6/3/2006 ore: 12:24

"Cgil" Epifani a Prodi: vi marcheremo a vista

Contenuti associati

    domenica 5 marzo 2006

    Pagina 18 - Economia e Finanza


    IL CONGRESSO CGIL
    IL SEGRETARIO CONFERMATO CON IL 95,6% DEI VOTI: L’UNIONE DA’ RISPOSTE IMPORTANTI, MA NON C’? UN’ASSE COME QUELLO TRA BERLUSCONI E D’ANTONI DEL 2001

    Epifani a Prodi: vi marcheremo a vista

    ?L’accordo di legislatura? L’ho chiamato cos? perch? vogliamo un impegno anno dopo anno?
      Roberto Giovannini
      inviato a RIMINI

      Pi? che di un ?governo amico?, la Cgil di Guglielmo Epifani ha paura che questo benedetto governo di centrosinistra non arrivi, ?che il vento di cambiamento non debba arrivare?. Anche se, dice il segretario generale concludendo il 15? Congresso, ?sono convinto che fra un mese soffier? un vento nuovo?, e una bella fetta del merito spetter? alla Cgil. Tuttavia, per cercare di sgombrare il campo dai timori (interni ed esterni) che lo strettissimo legame tra il sindacato di Corso d'Italia e un futuro esecutivo Prodi si trasformi in una gabbia, nella sua relazione conclusiva Epifani nega l’esistenza di un ?asse? sulla falsariga di quello di Parma 2001 (tra Berlusconi e la Confindustria di D’Amato). Anzi, avverte il candidato premier dell’Unione: ?verificheremo con seriet? e rigore il rispetto delle cose che qui ha annunciato Romano Prodi, atto dopo atto, mese dopo mese?. Perch? ?il programma della Cgil ? il programma della Cgil, il programma dell'Unione di Prodi ? il programma di Prodi?.

      Una difficile navigazione, quella della Cgil, tra la palese Grande Voglia di cancellare dall’orizzonte il berlusconismo e le prevedibili difficolt? di avere a che fare con un governo che - inevitabilmente - dar? pi? di una delusione al popolo cigiellino. I 1.200 delegati e dirigenti che sciamano da Rimini sono gente navigata, che conosce la politica, le sue trappole e il dover fare (pi? o meno solidi) compromessi. Cos?, in tanti si aspettano che nei mesi a venire Rutelli o la Rosa nel Pugno possano tentare di ?moderare? la rotta dell’Unione in tema di politiche sociali e fiscali. Altri sperano che sia possibile rendere pan per focaccia quando si tratter? di discutere di Pacs, laicit? o politica estera. Per adesso, per? - e questo sentimento l’ha espresso molto efficacemente Guglielmo Epifani - la priorit? ? cacciare Berlusconi. Tutto il resto, seguir?. Resta il fatto che ieri, nelle sue conclusioni, il segretario generale qualche correzione l’ha fatta per cercare di far capire (dentro e fuori la Cgil) che Romano Prodi non avr? alcuna cambiale in bianco. ? vero, infatti, che ?l’operazione di Parma nel 2001 fu giocata contro i lavoratori, un’operazione di lobby di interessi contro gli interessi del Paese. Invece, il nostro programma e quello di Prodi sono fondati sull’idea opposta: un atto di impegno, di rispetto e di amore verso gli interessi generali del Paese?. Tuttavia, Prodi dovr? rispettare gli impegni che ha preso, e la Cgil, che ?dovr? tenere alto il suo profilo autonomo? vigiler?. Frenata anche sull’?accordo di legislatura?: ?l’ho chiamato cos? - dice Epifani - perch? vogliamo un impegno anno dopo anno, perch? i lavoratori e i pensionati siano risarciti?.
        Anche se ? chiarissimo da che parte sta la Cgil: il solo pensiero che la Cdl possa rivincere le elezioni mette ?paura?, visto che il governo Berlusconi si merita uno ?zero in condotta?, zero come la crescita dell'economia. Al contrario, il programma di Prodi ?d? risposte importanti?. E la pi? rilevante per Epifani ? la disponibilit? ad integrare con la cittadinanza i lavoratori immigrati e i loro figli nati in Italia. Sulla contrattazione, il numero uno Cgil ripete che il contratto nazionale ? fondamentale ?per garantire la tenuta del paese?, e le retribuzioni dei lavoratori pi? deboli. Dunque, a Confindustria che chiede alla Cgil di fare una scelta ?di modernit?, Epifani replica che ?la difesa del contratto nazionale ? oggi la cosa pi? moderna?. E rincara orgogliosamente (e polemicamente) la dose, ricordando il fallimento del negoziato avviato da Confindustria nel luglio 2004: ?alzandomi da quel tavolo ho salvato la stagione dei rinnovi contrattuali?. A Pezzotta e Angeletti (che ringrazia di aver adoperato toni pacati e in fondo unitari) Epifani rilancia la disponibilit? a cercare un avvicinamento sui temi della riforma contrattuale e della rappresentanza, perch? ?non si pu? lasciare perdere?; ma si dice soddisfatto che abbiano ?usato il linguaggio delle nostre posizioni e preoccupazioni, perch? ? importante avere un punto di vista comune?. Infine, a chi chiede ?cosa dar? in cambio la Cgil? nel ?patto?, risponde: ?la nostra passione?. Ovvero, nulla di concreto. Infine, le questioni della vita interna Cgil. Epifani - che nel tardo pomeriggio ? stato rieletto dal nuovo Direttivo con il 96,5% di consensi - si dice soddisfatto dell’intesa unitaria tra maggioranza, area Patta e area Rinaldini. Ma chiede anche una maggiore presenza nei gruppi dirigenti degli immigrati e delle donne.