22/9/2005 ore: 11:36
"Commenti&Analisi" Un modello per i contratti (C.Dell'Aringa)
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PRIMA - pagina 1/10 TRA PUBBLICO E PRIVATO Un modello per i contratti E questo spiega anche le diverse esigenze di lavoratori e imprese. Gli aumenti dei salari non possono essere recuperati da amenti di produttività, per cui, alla fine determinano solo aumenti dei prezzi, che erodono il potere d'acquisto dei lavoratori e fanno aumentare il costo del lavoro per unità di prodotto, con perdita di competitività delle imprese. Tutti si lamentano quindi, i lavoratori che vedono le buste paghe erose da prezzi crescenti, e le imprese che vedono i costi aumentare più dei concorrenti, persino più di Francia e Germania. È difficile che un rinnovo di contratto collettivo possa conciliare queste diverse esigenze, anzi è probabile che le esasperi. E infatti è quello che succede. Basta guardare alla piattaforma sindacale e alla proposta della Federmeccanica. I sindacati chiedono esattamente il doppio di quanto gli imprenditori sono disposti a pagare! Nel frattempo le confederazioni cercano un accordo fra di loro sulla proposta da avanzare alle controparti imprenditoriali per la riforma del modello contrattuale. Tutti sembrano d'accordo che una riforma è necessaria, senza evidentemente tradire lo spirito dell'Accordo del 1993 che ha dato risultati importanti. Ma non vi è dubbio che le condizioni siano cambiate. Siamo nella moneta unica. La concorrenza internazionale si è fatta più agguerrita. Il nostro sistema economico ha estremamente bisogno di ristrutturarsi e di aumentare il tasso di progresso tecnico. E occorre quindi che nel sistema di contrattazione e di relazioni sindacali vengano inserite dosi crescenti di flessibilità, responsabilità, partecipazione e identificazione negli obiettivi comuni. Ma su come riformare il sistema le idee divergono, persino all'interno dei sindacati. Qualche componente sindacale è favorevole a un maggior decentramento della contrattazione che potrebbe favorire flessibilità e partecipazione. Ma altre componenti si oppongono con forza. Ne era nata una contrapposizione pericolosa; ora sembra che le tre confederazioni stiano trovando una proposta comune. Viene però il dubbio che i sindacati, per mettersi d'accordo, siano tentati di fare una sommatoria di tutte le loro esigenze: ne uscirebbe una proposta del tutto indigesta per la controparte. In quel caso ai rinnovi contrattuali mancherebbe l'importante riferimento di un Accordo a tutto campo, utile per creare un ambiente favorevole e anche alla ripresa economica. Il clima politico non favorisce la conclusione di grandi accordi. Ma i mesi passano e si perde tempo prezioso. carlo. dell'aringa@ unicatt. it |