19/5/2006 ore: 10:26

"Commenti" La vera legge Biagi (N.Cacace)

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    venerd? 19 maggio 2006

    pagina 1 e 29 - Commenti

    Lavoro e flessibilit?
      La vera legge Biagi

      Nicola Cacace

      Il presidente Prodi e il ministro del Lavoro Damiano (auguri a Cesare per il nuovo incarico), tra i segnali di rilancio dell’economia debbono darne uno, importante, ai giovani con cui siamo in debito per la vittoria.

      Dopo trent’anni, i giovani (18-25 anni) sono tornati in maggioranza a votare a sinistra. L’ultima volta era avvenuto nel 1975 quando, votando per la prima volta a diciotto anni, essi determinarono il quasi sorpasso del Pci.

      ? stato giustamente scritto che il messaggio dell’Unione sulla qualit? del lavoro ha battuto il messaggio della Cdl su tasse e Ici, sia pur di poco. Alcuni interventi di questi giorni che hanno aperto, con foga eccessiva, la questione dell’abrogazione o della riforma della legge 30, cosiddetta legge Biagi, appaiono incauti, sbagliati ed anche ingiusti (verso Biagi). Questo non significa che il problema dei modi per elevare la qualit? del lavoro possa essere rinviato a tempi lunghi o eluso. Significa farlo nel modo giusto, magari anche rileggendo il ?libro bianco? del professor Biagi le cui proposte sono state dimezzate e tradite dagli estensori della legge con un uso del lavoro e del nome del professore politicamente non corretto.

      I pi? autorevoli esperti di centrosinistra che hanno scritto sul tema, Accornero, Boeri, Ichino, tra gli altri, mostrano un sostanziale accordo sul fatto che i provvedimenti di flessibilit? avviati da Treu e proseguiti con la legge 30/2003 hanno avuto effetti positivi da conservare ed effetti negativi da eliminare, da un lato avendo facilitato l'accesso dei giovani al mercato del lavoro e corrisposto alle esigenze aziendali di flessibilit?, dall’altro condannando i giovani ad una precariet? prolungata ed insopportabile e riducendo la qualit? del lavoro - ne ? prova un calo della produttivit? annua del lavoro del 0,4% negli ultimi quattro anni. Metterei da parte la polemica su ?legge Biagi o cosiddetta legge Biagi o legge Maroni? se non per avanzare una opinione personale. La legge 30 ? lontana dal ?Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia: proposte per una societ? attiva ed un lavoro di qualit? firmato nell’ottobre 2001 da Marco Biagi per un fatto semplicissimo: in quel saggio la qualit? del lavoro non ? mai sacrificata alla flessibilit? ed il sostantivo ?sicurezza? compare molte volte pi? del sostantivo ?flessibilit?. Sin dalla ?Presentazione? Biagi ? chiaro: ?Nella definizione delle nuove ipotesi di regolamentazione vanno assunti congiuntamente i criteri della flessibilit? e della sicurezza?. E continua nel ?Sommario?: ?La qualit? del lavoro ? la nuova dimensione su cui riflettere, perci? occorre riformare profondamente ammortizzatori sociali ed incentivi all’occupazione?. Nella seconda parte del libro (?Proposte?) ? ancora pi? esplicito: ?Occorre incentivare convenientemente il ricorso al contratto a tempo indeterminato, cos? da incrementarne l’uso, evitando nel contempo che si diffondano forme di flessibilit? in entrata per aggirare i vincoli o comunque le tutele predisposte per la flessibilit? in uscita?. E ancora: ?? necessario che coloro che lavorano con contratti di tipo flessibile godano di una sicurezza adeguata e di una posizione occupazionale pi? elevate, compatibili con le esigenze e le aspirazioni dei lavoratori?. La legge 30 ? la continuazione del pacchetto Treu con due aspetti negativi da eliminare: a) aver trasformato un elenco ?esemplificativo? di fattispecie flessibili (lavoro part time, interinale, a chiamata, a progetto) avanzato da Biagi, in un elenco ?prescrittivo?, per cui, ad esempio, la fattispecie ?lavoro intermittente o a chiamata? pu? essere eliminata, dopo le prove negative che ha dato nella applicazione pratica; b) aver ignorato una parte del lavoro di Biagi per cui ?dosi di flessibilit? e di qualit? del lavoro come quelle richieste dall'azienda moderna in era di globalizzazione non possono essere disgiunte da adeguate misure di sicurezza e di formazione?.
        Per concludere, bando alle polemiche inutili, che il ministro del Lavoro convochi al pi? presto le parti sociali per contribuire a correggere la legge 30 e, suggerirei, anche con un documento di base che riprenda quella met? del lavoro di Biagi ignorato e tradito. Quanto agli incentivi al lavoro a tempo indeterminato ed ai vincoli a quello flessibile la scelta degli ingredienti ? ampia e spetter? alle parti indicarle ed al governo sancirle, dal vecchio credito d'imposta per gli assunti a tempo indeterminato ad una certa parificazione dei contributi tra le varie modalit? di lavoro, dall’abolizione del cuneo per le imprese che assumono a tempo indeterminato a formule di gradualit? temporale degli oneri sociali (alla Zapatero) quando si passa dal lavoro flessibile a quello indeterminato.