare la competitivit?: infrastrutture, meno burocrazia, pi? ricerca e pi? innovazione, Ma il Capo del governo ripete quello che da tempo ? il suo convincimento : ?Non ci sar? rilancio dell'Italia se l'industria non si riapproprier? del suo ruolo trainante, il nostro terziario ? figlio della nostra industria: se muore l'industria, muore il terziario?.