 |
mercoled? 1 marzo 2006
IL DOSSIER III
La grande fabrica della democrazia
Contratti, rappresentanza, diritti: un dibattito che coinvolge un milione e 600mila lavoratori
di Giampiero Rossi
TESI - La pi? grande “macchina democratica” italiana approda oggi all’atto conclusivo. Numeri alla mano, infatti, il XV congresso della Cgil coinvolge 5.587.204 perso ne, perch? tanti risultavano gli iscritti al sindacato al 31 dicembre scorso. Il lungo percorso che si conclude questa settimana ? partito con le 54.817 assemblee di base che hanno preceduto i congressi delle Camere del lavoro, delle categorie e delle strutture regionali.
La Cgil ha sviluppato il dibattito interno - e lo concluder? in queste quattro giornate riminesi - sulla base di un documento unitario proposto dal segretario generale Guglielmo Epifani come primo firmatario, articolato per? in dieci tesi. E su due di questi dieci punti (che affrontano i temi delle politiche contrattuali e della democrazia sindacale) sono state proposte tesi alternative.
Al termine della prima fase del dibattito congressuale - quello sviluppato durante le assemblee di base alle quali hanno partecipato 1.605.701 iscritti fra lavoratori e pensionati - i voti raccolto dal documento di Epifani sono stati 1.425.112 su 1.433.624 votanti. Per quanto riguarda le tesi alternative tra loro, la numero 8 di Epifani ha raccolto 1.179.896 voti, pari all’84,64%; la tesi 8A, primo firmatario Gianni Rinaldini, ha raccolto 214.176 voti (15,36%); per la tesi 9, primo firmatario Guglielmo Epifani, i voti sono stati 1.053.487 (75,43%); per la tesi 9A, primo firmatario Gian Paolo Patta, i voti sono stati 140.453 (10,06%); la tesi 9B, primo firmatario Gianni Rinaldini, ha raccolto 202.670 voti (14,51%).
Questi sono i numeri. Ma quali sono i contenuti del documento - intitolato “Riprogettare il paese. Lavoro, saperi, diritti, libert?” - attorno al quale da mesi discute il principale sindacato italiano? ? un testo denso, quello proposto da Epifani per questo congresso, che muove dalla premessa ineludibile che, a quattro anni di distanza dalla precedente assise della Cgil, ?la situazione ? quella di una crisi profonda?, perch? ?l’Italia ? oggi un paese pi? disgregato, pi? diviso, pi? insicuro; ? il grande malato d’Europa?. In sequenza, poi, il documento congressuale affronta le diverse tesi. Si parte dalla ?sfida della globalizzazione? e dalle questioni che chiamano in causa la necessit? di un ?sindacato europeo e mondiale?. Quindi richiama l’esigenza di ?difendere la Costituzione e completare la transizione politico-istituzionale?, per poi entrare - dalla tesi numero 4 in poi - nel merito di temi pi? strettamente sindacali: ?L’Italia e la sua crisi? per affrontare la quale esiste un ?progetto della Cgil? che, oltre ad affrontare una per una tutte le voci su cui si regge un sistema-paese (finanza pubblica, pressione fiscale, politiche pubbliche, legalit?, privatizzazioni, formazione, ambiente, riequilibrio tra nord e sud), rimanda al nodo dell’?occupazione solida e stabile? (tesi 5), cio? all’urgenza di ribaltare la filosofia della legge 30. Le tesi 6 e 7 affrontano i temi dei ?diritti dei migranti? e dello ?stato sociale inclusivo, efficiente e di qualit?, quindi si arriva alle due tesi che hanno suscitato il confronto interno: la numero 8 (?Le politiche contrattuali?) e la numero 9 (?La partecipazione quale asse strategico per riprogettare il paese e i valori della confederalit?, dell’autonomia, dell’unit?).
Semplificando una discussione in realt? fondata su mille argomentazioni e sfumature, la differenza di opinioni sulla tesi 8 si pu? sintetizzare cos?: Epifani propone una contrattazione che vada oltre il contratto nazionale di lavoro e che si occupi del lavoratore anche come cittadino, cio? agendo sul terreno del fisco (innanzitutto), della scuola, della sanit?, della formazione e di tutti i temi che toccano da vicino le condizioni sociali ed economiche delle famiglie; il segretario Cgil suggerisce quindi un'iniziativa confederale pi? ampia, al di l? della tutela degli interessi di categoria. La tesi di Rinaldini, invece, punta molto sul contratto come strumento fondamentale di difesa e crescita del reddito dei lavoratori e propone anche la strada del sindacato dell’accorpamento di diversi contratti, spesso coesistenti in una medesima azienda, in un unica rappresentanza, attraverso un nuovo soggetto che tuteli l’intera filiera produttiva: il sindacato dell’industria.
Per quanto riguarda la democrazia sindacale, la tesi numero 9 firmata da Epifani indica lo strumento di una forma “delegata” di democrazia che valorizzi il ruolo degli organismi elettivi (Rsu in testa) per costruire la partecipazione e arricchire la discussione sulle proposte del sindacato; mentre Rinaldini insiste sulla via referendaria, peraltro gi? sperimentata dalla Fiom in diverse occasioni compresa quella dell’ultimo accordo contrattuale. E su posizioni piuttosto simili ? anche lam proposta della tesi 9b presentata da Gian Paolo Patta, che ripropone anche la necessit? di estendere l’articolo 18 alle imprese con meno di 16 dipendenti.
Si torna alla pi? completa unitariet? con la decima e ultima tesi del documento congressuale: ?Una Cgil democratica e rappresentativa?, dove, tra le altre cose, si ribadisce - appunto - che ?la Cgil si fonda su molteplici pluralismi?.
|
 |