28/2/2006 ore: 11:27

"Cgil" Va al congresso pronta a sfidare l’Unione

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    marted? 28 febbraio 2006

    Pagina 19 - Economia

    SINDACATO - SI APRE DOMANI A RIMINI LA CONVENTION DEL CENTENARIO

    La Cgil va al congresso pronta a sfidare l’Unione
      Roberto Giovannini
        ROMA
        Nell’anno del centenario, la Cgil si ritrova ancora a Rimini per tenere il suo quindicesimo congresso nazionale. Si parte domani, con la relazione introduttiva affidata al segretario generale Guglielmo Epifani, che chiuder? sabato il congresso. Sul versante interno tutti i giochi sono fatti: Epifani controlla un’ amplissima maggioranza della platea congressuale, i mal di pancia dei ?cofferatiani? sembrano alle spalle, la Fiom non rappresenta un contropotere degno di questo nome, e la (tenue) opposizione interna non ha nemmeno presentato un proprio documento alternativo, limitandosi ad aggregarsi intorno a specifiche tesi congressuali. Non c’? da attendersi novit? importanti neppure per quanto riguarda i rapporti con le confederazioni ?cugine?, Cisl e Uil. Chi, in casa cislina o in Confindustria, si attendesse segnali di disponibilit? al negoziato sulla riforma della contrattazione, dovr? accontentarsi della ripetizione della linea Cgil tante volte ribadita in questi mesi: prima serve una posizione unitaria dei sindacati (che non c’?), e poi si potr? negoziare.
          Del tutto aperto invece ? il confronto tra il sindacato di Corso d’Italia e il possibile futuro governo di centrosinistra. Non ? certo un caso se ad ascoltare la relazione di Epifani, domani, ci saranno molti pezzi da novanta delle forze politiche dell’Unione, da Piero Fassino a Massimo D'Alema, da Fausto Bertinotti ad Alfonso Pecoraro Scanio, da Arturo Parisi ad Oliviero Diliberto. Ai partiti dell’Unione, Epifani presenter? con la sua relazione una sorta di ?programma? di politica economica e sociale, chiss? fino a che punto compatibile con quello presentato dal centrosinistra. E venerd? sar? lo stesso Romano Prodi, dalla tribuna congressuale a ?rispondere?. ? vero che su alcuni temi l’intesa gi? ? stata raggiunta: ad esempio, una politica fiscale che faccia pagare ai ?ricchi? e agli evasori, o la necessit? di risanare l’economia del paese anche con scelte drastiche, purch? insieme ai sacrifici vi siano scelte concrete per migliorare la vita dei lavoratori che il sindacato rappresenta. Ma ? anche vero che la situazione economica che si presenterebbe a un ipotetico centrosinistra vittorioso potrebbe essere pi? critica di quanto previsto, e richiedere scelte dure, impopolari. O ancora, il varo di riforme che ?mordano? su parte del popolo Cgil, come i lavoratori di certi servizi o imprese pubbliche.
            ? vero che la stagione della Grande Concertazione degli anni ‘90 non torner? - e con esso il ruolo determinante del sindacato confederale - ma ? anche vero che nel sindacato di Epifani ci si attende un ?premio? per aver retto praticamente da soli alla prima Ondata Berlusconiana del 2001-2002. E non ? detto, per?, che questo ?premio? arrivi davvero: anche se il segretario generale che ? succeduto a Sergio Cofferati ha lavorato a fondo per ricucire i rapporti con i partiti del centrosinistra, non si pu? certo dire che la Cgil sia in grande sintonia con Quercia e Margherita.