1/3/2006 ore: 12:25

"Cgil" Un patto fiscale per salvare il Paese

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    mercoled? 1 marzo 2006


    IL DOSSIER I


    La proposta: un patto fiscale per salvare il Paese

    di Felicia Masocco
      ? il quindicesimo congresso, quello del centenario, il primo guidato da Guglielmo Epifani, della Cgil ?grande meticciato? che dall’alto dei suoi cent’anni conferma e rilancia i valori della confederalit?. Di nuovo a Rimini, come quattro anni fa, ma allora si tenne alla Fiera Vecchia, oggi alla Fiera Nuova. E se allora c’era da dare ?futuro ai diritti? difenderli dall’attacco della destra, oggi c’? da Riprogettare il paese, dove il ?Ri? ? scritto in rosso, una specie di parentesi quasi che nel progetto si debba cominciare ex novo.
        Uno slogan che ? insieme necessit? e speranza quello scelto per il congresso nazionale della Cgil al via oggi. Aprendo i lavori Epifani traccer? il bilancio fallimentare di una politica che non ha creato ricchezza, che non ha fatto crescere il paese che ha fatto aumentare le diseguaglianze. L’Italia che esce da questa legislatura ?si definisce per negazione?, per quello che non ? pi?. E se questo ? il quadro, un po’ di maquillage non pu? bastare. Serve un progetto, e lavoro, saperi, diritti e libert?, sono le fondamenta su cui costruire. Ma c’? poco da cambiare se non cambia la guida del paese.
          Tra poco pi? di un mese ci saranno le elezioni, era previsto, ma la Cgil ha deciso di tenere comunque il suo congresso alla scadenza naturale, di decidere prima e a prescindere dall’esito delle urne la rotta da tenere. Con l’impegno a tenerla in ogni caso perch? se il cambio della guardia a Palazzo Chigi ? condizione necessaria per riprogettare il paese, da sola non ? sufficiente. Quattro anni fa nessun politico prese la parola dal palco, venerd? alla Fiera Nuova interverr? Romano Prodi, come dire, se per molti in Cgil non esistono ?governi amici?, mandare a casa Berlusconi ? una priorit?.
            Si apre un congresso tutto politico, per il contesto in cui va a cadere, per i nodi al pettine a cominciare proprio dal rapporto con il centrosinistra. Se vincer? le elezioni si ritrover? sul tavolo la richiesta di un ?patto fiscale con un forte connotato etico?, cuore della proposta delle tesi congressuali che, in estrema sintesi, punta all’equit? redistributiva utilizzando la leva fiscale, punta a fare in modo che la fetta di paese che in questi anni si ? arricchita di pi? venga ora chiamata a fare la sua parte, contribuisca al reperimento delle risorse che servono. Epifani dir? che ai lavoratori ai pensionati, ai precari non si possono chiedere ulteriori contributi. E dir? no alla ?politica dei due tempi? cio? prima risaniamo poi si vedr?. ?Sono circondato da tabelle che danno sconforto?, si ? lasciato scappare nei giorni scorsi mentre al quarto piano del palazzone di Corso d’Italia scriveva la relazione.
              I conti e le previsioni di quasi tutti i centri studi dicono che si ? messa una ipoteca sul futuro. A furia di condoni si ? mandato un messaggio ai furbi e aperto un solco tra persona e persona. Per la Cgil sono diseguaglianze che verranno proiettate sugli anni a venire segnati dalle ?gerarchie sociali? consolidate con buona pace di chi vorrebbe almeno provarci a risalire la ?piramide?: i giovani, ma anche gli immigrati che scontano condizioni di assoluta inferiorit?. Gli immigrati, o meglio, i migranti saranno centrali nella Cgil che uscir? da questo congresso, Epifani proporr? di introdurre nella Costituzione lo ius soli, cio? il diritto di cittadinanza acquisito con la nascita. E la sostituzione della Bossi-Fini. Da sostituire ? anche la legge 30 sul mercato del lavoro e la riforma della scuola: tre leggi che in comune hanno un contenuto ideologico inaccettabile. E in proposito sar? in questa sede, quella del congresso, che Epifani dar? un giudizio sul programma dell’Unione.
                Oggi c’? attesa, quattro anni fa si era nel pieno di uno scontro feroce con il governo, lo stesso che appena insediato aveva recepito la direttiva europea sui contratti a termine escludendo la Cgil che non era d’accordo. Fu il suo primo atto, il primo a dar seguito a quel patto siglato nel marzo 2001 con gli industriali a Parma. ?Sinergie? le chiam? Sergio Cofferati. Si era nel pieno delle lotte per la difesa dell’articolo 18, per impedire la decontribuzione previdenziale per i neo assunti. Contro quelle sinergie Cofferati propose lo sciopero generale, Pezzotta e Angeletti scossero la testa. ?? inopportuno?, disse il leader cislino. Ma non pass? inosservato che nel suo lungo intervento Pezzotta non cit? mai l’articolo 18. ?Il metodo richiama il merito?, disse Epifani qualche giorno dopo, l’intervento di Pezzotta lasciava pensare che nella Cisl ci fosse stato un cambiamento di linea. Il Patto per l’Italia che arriv? cinque mesi dopo conferm? l’ipotesi. Al quattordicesimo congresso si consum? una clamorosa rottura tra le confederazioni, e pensare che un giorno prima - ?mediatore? Gianfranco Fini - era stato raggiunto l’accordo unitario sul pubblico impiego.
                  Fu proprio Guglielmo Epifani, con un intervento fuori programma a rispondere con passione e grinta a Pezzotta e Angeletti, fu il suo discorso di investitura. La nomina ufficiale arriv? il 20 settembre. Il lavoro di ricucitura con Cisl e Uil cominci? praticamente subito. Oggi alle altre due confederazioni Epifani proporr? di lavorare insieme ad una ?carta dei valori del sindacalismo confederale?. Sar? ancora un forte appello all’unit? e insieme il tentativo di uscire dalle visioni cristallizzate del ?pluralismo convergente? su cui batte Savino Pezzotta e l’unit? come ?valore? patrimonio della Cgil.
                    Un lavoro di ricucitura, favorito dal cambio della guardia a viale dell’Astronomia, Guglielmo Epifani l’ha fatto anche con Confindustria. La prima mano fu tesa a Luca di Montezemolo alla conferenza dei quadri e delegati a Chianciano, nel maggio 2004. A Serravalle Pistoiese, nel luglio successivo, emersero le ?consonanze? dei due, soprattutto sulle preoccupazioni sui timori per l’economia. ?? nato un idillio?, si disse. Si esagerava. Una settimana pi? tardi il segretario della Cgil sbatt? la porta di viale dell’Astronomia dopo il tentativo di Confindustria di metterlo davanti al fatto compiuto sulla riforma del modello contrattuale. E riaffior? la rottura con Cisl e Uil.
                      L’argomento ?contratti? rimane di stretta attualit?. Oggi Epifani difender? con forza il valore del livello nazionale mettendolo anche in rapporto con l’unit? del paese. ? materia sensibile: per il pressing delle imprese, che insistono col volere una riforma; per le divisioni con Cisl e Uil; e per le divergenze all’interno della stessa Cgil. Il XIVesimo congresso si chiuse con la convergenza in un documento unitario: si era svolto su due mozioni, quella della maggioranza ebbe l’82% dei consensi, quella della sinistra di ?Lavoro societ?-Cambiare rotta? il 18%. Per la prima volta dal 1986 queste assise poggiano su un documento unitario (a tesi). Sulle politiche contrattuali (tesi 8) ? stata presentata una proposta alternativa da Gianni Rinaldini, Giorgio Cremaschi e altri esponenti della sinistra che ha raccolto il 15% dei consensi. Sulla tesi 9 (la rappresentanza) una proposta ? stata presentata anche da Giampaolo Patta (10%), il quale per? ha stretto un patto con il segretario generale. Al momento la nuova minoranza non ? formalizzata, ma i firmatari chiedono di non ignorare il nuovo pluralismo. ?I pluralismi in Cgil sono molti?, per Epifani, che al congresso della Fiom ha bruscamente richiamato l’organizzazione dei meccanici (?Non ci siete solo voi?). Insomma, spazio a tutti, ma ? il momento che anche la pi? conflittuale delle categorie torni nei ranghi. ?Per la Cgil non esiste pi? il primato di un’idea della cittadinanza fondata solo sul lavoro, ma un po’ prima e un po’ dopo di questa c’? una cittadinanza pi? vasta, che la comprende?. La Cgil che ha in mente Epifani ?? un grande meticcio? che affacciato al suo secondo secolo di vita ha davanti la difficile scommessa di misurarsi con un mondo nuovo e restare coerente con gli ideali di giovent?.