4/3/2006 ore: 11:05

"Cgil" Parla Prodi e sembra di sentire Epifani

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    sabato 4 marzo 2006

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      CGIL. IL PROF LODA PERSINO LO SLOGAN. LA VITTORIA DEL SEGRETARIO

      Parla Prodi e alla platea sembra di sentire Epifani

      Di Ettore Colombo
        Rimini. Un congresso pensato e organizzato prima delle elezioni con chiaro intento politico non poteva che risolversi nell’abbraccio finale al leader dell’Unione Romano Prodi e nella ?piena concordanza nelle analisi e nelle ricette? che il Professore, sommerso da numerose standing ovation, annuncia dal palco di Rimini tra il suo programma e quello della
        Cgil. ?Sembrava la relazione di Guglielmo?, commenta una fonte della sinistra interna, amareggiata dal tutto indistinto che ? oggi la nuova Cgil. Saldamente in mano al segretario (dopo mesi di scontri ? passata una lista unica per il nuovo comitato direttivo:su 161 membri, 121 sono i posti di
        Epifani,23 vanno all’area di Patta e 17 alla minoranza di Rinaldini mentre oggi verr? varato un documento politico unitario),la Cgil ? dunque pronta ad ?aiutare il governo ?. A meno che l’Unione, una volta vinto, non voglia cambiare in corsa l’agenda delle priorit?. L? potrebbero nascere le vere crepe. ?La Cgil non ha scelte, deve tenere la barra dell’Unione a sinistra, facendo irrompere sui tavoli la questione sociale?, dice Paolo Ferrero, responsabile Lavoro del Prc. Giocando dunque un ruolo molto simile proprio a quello di Rifondazione. Redistribuzione del reddito e rilancio dell’apparato produttivo gli assi su cui puntare per poi rilanciare la contrattazione la filosofia della “nuova Cgil”,una linea “socialdemocratica” che punta sullo spostamento delle risorse dalla rendita a salari e pensioni e cos? far ripartire il paese, confermando un
        secco no alla politica dei due tempi. E se partissero pressioni per moderazione salariale, risparmi nella spesa sociale, blocco assunzioni?
        ?Non solo Fiom, anche pubblico impiego, scuola e altre categorie potrebbero far saltare la maggioranza interna?, fantastica un’altra fonte. Per non dire di una Cisl e una Uil che,fuori da un quadro di ricerca unitaria, potrebbero “spiazzare” la Cgil, che sarebbe costretta a rincorrerle su aumenti salariali (Uil) e riforma contratti (Cisl). La Cgil rischia di allinearsi al governo da sola e perdere la sua autonomia? La
        tesi non la sostiene nessuno, ma proprio nessuno.Tranne il presidente dell’Inca, Aldo Amoretti: ?La Cgil non pu? firmare nessun patto o accordo impegnativo: si spaccherebbe o scapperebbe. Possiamo dire s? solo al dialogo sociale?. Eccesso di realismo o di idealismo, come quello di Cremaschi, segretario nazionale Fiom e unico che dice no al patto
        di legislatura di Epifani e alla concertazione: ?La Cgil deve restare
        autonoma?.

        Per il resto, l’identit? di vedute tra Prodi e la Cgil ? quasi imbarazzante.
        Per Carla Cantone che lo introduce ? ?l’uomo che ci porter? alla vittoria?. E il Prof dice convinto: ?Dobbiamo riprogettare l’Italia: avete trovato uno slogan bello che ? anche un impegno gravoso e lo assumiamo insieme
        ?.Vuole mettere fine alle precariet? e cambiare,modificare,sostituire la Moratti come la Bossi-Fini,Prodi;inoltre annuncia di voler dare ?una scossa, una frustata al sistema produttivo?, mettendo il lavoro al centro dell’agenda di governo, la lotta all’evasione e l’armonizzazione della tassazione delle rendite finanziarie tra le priorit? della sua azione politica.
        Le consonanze con la relazione di Epifani sono impressionanti: la Cgil vuole essere il suo interlocutore privilegiato, al governo, con Cisl e Uil, forse, un passo pi? indietro. Gli interventi che precedono quello di Prodi lo confermano, tutti si schierano con Prodi (e con Epifani). Tranne il leader della Fiom Gianni Rinaldini, che dice pacato e netto di condividere ?il patto fiscale, ma non quello di legislatura, altrimenti il sindacato si
        taglia le mani? e invoca soprattutto un radicale cambiamento, dal ritiro delle truppe dall’Iraq e Afghanistan all’abrogazione delle leggi Biagi e Moratti. Ma proprio per fugare i timori dell’ala radicale della Cgil Prodi ha usato parole chiare: ?Nessuno abdichi al proprio ruolo. Il sindacato continui ad essere un interlocutore esigente, responsabile, autonomo:
        un sindacato forte ? indispensabile per poter riavviare la concertazione?. Miele per orecchie riformiste. Agostino Megale,presidente dell’Ires Cgil, spiega: ?c’? questa, dietro il patto fiscale lanciato da Epifani? e chiede di far partire un osservatorio unitario sulla produttivit? per rilanciare la discussione con Cisl e Uil sui contratti. Nicoletta Rocchi, segretaria
        confederale, riconosce: ?La Cgil si ? schierata con Prodi, il rapporto ? solido, il programma sar? di legislatura?. I riformisti ci credono, il corpo grosso della Cgil anche la sinistra interna no e resta pronta a rompere. Ma al timone c’? Epifani, saldo e cauto: sar? lui a traghettare la Cgil dall’opposizione al governo.